Il 21 giugno è il solstizio d’estate, il giorno in cui il sole raggiunge lo zenit, il giorno più lungo dell’anno, il giorno in cui la primavera lascia il testimone all’estate, il giorno sacro conosciuto dagli antichi popoli che ritenevano che le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentavano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre.

Con tale presupposto, l’arch. Raffaele Renzulli, che da anni sta studiando e ricercando testimonianze archeologiche mirate a spiegare la presenza di megaliti esistenti nella fascia rupestre a sud della città di Monte Sant’Angelo che Egli ritiene possano essere dolmen testimoni di “Riti del Sole” praticati sin dall’età neolitica, ha requisito la disponibilità di alcuni amici, il sottoscritto Miky Lauriola che già da parecchio tempo aiuta a collabora con Lui per le sue ricerche, Celestino Furii, Michele d’Arienzo e Carmine Tranasi e all’ora del tramonto ci ha “costretti” ad accompagnarlo, divisi in due squadre, una in prossimità del dolmen denominato dalla tradizione “Il Galluccio” per la sua forma che ricorda un gallo con la cresta circolare sito in Valle Spadella, poco distante dalla strada comunale per l’Abbazia di Pulsano ed un secondo, da Lui battezzato “il Gemello” che praticamente, in effetti, è straordinariamente simile al primo ed è sito ad un migliaio di metri in linea d’aria rispetto al Galluccio ed a lui affrontato sul fianco della valle Santa Lucia.

L’arch. Renzulli voleva una risposta al quesito che si era posto come ipotesi su una possibile connessione tra i due megaliti e il sole nel giorno sacro delle antiche credenze, il solstizio d’estate e in particolare al momento del tramonto.

A tal proposito, armati di macchine fotografiche e squadro agrimensorio, i due gruppi ci siamo portati in prossimità dei due dolmen e abbiamo aspettato che il sole illuminasse il disco di testa del Galluccio. Quando la condizione si è verificata si sono fissate su foto e verificato con lo squadro la linea di collegamento tra i tre nodi e…. Urkaaaaaaa, i tre punti erano esattamente sulla stessa retta. I due dolmen ed il sole erano perfettamente allineati.

Non mi azzardo a formulare ipotesi e teoremi, gli studi devono ancora essere tanti e soprattutto devono essere ripetuti da persone tecnicamente e professionalmente abilitate ed esperte sulla materia, ciò non di meno, non posso non credere che un altro importante tassello sui postulati degli ormai ventennali studi dell’arch. Renzulli si sia incastonato nell’intricato puzzle dei “Riti del Sole”.

Miky Lauriola