Si comunica che, nel primo pomeriggio di ieri, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Manfredonia, in collaborazione con personale della Squadra Mobile della Questura di Pescara, ha proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 31.01.2014 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pescara,dr.ssa Maria Michela DI FINE, su richiesta del Pubblico Ministero della medesima Procura,  Dr.ssa Anna Rita MANTINI, nei confronti di TURANO Matias Javier, di 22 anni, nato in Argentina, cittadino italiano residente a Vieste, ritenuto responsabile in concorso di una rapina in danno di una gioielleria pescarese ove aveva fatto irruzione, armato di pistola e spray urticante, unitamente ad altri complici, malmenando pesantemente il gioielliere, colpendolo al capo col calcio dell’arma detenuta, causandogli ferite lacero contuse alla testa (giudicate guaribili in giorni quindici) ed infine asportando il registratore di cassa installato all’interno dell’esercizio commerciale.

L’odierna operazione di Polizia Giudiziaria rientra in un’unica più complessa attività investigativa che attiene ad una serie di rapine in gioielleria perpetrate in Abruzzo e da ultimo, in data 15.01.2014 alle ore 17,50, presso la gioielleria MONTANARI ubicata in Pescara alla via Conte di Ruvo civico 132, il cui titolare ottantunenne, all’atto dell’evento, era stato pesantemente malmenato: “Ero pronto a morire per difendere il mio negozio. Lo rifarei ancora”; erano queste le parole pronunciate a caldo, poco dopo la rapina, da Benito Montanari, coraggioso titolare dell’omonima gioielleria, negli uffici della Squadra Mobile di Pescara.

Con la testa fasciata e il volto tumefatto, Montanari ricostruiva con lucidità le fasi dell’aggressione, consegnando agli investigatori il video del sistema di sorveglianza che aveva ripreso il volto del giovane rapinatore che, fingendosi interessato all’acquisto di preziosi, era entrato nella sua gioielleria e successivamente lo aveva improvvisamente aggredito; ma quello che al rapinatore doveva essere sembrato un innocuo vecchietto, reagiva vigorosamente, ingaggiando una violenta lotta e costringendo il suo aggressore alla fuga insieme ad altri due complici che attendevano all’esterno a bordo di un’auto rubata, più tardi data alle fiamme.

La Squadra Mobile di Pescara inviava le immagini di alcuni degli autori della rapina sulla base delle quali e di un’articolata attività investigativa, il personale dipendente, identificava senza ombra di dubbio il rapinatore per l’odierno arrestato, ossia TURANO Matias Javier, pregiudicato viestano già in passato attenzionato dal Commissariato P.S. di Manfredonia e sottoposto a perquisizione domiciliare.

Apparendo verosimile che il TURANO Matias Javier fosse in possesso di armi, nei giorni scorsi personale dipendente effettuava una perquisizione presso la sua abitazione, nel corso della quale rinveniva e sottoponeva a sequestro penale una maglia di colore rosso tipo lupetto, indossata dal TURANO all’atto della rapina.

Con un escamotage gli operanti lasciavano aperta una cartellina ove erano poste alcune fotocopie delle immagini del rapinatore inviate dalla Squadra Mobile di Pescara; avendole notate, il padre, senza essere interpellato, diceva: “eccolo mio figlio che ha combinato adesso? È proprio un…. che mi deve far passare i guai!!!”, riconoscendo in tal modo anch’egli suo figlio.

Ieri, al fine di dare esecuzione al provvedimento cautelare, si poneva in essere una vasta battuta volta al rintraccio del giovane reo, fino a quando non lo si vedeva rincasare furtivamente.

Fatta irruzione nell’abitazione gli agenti del Commissariato di Manfredonia bloccavano il ricercato che si era nascosto all’interno del bagno di casa e che molto probabilmente si preparava alla fuga atteso il possesso di un borsone con tutti gli effetti personali.

Il Turano è chiamato a rispondere di accuse molto pesanti: rapina aggravata, porto abusivo di arma, lesioni e ricettazione; ora, individuato uno degli autori della rapina, la Polizia procederà ad effettuare verifiche sui conoscenti che si accompagnavano abitualmente con lui, per poi procedere al confronto di tali soggetti con le riprese video di cui si è in possesso.

Tra l’altro ha ritenuto il G.I.P. abruzzese che, alla luce di quanto emerso, oltre alla sussistenza di gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza a carico del TURANO, già gravato da precedenti penali specifici, vi è la sussistenza di esigenze cautelari, avuto riguardo alle specifiche modalità del fatto, in sé assai gravi (rapina con armi perpetrata a centinaia di chilometri da luogo di residenza dell’indagato, commessa da più persone, di cui una travisata, utilizzando armi ed autovettura preventivamente sottratta e poi data alle fiamme per impedire il ritrovamento di tracce, nonché adoperando violenza fisica di particolare gravità nei riguardi della vittima ) e che denotano adeguata e preventiva predisposizione e ripartizione di mezzi ed uomini per il compimento del fatto delittuoso; ha ritenuto inoltre che ricorresse un grave rischio di reiterazione del reato.

Al termine delle incombenze di rito TURANO Matias Javier è stato associato alla Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.