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 Il giorno 24 Luglio 2014, ha avuto termine  l’Operazione RIPRISTINO, messa in atto dal Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Mattinata, dal Comando Polizia Municipale del Comune di Monte Sant’Angelo, mediante l’allontanamento coatto di 2 soggetti residenti in due strutture  abusive, in località “Macchia - Chiusa dei Santi – Calafico” nella zona industriale ex area Enichem in agro del Comune di Monte Sant’Angelo, in esecuzione dell’ordinanza di sequestro emessa dal G.I.P. del Tribunale Ordinario di Foggia.

 Tale operazione è iniziata il giorno 10 c.m. mediante l’impiego del personale del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Foggia, Comandi Stazioni locali e unità in servizio presso la sezione di P.G.  del Tribunale di Foggia, nonché in collaborazione col personale del Comando Polizia Locale di Monte Sant’Angelo i quali  hanno provveduto a porre sotto sequestro giudiziario, mediante l’apposizione dei sigilli, l’intera area ampia oltre 65 mila metri quadrati nonché le strutture realizzate abusivamente all’interno. La lunga ricostruzione storica dell’indagine, durata circa 3 anni, attraverso i vari passaggi di proprietà ha permesso di ridisegnare cronologicamente l’intera procedura illegale che si è concretizzata nel lungo tempo con il frazionamento dell’intera area in piccoli appezzamenti, dove sono state realizzate le 40 villette corredate da precarie infrastrutture.

 I presunti responsabili, circa 30 proprietari, sono stati denunciati per reato di lottizzazione abusiva e per violazioni al piano regolatore  comunale.

Dall’attività d’indagine svolta dagli uffici sopra menzionati, con l’ausilio del personale della Capitaneria di Porto di Manfredonia, è emerso, infatti, che in relazione ai fondi interessati dalle operazioni di controllo è stata posta in essere una chiara attività di lottizzazione abusiva, snodatasi nel corso del tempo ed ancora in corso all’attualità. Tale abusiva attività di lottizzazione ha determinato un’incisiva trasformazione del territorio interessato, avente ad origine  destinazione urbanistica zona D/1 – zona industriale – mediante il preordinato frazionamento dei fondi, originariamente appartenenti ad un unico soggetto, in appezzamenti sempre più piccoli, con altrettanti scritture private di compravendita ed atti notarili che hanno fatto lievitare enormemente il numero dei proprietari dei terreni, attraverso la realizzazione di manufatti adibiti soprattutto ad abitazione per le vacanze, sorte numerose su tutta l’area interessata, fenomeno che ben rende evidente la massiccia opera di urbanizzazione in contrasto con la destinazione urbanistica dei luoghi nonché mediante opere di urbanizzazione a servizio della nuova zona ‘residenziale’, quali stradine interne all’area interessata dalla trasformazione. La  creazione di numerosi pozzi artesiani evidenzia un’inadeguatezza dei servizi di smaltimento dei liquami rispetto alle norme tecniche sanitarie vigenti.

L’operazione di verifica è stata resa necessaria a seguito della constatazione dell’esistenza di svariati interventi edilizi, eseguiti in assenza di regolari titoli abilitativi e in difformità alla destinazione urbanistica dei luoghi da parte di soggetti titolari di quote di proprietà su particelle indivise nonché a seguito di una sospetta attività di frazionamento di terreni che hanno originato appezzamenti di estensione inferiore all’unità colturale minima (mq. 5000), con accatastamento di immobili non giustificati da titoli abilitativi. A tanto si aggiunge anche la presenza agli atti dell’ UTC di Monte Sant’Angelo di istanze di condono edilizio finalizzate a regolarizzare manufatti realizzati nel contesto di una sostanziale già concretata lottizzazione abusiva. Ed invero, in relazione a vari manufatti edilizi abusivi, che si inseriscono nel contesto più ampio della lottizzazione abusiva, venivano attivati procedimenti penali con applicazione del sequestro preventivo.  

Il sequestro di cui sopra è la pagina più importante di questa vicenda ma le indagini e i controlli, in sinergia tra il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia Municipale di Monte Sant’Angelo continuano per contrastare gli attacchi dell’abusivismo che tanto minacciano il pregevole ambiente di questo ambìto lembo di costa.