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 L'allineamento fra Il Galluccio e il suo gemello nel giorno del solstizio d'estate

Il sito dolmenico di Monte Sant’Angelo riserva ancora altre sorprese importanti, grazie sempre a Raffaele Renzulli, il quale ha effettuato nei giorni a cavallo del solstizio d’estate ulteriori sopralluoghi nei pressi del sito dolmenico “La valle dei dolmen”, durante i quali ha concentrato le sue ricerche sugli allineamenti fra i vari dolmen, menhir e dischi solari rinvenuti dall’architetto beneventano e presenti in grande numero in loco e soprattutto ha posto all’attenzione degli studiosi e degli appassionati di archeologia l’allineamento fra il menhir il Galluccio e il suo gemello sito nei pressi del belvedere di Monte Sant’Angelo. Nei giorni del solstizio d’estate, infatti, l’ormai ottantenne architetto beneventano, Raffaele Renzulli, originario di Monte Sant’Angelo, a cui va il merito di aver avuto l’intuizione che nelle vicinanze della città di San Michele ci potesse essere un sito dolmenico, ha effettuato dei sopralluoghi durante i quali sono state scattate delle interessanti fotografie e girati dei video, che hanno chiarito l’allineamento fra il menhir Il Galluccio e il suo omologo gemello. Alcuni di questi dischi sono stati, al momento, soltanto segnalati, ma ancora non sono nella condizione di essere studiati e analizzati in modo soddisfacente, perché compaiono in gran numero e andrebbero assemblati in un unico sito, in predicato di divenire tra non molto parco archeologico, grazie al finanziamento che potrà essere messo a disposizione dalla regione Puglia con un futuro bando, quello presumibilmente del 24 luglio 2017 che potrà essere sfruttato dalla nuova amministrazione comunale insediatasi pochi giorni fa e decisa a fare della “Valle dei Dolmen” un punto fermo del programma di promozione culturale e turistica della città di Monte Sant’Angelo. Ecco il resoconto delle ultime escursioni di Renzulli raccontate da lui stesso: “Il 21 giugno scorso, giorno del solstizio d’estate, con un gruppo di studiosi ed appassionati, mi sono recato sul sito dolmenico di Valle Spadella che, da oltre 15 anni, continuo a studiare e nel quale continuo a individuare altre interessantissime strutture collegate da significati e funzioni, dal filo rosso di un raziocinio evidente che è anche inutile ignorare o negare. Si trattava di compiere una verifica importante, seguendo anche il prezioso suggerimento del professor Elio Antonello, Direttore dell’osservatorio di Brera di Merate (Milano) – rende noto Renzulli - che mi ha incoraggiato appunto a verificare direttamente sul posto le mie ipotesi nel giorno del solstizio d'estate, affermando che lo spostamento del sole dal Neolitico ad oggi è assolutamente minimo e tale da non poter essere percepito dall’occhio umano, permettendomi di essere sicuro di ciò che avevo udito. E la verifica ha dato i risultati migliori! Le immagini, infatti evidenziano che nel giorno del solstizio d’estate, a partire dalle 18.45, resta illuminato dal sole soltanto il disco del Galluccio e quello del suo gemello che si trova in alto, quasi sul crinale della montagna, individuabile con una zummata. La mia stessa ombra, proiettata sul disco del Galluccio serve a capire bene il preciso allineamento. Questo allineamento così netto rappresenta una scoperta molto importante, a conferma di tante mie ipotesi e studi, - dice Renzulli - ma anche a dimostrazione delle grandi capacità dei nostri antenati, capacità intuitive, intellettive ed operative. Ancora una volta dunque ci sarebbero le prove della presenza umana all’interno del sito, delle attività umane, dei messaggi da decifrare, di intelligenze che si ricollegano attraverso i millenni. Nessuna casualità, quindi, ma una precisa intenzione dei nostri antenati di evidenziare i cicli delle stagioni, le fasi degli astri e, quindi, l’origine stessa e la valenza dei riti dedicati al Sole. Certamente la comunità scientifica che segue da anni i miei studi accoglierà positivamente questa nuova e importantissima occasione per studiare con attenzione il nostro passato e comprendere meglio la nostra stessa identità. La mia speranza è sempre la stessa, - conclude Renzulli - che la Soprintendenza riesca a voler riconoscere e proteggere il sito dolmenico di Valle Spadella e che anche nella considerazione di questa ulteriore scoperta, voglia consentire che Monte Sant’Angelo venga annoverato tra i siti più importanti del mondo.” Si spera dunque che la Giunta d’Arienzo riesca a lanciare il progetto di un vero e proprio parco archeologico in quella che è stata ribattezzata “La valle dei dolmen”, dischiudendo anche ulteriori opportunità occupazionali per i giovani di Monte Sant’Angelo. Il giorno del solstizio d’estate poi potrebbe divenire un appuntamento fisso per gli appassionati di archeologia ed escursionismo che avrebbero l’opportunità di prendere parte ad una vera e propria reunion archeologica che richiamerebbe centinaia di studiosi e curiosi da tutto il mondo alla stregua di quello che avviene per il sito di Stonehenge in Inghilterra.

                                Matteo Rinaldi