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La “Tavola di San Michele” del Monastero di Soriguerola a Cerdanha, Catalogna.

In Spagna, nella provincia montana di Cerdanya(1), ai confini con la Francia, vi è una piccola chiesetta Romanica(2), datata all’ XI secolo, menzionata per la prima volta nel testamento del nono conte di Cerdanya, Wilfredo II (988-1035) .
In questa chiesa era presente la “Taula de Sant Miquel”, datata al XIII secolo, ad opera di un certo “Maestro di Soriguerola” ed era il retablo(3) dell’altare in legno. Attualmente è custodita presso il  Museo Nazionale d’Arte della Catalogna (Barcellona).
La tavola, che misura cm. 96,3 x 234,5 x 7,5, riproduce la storia dell’Arcangelo Michele, menzionato nel Libro di Daniele e nell’Apocalisse di Giovanni. Nella tavola non manca l’episodio Garganico del toro e l’apparizione del Santo al Vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano.
La tavola è suddivisa in due settori; nella metà sinistra, in alto, troviamo gli episodi garganici e in basso, la raffigurazione dell’ultima cena. Nella parte destra troviamo San Michele che pesa le anime, la venuta tra i beati, la discesa all’inferno e la vittoria di San Michele sul drago.

La parte superiore sinistra (quella che a noi interessa) è divisa in tre scene:

1)L’episodio del Toro – Elvio Emanuele, duce delle milizie sipontine, si reca sul monte Gargano per recuperare un toro della sua mandria e vedendolo nella grotta gli scaglia una freccia avvelenata che miracolosamente gli torna indietro. Spaventato da questo evento corre dal suo Vescovo a Siponto (Lorenzo Maiorano), che ascoltato il prodigio indice tre giorni di digiuno, dopo i quali gli appare in sogno l’Arcangelo Michele.

La parte superiore sinistra (quella che a noi interessa) è divisa in tre scene:

1)L’episodio del Toro – Elvio Emanuele, duce delle milizie sipontine, si reca sul monte Gargano per recuperare un toro della sua mandria e vedendolo nella grotta gli scaglia una freccia avvelenata che miracolosamente gli torna indietro. Spaventato da questo evento corre dal suo Vescovo a Siponto (Lorenzo Maiorano), che ascoltato il prodigio indice tre giorni di digiuno, dopo i quali gli appare in sogno l’Arcangelo Michele.

2) Una scena che allude all’apparizione di San Michele al Vescovo di Siponto

3) La terza scena purtroppo è di difficile lettura perchè non è più visibile, ma si ipotizza che sia comunque legata alla leggenda garganica. Forse mostrava la dedicazione della chiesa all’Arcangelo.

Pannello destro, San Michele pesatore di anime.

Pannello destro, San Michele che schiaccia il drago.

Note:

1) La Cerdagna (in catalano Cerdanya, in francese Cerdagne, in spagnolo Cerdaña) è una regione storica dei Pirenei orientali a cavallo tra Spagna e Francia. La spartizione della regione risale alla pace dei Pirenei (1659).

2)  Església parroquial de Sant Miquel de Soriguerola de Fontanals de Cerdanya (Baixa Cerdanya).

3) Retablo è il termine spagnolo che indica una grande pala d’altare inquadrata architettonicamente.

Bibliografia

R.L. Silveira da Costa, C.B. dos Santos, A taula de Sant Miquel (sec. XIII) do mestre de Soriguerola (Baixa Cerdanha – Catalunha), in: Historia, imagem e narrativas, n. 2, abril 2006.

E. Carbonell, J. i Suerda, Tresors medievals del Museu Nacional d’art de Catalunya, Barcelona 1997

(fonte:www.centrostudidelgargano.it/)


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