OPM (Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo) “apre le porte” al resto della provincia di Foggia - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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Domenica 22 novembre presso la sala conferenze delle Clarisse a Monte Sant’Angelo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto OPM (Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo) che “apre le porte” al resto della provincia di Foggia. In una sala stracolma di musicisti, cantanti, appassionati di musica popolare provenienti da ogni angolo della Capitanata, Antonio Silvestri, Gianpio Notarangelo, Luca D’Apolito e Bernardo Bisceglia, ovvero i responsabili dell’OPM, hanno presentato il progetto al pubblico invitando tutti alla discussione.

  Antonio Silvestri: Buonasera e benvenuti a tutti a questo incontro che noi dell’Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo abbiamo fortemente voluto per presentarvi il progetto e capire se ci potessero essere le basi per allargarlo a tutti voi che provenite da tutta la Capitanata. L’idea nasce nella sede della Pro Loco di Monte Sant’Angelo in occasione della festa patronale, nell’intento di creare un momento di condivisione, che accomunasse e mettesse in risalto tutte le qualità e le espressioni artistiche che Monte Sant'Angelo da sempre esprime. Il 28 settembre 2015 si tiene un memorabile concerto con i gruppi Sud Folk, Terranima e Tarantati, i musicisti Luca D’apolito e Francesco Simone, il cantatore Francesco Stelluti e ospiti della serata i due gruppi storici di Monte Sant’Angelo: La Pacchianella e Li Sammecalere, tutti uniti in un’unica orchestra: l’OPM (Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo). Visto lo strepitoso successo del primo esperimento e le potenzialità di questo progetto, sintesi di condivisione e collaborazione, è stato deciso di continuare a portare avanti l’idea e soprattutto di ampliarla, invitando a partecipare tutti i gruppi della provincia di Foggia, lasciando Monte Sant’Angelo comunque al centro del progetto. L’obiettivo principale è “fare sistema” attraverso un percorso condiviso a valorizzare ed esportare il più possibile il patrimonio culturale e musicale del Gargano e della Capitanata, dando un’opportunità in più anche a quelle che sono le attività dei singoli gruppi di appartenenza, che saranno parallelamente portate avanti. Infatti si cercherà di “contestualizzare” ogni concerto dell’Orchestra, anticipandolo con altri concerti dei gruppi che la costituiscono.

Nella prima parte dell’incontro noi vi illustreremo in che modo si intende lavorare al progetto e quali sono le direttive da seguire, dalla parte organizzativa, alla parte prettamente musicale; seguirà il dibattito.

 Luca D’Apolito: Buonasera, io ringrazio tutti voi per aver accolto il nostro invito, mi limito solo ad un saluto per dare spazio alla presentazione dettagliata del progetto.

Le radici della propria terra  non vanno dimenticate, non possono essere dimenticate! Se così fosse, significherebbe rinnegare se stessi, la propria famiglia, le proprie origini. Ogni pensatore, ogni musicista  di questa terra con il proprio strumento (a fiato, a percussione, a corda, ecc) da voce a sentimenti nascosti  di intere generazioni. L’Orchestra  Popolare di Monte Sant Angelo formata da giovani musicisti garganici  nasce per non dimenticare le antiche tradizioni. Semplicità, voglia di stare insieme con stile fresco e armonioso sono le caratteristiche che la contraddistinguono. Un’orchestra, dunque, dove la collaborazione tra musicisti-amici e l’amore per la semplice musica aiuti a crescere nel rispetto di antichi valori.

 Gianpio Notarangelo: Buonasera e grazie per aver partecipato a questo incontro e porgo il benvenuto a quanti vorranno condividere con noi questo meraviglioso progetto che, tengo a ribadire, ha come fulcro l’Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo. L’OPM esiste già, ha già fatto un concerto, si è costituita ed è coesa. L’OPM rimane la base su cui si vuole costruire la nuova grande orchestra, cercando di capire se, come è successo a Monte, anche nel resto della provincia, ci potessero essere i presupposti per “fare sistema”. Abbiamo deciso di “aprire le porte” a tutti voi perché, se ci dovessero essere le condizioni, siamo convinti che il progetto sarebbe ancora più ambizioso e importante. In caso contrario OPM continua la sua strada già avviata lasciando comunque le porte aperte a chi vorrà collaborare.

Naturalmente siamo consapevoli che aprendo le porte a tutta la Capitanata potremmo andare incontro ad un’adesione massiccia al progetto, rischiando di superare abbondantemente il limite che ci siamo posti di venticinque/trenta elementi. A questo riguardo vogliamo dire che non faremo nessuna audizione e selezione in base ai titoli o alle competenze, e cercando di non negare a nessuno la possibilità di aderire al progetto, opereremo per forza di cose delle scelte legate semmai alle esigenze dell’organico dell’Orchestra, agli strumenti suonati e soprattutto alla disponibilità in termini di tempo che si ha da dedicare per lavorare al progetto. Vogliamo creare uno spettacolo di alta qualità che solo con tante prove probabilmente si potrà avere, ci saranno prove quasi tutte le settimane e solo chi potrà assicurare sempre la propria presenza potrà far parte dell’Orchestra come “orchestrale”.

 Bernardo Bisceglia: Anche io saluto e ringrazio per la numerosissima partecipazione voi tutti. Sappiamo benissimo che più allarghiamo il progetto e più diventa difficile la gestione dello stesso ma siamo fiduciosi che, fatti i dovuti chiarimenti iniziali, si possa lavorare in modo sereno e produttivo. Ognuno di noi ha la sua idea riguardo alla musica popolare, la sua idea di musica in generale, la sua idea riguardo la gestione di un gruppo; infatti è anche per questo se ognuno di noi ha il proprio gruppo, il proprio progetto con cui esprimere le proprie idee. Non può e non deve essere l’orchestra un luogo per concretizzare le proprie idee personali. In questo progetto può esserci solo chi con tanta umiltà e spirito di collaborazione impara ad apprezzare e a realizzare le idee diverse dalla propria. Il primo concerto del 28 settembre, nonostante l’unione tra realtà con idee musicali completamente differenti e in certi casi del tutto opposte tra loro, ha funzionato perché si è trovato il modo per rispettare le idee di tutti, si è voluto creare uno spettacolo che racchiudesse in uguale misura tutte le idee e nello stesso tempo dare al pubblico un’offerta musicale ampia e varia. Abbiamo preso i brani dai vari repertori dei gruppi coinvolti ed eseguiti con gli arrangiamenti dei gruppi stessi. Questa è l’idea musicale che seguirà l’orchestra  per poter rappresentare in un unico concerto tutte le diverse forme con cui vengono riproposti i brani della tradizione dai gruppi che la compongono: dal tradizionale puro al più moderno, passando per le contaminazioni e le rielaborazioni personali. In questo modo ogni “capogruppo” diventa direttore dell’orchestra nel momento in cui si esegue un arrangiamento tratto dal repertorio e dallo stile del proprio gruppo. Ovviamente, tenendo presente che l’esecuzione avverrà con l’organico di tutta l’orchestra, dove ce ne fosse bisogno, noi che abbiamo più competenze siamo a disposizione per aiutare ad “orchestrare” l’arrangiamento.

Entrando nei dettagli dell’organizzazione dell’orchestra dal punto di vista musicale si è pensato di andare in questa direzione: per gli strumenti solisti il discorso è abbastanza scontato, si scriveranno le parti obbligate da eseguire; sarebbe impensabile pensare che più di dieci strumenti solisti suonino senza una parte obbligata, quindi si richiede una buona conoscenza della musica. Per quanto riguarda gli strumenti di accompagnamento, si daranno dei ruoli ben precisi come in ogni orchestra, avremo i “primi”, i “secondi”, i “terzi” e via dicendo, per ogni sezione; ognuno avrà dei momenti di un brano in cui suonare e dei momenti in cui non suonare, riuscendo in questo modo ad avere anche delle dinamiche ben chiare sfruttando gli ingressi e le uscite degli strumenti. Per questo si richiede un ulteriore spirito di collaborazione e di umiltà nel mettersi a disposizione dell’orchestra, rispettare le decisioni e dove necessario di ammettere con tranquillità se un altro dovesse essere più preciso nell’eseguire una determinata parte musicale.

 Dai vari interventi del successivo dibattito, oltre a tanti attestati di stima e congratulazioni per l’idea, sono venuti fuori altri aspetti da chiarire e molte idee interessanti. Innanzitutto c’è stata una discussione sul nome dell’orchestra dalla quale sono emersi pareri contrastanti, buona parte degli intervenuti vuole assolutamente mantenere “OPM - Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo” mettendo in evidenzia proprio la centralità dei gruppi promotori e del loro paese, senza sottovalutare anche l’importanza dal punto di vista culturale e della musica popolare che indiscutibilmente ha Monte Sant’Angelo. L’altra idea proposta dal responsabile del Laboratorio Orafolk di Deliceto, Benito Nigro, è stata molto apprezzata ed è “OPM di Capitanata” che i promotori del progetto hanno pensato potrebbe anche diventare “OPM e Capitanata”. Tuttavia non è stata ancora presa nessuna decisione ufficiale in merito, ci sono anche altre idee e la discussione è ancora aperta, tra qualche giorno sarà comunicata la scelta.

 Altra questione trattata è quella della logistica e dell’organizzazione in generale. E’ emerso che anche da questo punto di vista, questo progetto parte con una marcia in più. In alcuni interventi si è fatto notare che in passato esperimenti del genere sono falliti proprio per le spese eccessive riguardanti la fase organizzativa, partendo dalle prove: affitto locali, affitto impianto audio, tecnici, e quant’altro. L’OPM in partenza ha già risolto questo enorme problema che è stato causa di abbandono di progetti simili. La scuola di musica “Laboratorio Musiké” di Monte Sant’Angelo mette a disposizione la sede e tutta la strumentazione necessaria per le prove e lo staff di tecnici con a capo Antonio Armillotta che seguiranno tutti i concerti dell’orchestra, saranno sempre a disposizione. Successivamente dal primo concerto in cui cominceranno ad entrare dei soldi, il 20% del budget complessivo sarà sempre destinato ad un fondo cassa che servirà appunto a contribuire alle spese dei locali e della strumentazione e soprattutto per i rimborsi a chi viene da fuori paese per le prove.

 In conclusione i responsabili OPM hanno ribadito la straordinaria importanza che può avere per il territorio questo progetto se tutti uniti lavorano per farlo crescere. L’OPM non sarebbe mai nata se un progetto simile fosse nato prima. Chi tiene davvero alla nostra cultura e alle nostre tradizioni, avrebbe visto nell’OPM una grande opportunità per tutti noi appartenenti a questo territorio e a questo mondo della musica popolare, un’occasione che avrebbe creato solo effetti positivi per il territorio. La maggior parte di noi dell’OPM avrebbe aderito a qualsiasi orchestra nata prima di noi e avremmo dato il nostro contributo per la crescita del progetto esistente, senza crearne un altro uguale e di conseguenza per forza concorrente. Invece abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di quanto il Gargano sia ancora molto lontano dall’intelligente idea di “fare sistema” e sia ancora troppo pieno di “prime donne” che, pur di emergere a livello personale, non si rendono conto, che ostacolano appunto un progetto che, essendo unico, avrebbe avuto una forza notevole e avrebbe fatto bene a tutti. Sicuramente ognuno è libero di fare un’orchestra, ma chi lo fa deve essere consapevole che si divideranno le forze e riducendo la forza di un progetto come questo, sta facendo UN GRAVE DANNO AL TERRITORIO.

 Conclusione di Bernardo Bisceglia: OPM oggi si appresta a diventare un’unica Grande Orchestra Popolare della Capitanata e considerando anche le nuove adesioni, si può con certezza affermare di avere unito le forze delle ECCELLENZE della provincia nel campo della musica popolare, dai cantori della tradizione ai musicisti professionisti. Abbinare le competenze musicali alla tradizione popolare vera e genuina, cioè rendere la nostra musica tradizionale musicalmente apprezzabile anche all’orecchio meno esperto, è l’unica operazione possibile per esportarla in ogni contesto, Salento docet…..