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Continuano gli studi e le ricerche condotte dall’architetto Raffaele Renzulli sui dolmen e menhir di Monte Sant’Angelo nelle cui aree, ora divenute di interesse archeologico, in epoca neolitica, si svolgevano i riti del Sole, cioè delle cerimonie cultuali in onore del Dio Sole, venerato sulle pendici di quello che una volta veniva conosciuto col nome di Monte Gargano, ribattezzato in epoca moderna Montagna del Sole o anche Montagna Sacra. Questa volta però vengono presi in esame, grazie ai calcoli effettuati dal professor Celestino Furii (il cui contributo anche in termini di rilievi fotografici risulta a questo punto assai notevole), quelli che possono essere definiti gli allineamenti solari visibili durante il solstizio d’inverno rispettivamente fra il menhir scoperto nei pressi del Belvedere (segnalato per primo da Franco Vaira) e quello che dà il nome all’intera contrada, denominato il Galluccio, assurto a simbolo dell’intera valle dei dolmen, le cui foto sono diventate di dominio comune su facebook ed in virtù della larga diffusione che sta avendo il volume dato alle stampe dall’architetto Raffaele Renzulli (edito da Pacilli editore Manfredonia) che raccoglie tra le altre cose tutti gli articoli usciti sull’argomento, comparsi sul quotidiano l’Attacco. “E’ certo – scrive l’architetto Renzulli – che gli uomini primitivi avessero ben osservato il percorso solare e i suoi effetti sulle stagioni, sulle coltivazioni e sui vari fenomeni climatici soprattutto nei giorni dei solstizi e degli equinozi, momenti nei quali potevano aver deciso di esaltarne l’importanza con riti più ampi e solenni, sottolineando la presenza solare su vari megaliti del sito. Tutti i fenomeni osservati – scrive sempre Renzulli – non possono essere né casuali né spontanei, ma nascono dall’intenzione espressiva e comunicativa degli antichissimi abitanti del Gargano. Ora è più facile porre in relazione tutte le riflessioni derivanti dalle indagini precedenti e collegarle alla funzione dei megaliti e degli ambienti recentemente individuati”. Renzulli in uno dei suoi ultimi sopralluoghi ha infatti posto sotto la sua attenta osservazione tutta la struttura del grande megalite, che nei giorni del solstizio d’inverno è ben visibile dallo sperone individuato dallo stesso architetto beneventano qualche settimana fa, uno sperone da cui si ha una perfetta visione nei giorni del solstizio d’inverno, al tramonto, del grande disco come infiammato dal sole a mo’ di torcia, mentre il basamento del megalite viene avvolto nell’ombra. “Esperti e studiosi – dice Renzulli – di discipline diverse possono spiegare in futuro, con le proprie competenze, il rapporto fra i megaliti della montagna garganica e il percorso solare proprio nei giorni del solstizio d’estate e d’inverno, ma anche nei giorni dell’equinozio di primavera e d’autunno”. Per adesso Raffaele Renzulli rende di dominio pubblico queste osservazioni rese più precise dai calcoli del professor Celestino Furii che ha effettuato un’osservazione più propriamente scientifica e geografica dei dolmen e dei menhir di Valle Spadella. Furii ha individuato per la precisione l’allineamento tra il menhir “il Galluccio” e il menhir gemello del Belvedere rilevando due angoli, il primo angolo, di circa 44° ottenuto puntando prima sul punto preciso in cui tramonta il sole e poi sul disco del Galluccio, il secondo angolo, di circa 85°, ottenuto puntando prima sul punto preciso in cui tramonta il sole e poi sul Nord. L’allineamento, al tramonto durante il solstizio d’inverno, tra il Sole, il disco del Galluccio e il disco del suo gemello era davvero perfetto in epoca neolitica, oggi invece si nota uno spostamento del Sole verso Sud di circa 44°, dovuto alla variazione dell’asse terrestre dal neolitico ad oggi, per effetto del fenomeno della cosiddetta precessione, come è desumibile dai calcoli del professor Furii. Il sigillo finale, certo e definitivo alle scoperte dell’architetto, professore, Raffaele Renzulli, sarà però apposto dal professor Andrea Monaco dell’Università “La Sapienza” di Roma (che nella prossima estate darà inizio ad una campagna di scavi in loco) e dagli astrofisici Elio Antonello e Andrea Gaspani che, sebbene si siano dichiarati già ampiamente convinti dell’attendibilità delle scoperte sui dolmen e menhir di Valle Spadella, dovranno comprovare tali studi e ricerche con ulteriori contributi scientifici anche solo per dare un giudizio davvero probante sul sito archeologico di Monte Sant’Angelo, dove potrebbe sorgere sul modello di Stonehenge un vero e proprio parco storico-archeologico in grado di dirottare su Monte Sant’Angelo anche i flussi turistici più difficili da intercettare per l’economia turistica montanara.

Matteo Rinaldi

I-RITI-DEL-SOLE.pdf