I santuari “spazi e luoghi sacri”, con il loro vissuto, la loro storia ed il ricco patrimonio di tradizioni, riti ed esperienze: sono questi i temi su cui si è incentrato il convegno internazionale “Spazi e luoghi sacri. Espressioni ed Esperienze di vissuto religioso”, svoltosi a Bari nei giorni scorsi, tra l’Aula Magna del Palazzo Ateneo e l’Auditorium “Antonio Quacquarelli” della sede di Bari Vecchia del Dipartimento di Studi Umanistici, con il contributo della Fondazione Puglia. Le quattro sessioni di studio hanno approfondito aspetti e dimensioni differenti del fenomeno santuariale, in rapporto al vissuto religioso ed alla identità cristiana, alla organizzazione degli spazi, ai culti ed alla produzione dei testi, e hanno esaminato la relazione tra spazi sacri e percorsi identitari in un cammino di circolarità che prende l’avvio dal santuario, dalla sua definizione e percezione, inteso come luogo e spazio sacro, ed al santuario come emblema identitario ritorna.

Il convegno costituisce l’evento conclusivo del Progetto quinquennale “Spazi sacri e percorsi identitari. Testi di fondazione, iconografia, culto e tradizioni nei santuari cristiani italiani tra tarda antichità e medioevo”, che rientra in un Programma di ricerca nazionale FIRB (Fondi di Investimento per la Ricerca di Base)-Futuro in Ricerca, varato dal MIUR nel 2010 e premiato con un finanziamento varato nel 2012, che ha visto la collaborazione di quattro Unità di Ricerca (Università di Padova - Chiara Cremonesi, Roma Sapienza -Tessa Canella, Enna “Kore” -Daniela Patti), con l’organizzazione, la responsabilità scientifica e il coordinamento nazionale affidati a Laura Carnevale dell’Università di Bari Aldo Moro. Esso è frutto della straordinaria e consolidata esperienza di ricerca sui santuari, che ha visto protagonisti studiosi del calibro di Andrè Vauchez, Sofia Boesch Gajano, Roberto Rusconi e Giorgio Otranto i quali, nel corso degli anni, hanno catalizzato e promosso l’impegno di un numero crescente di ricercatori, anche di nuova generazione. In particolare, esso è stato concepito a partire dagli studi pluridecennali di Giorgio Otranto che, con la sua équipe, si è concentrato sul santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo – oggi riconosciuto Patrimonio dell’Umanità – e sul territorio garganico.

Numerosi studiosi italiani e stranieri sono intervenuti, fra i quali José-Luis Ponga, direttore del Centro Internazionale di Studio sulla Religiosità Popolare a Valladolid (Spagna), e Armin W. Geertz, dell’Università di Aahrus (Danimarca). L’attenzione è stata rivolta, però, anche a tematiche locali e regionali, dal complesso di storia e archeologia del Santuario di San Matteo a San Marco in Lamis ai pellegrinaggi al Gargano.