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I Carabinieri della Tenenza di Vieste, congiuntamente a quelli della Compagnia di Riccione, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Rimini su richiesta di quella Procura della Repubblica nei confronti del trentacinquenne C. L. e del venticinquenne M. G., accusati del reato di rapina aggravata in concorso.

I fatti risalgono allo scorso 22 febbraio quando i due, entrambi originari di Vieste, erano entrati all’interno della gioielleria “Baldacci” di Riccione e, dopo aver colpito la titolare dell’esercizio commerciale con calci e pugni, si erano impossessati di svariati monili d’oro per un valore complessivo di circa 70 mila euro.

I due malviventi si erano poi dileguati a piedi nelle vie cittadine. Le immediate indagini, sviluppate soprattutto attraverso la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza, permettevano di raccogliere i gravi indizi di colpevolezza a carico dei due soggetti, già conosciuti dai Carabinieri di Vieste per pregresse vicende giudiziarie.

I due rapinatori sono stati associati alla Casa Circondariale di Foggia.

Ancora i Carabinieri della Tenenza di Vieste hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti del trentacinquenne G. F., gravemente indiziato del reato di rapina aggravata.

I fatti risalgono allo scorso primo di febbraio quando, intorno all’una di notte, l’uomo aveva forzato la porta d’ingresso di un’abitazione ubicata al piano terra nel centro di Vieste e si era intrufolato all’interno, asportando da un portafoglio che aveva trovato all’ingresso la somma di 70 euro.

Il proprietario di casa, che nel frattempo si era svegliato, aveva tentato di recuperare la refurtiva ma il rapinatore non aveva esitato a colpirlo con calci e pugni allo scopo di guadagnare la fuga, provocandogli contusioni al collo, al gomito destro e al ginocchio destro. La descrizione fornita ai Carabinieri dalla vittima permetteva di far luce sulla vicenda e identificare G. F. nel rapinatore.

Lo stesso è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari.