Il 21 giugno scorso, giorno del solstizio d’estate, con un gruppo di studiosi e di appassionati, Celestino Furii, Michele D’Arienzo, Michele Lauriola e Carmine Tranasi, mi sono recato sul sito dolmenico di Valle Spadella che, da oltre quindici anni, continuo a studiare e nel quale continuo a individuare altre interessantissime strutture collegate fra loro da significati e funzioni, dal filo rosso di un raziocinio evidente che è anche inutile ignorare o negare.
Si trattava di compiere una verifica importante, seguendo anche il prezioso suggerimento del professore Elio Antonello, Direttore dell’osservatorio di Brera di Merate ( Mi) che mi ha incoraggiato e incitato appunto a verificare direttamente sul posto le mie ipotesi nel giorno del solstizio d’estate, affermando che “lo spostamento del Sole dal Neolitico ad oggi è assolutamente minimo e tale da non poter essere percepito dall’occhio umano” e permettendomi di essere sicuro di ciò che avevo intuito.
E la verifica ha dato i risultati migliori!
Le immagini, infatti, evidenziano senza dubbio che nel giorno del solstizio d’estate, quando, a partire dalle 18,45, resta illuminato dal sole soltanto il disco del Galluccio fino alle 19,00, allora si può osservare un allineamento perfetto e preciso fra il Sole, il disco del Galluccio e quello del suo Gemello che si trova in alto, quasi sul crinale della montagna (individuabile con una “zummata”). La mia stessa ombra, proiettata sul disco del Galluccio serve a capire bene il preciso allineamento.
Questo allineamento così netto rappresenta una scoperta molto importante, a conferma di tante mie ipotesi e studi ma anche a dimostrazione delle grandi capacità dei nostri antenati, capacità intuitive, intellettive ed operative.
Ancora una prova, dunque, della presenza umana all’interno del sito, delle attività umane, dei messaggi da decifrare, di intelligenze che si ricollegano attraverso i millenni.
Nessuna casualità, quindi, ma una precisa intenzione dei nostri antenati di evidenziare i cicli delle stagioni, le fasi degli astri e, quindi, l’origine stessa e la valenza dei Riti dedicati al Sole.
Certamente la comunità scientifica che segue da anni i miei studi accoglierà positivamente questa nuova e importantissima occasione per studiare con attenzione il nostro passato e comprendere meglio la nostra stessa identità. La mia speranza è sempre la stessa: che la Soprintendenza riesca a voler riconoscere  e proteggere il sito dolmenico di Valle Spadella e che, anche nella considerazione di questa ulteriore scoperta, voglia consentire che Monte Sant’Angelo venga annoverato tra i siti più importanti nel mondo.

Arch. Raffaele Renzulli