Olevano sul Tusciano, La Grotta di San Michele e il “1° Meeting dei Sacri Luoghi dell'Arcangelo Michele” - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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Olevano sul Tusciano è un piccolo comune immerso nello straordinario paesaggio naturale dei Monti Picentini attraversato dal corso d’acqua del Tusciano.

Quel Comune è distinto da una particolarità straordinaria, esso infatti è composto da una comunità sparsa in tre frazioni, Ariano, Monticelli e Sallito disseminati tra il Monte Castello, il Monte Sant’Elmo o Raione ed i Monti Picentini, nell’ambito del cui territorio, la presenza del fiume Tusciano con l’azione erosiva delle sue acque nel tempo, ha determinato la formazione di grotte per fenomeni carsici nelle rocce calcaree,  in particolare sul Monte Raione si è formata ed è sita la straordinaria e per ampiezza e grandezza, incredibilmente immensa, GROTTA DI SAN MICHELE.

La storia riporta la nascita del primo insediamento umano organizzato agli Etruschi che colonizzando il comprensorio dei Monti Piceni si integrarono con le popolazioni residenti degli Osci e fondarono il Paese di Tuscianum, anche se, ritrovamenti archeologici hanno riportato alla luce segni di insediamenti di comunità pastorali lungo il fiume Tusciano sin dal Neolitico.

Dopo il declino dell’Impero Romano tutta la regione precipitò alla mercè di invasioni e scorribande barbariche e saracene e le popolazioni dei luoghi cominciarono a dotarsi di opere di difesa.

In periodo Longobardo a Tuscianum fu realizzata la costruzione del “Castrum”, il Castro Olibani, quando le popolazioni si rifugiarono sul monte che meglio permetteva loro la difesa, dando così origine all’abitato di Olevano.

La fortezza era contornata da una triplice cinta muraria di cui la prima ancora individuabile da alcuni frammenti inglobati nell'attuale urbanizzazione; la seconda, a mezza costa, presenta ancora intatte le torri di guardia e l'ingresso al Castrum; la terza con due torri quadrangolari era posta a custodia del nucleo centrale edificato a massima altezza.

A Olevano sul Tusciano un unicum a livello nazionale è rappresentato dalla GROTTA DI SAN MICHELE che è considerato tra i più importanti siti archeologici in Italia, inserita anche dal Word Monument Funds nella classifica dei 100 siti più significativi al mondo da tutelare e salvaguardare.

Il dott. Michele Cicatelli, coordinatore tecnico del Centro Culturale Studi Storici di Olevano, coadiuvato dal Comune di Olevano ci ha portati a visitare la strabiliante Grotta di San Michele Arcangelo.

Si tratta di una cavità naturale lunga oltre un chilometro, sulle pendici ovest del monte Raione sita a 450 metri s.l. m, scavata nella roccia calcarea dall’attività millenaria dell’acqua. Dedicata al culto di San Michele Arcangelo vi si accede da una scala in pietra che conduce ad un primo ampio spazio all’interno del quale sono state costruite, una basilica e cinque cappelle adornate da affreschi di stile bizantino risalenti al IX -X secolo realizzate da monaci orientali in pellegrinaggio da Gerusalemme, poste ad altezza diversa all’interno della grotta e collegate tra loro da scale. La malagevole accessibilità del sito e il declino della fortuna del santuario olevanese a partire dal XIII secolo, consentono ancora oggi di osservare quasi integro il luogo descritto dal monaco franco, Bernardo che, di ritorno dalla Terrasanta (a. 870 ca), vi fece tappa.

La roccia che custodisce questo tesoro architettonico non è mai stata lavorata dall’uomo, non presenta livellature o intonaci, ma appare così come l’acqua l’ha creata permettendo al visitatore di ammirarne le conformazioni e particolarità.

La cavità prosegue biforcandosi in due rami che sono ancora oggetto di studio, uno dei quali presenta un giacimento preistorico.

(Dal testo “La Grotta di San Michele ad Olevano sul Tusciano. Storia, archeologia e arte di un santuario altomedievale a cura di Alessandro Di Muro”

Il sito fa parte di un complesso monastico-santuariale che si struttura in due spazi funzionali distinti, uno interno alla Grotta -il santuario vero e proprio- l'altro esterno.

All'interno della Grotta si snoda il percorso devozionale scandito da sei cappelle disseminate lungo un sentiero a partire da un’altura poco distante dalla bocca della grotta fino alla più completa oscurità nel cuore della montagna. Molto scarne risultano le notizie relative al santuario relativamente al periodo che qui si considera. La prima risale all’861, anno in cui l’Anonimo salernitano colloca la fuga da Salerno del vescovo eletto Pietro all’indomani della defenestrazione del padre, il principe Ademario: inseguito dal nuovo principe, Guaiferio e del suo esercito. Il presule trovò rifugio presso “Sanctum Angelum qui situm est in monte qui Aureus dicitur” dove rimase per un certo periodo. Nell’870 si ha la descrizione del monaco Bernardo, tratta dal resoconto del suo celebre pellegrinaggio. Questi, di ritorno dalla Terrasanta, sbarcato probabilmente a Salerno, fece visita al santuario del Tusciano, dove fu accolto dall’abate Valentino, ne descrisse sinteticamente la natura lussureggiante che lo circondava, l’oscurità dell’enorme caverna e i septem altaria che ne scandivano gli spazi.

La prima fase di frequentazione del santuario risale al VII secolo, testimoniata dalla costruzione dei bassi recinti sui quali si impostarono i sacelli ancora oggi visibili. Negli stessi anni, nell’area pianeggiante antistante l’attuale cappella dell’Angelo venne realizzato uno spazio funerario. In una seconda fase databile tra la seconda metà del VII secolo e la prima metà del successivo, si provvide ad ampliare lo spazio dedicato alle sepolture, elevando altri muri che andarono a costituire un edificio di forma quadrangolare che, nel tempo, andò ampliandosi con la costruzione di un altro piccolo ambiente. Tra la fine dell’VIII secolo e i primi anni del successivo si assiste ad una profonda riconsiderazione del santuario. All’ingresso della cavità si provvide all’elevazione di un edificio che si articolava su almeno due piani, probabilmente destinato all’ospitalità dei pellegrini. Al centro dell’imboccatura della grotta si realizzò in questo periodo uno scalone monumentale. La realizzazione dello scalone monumentale comportò alcune modifiche nell’area delle sepolture: il muro che delimitava verso nord l’edificio funerario venne rasato e in parte coperto dal selciato: tale azione non comportò tuttavia la defunzionalizzazione dello spazio riservato alle sepolture che continuarono ad essere realizzate in quello spazio. A questa fase cronologica è possibile ricondurre un complesso intervento di riqualificazione dei sacelli del santuario che dall’originario basso recinto furono trasformate in piccole cappelle. Di grande interesse la prima cappella. Qui, su un preesistente piccolo recinto murario si innestò un edificio quadrangolare sormontato da una cupola conica, mentre sull'avancorpo si innalzò un parapetto in cui si ricavarono due nicchie decorate e rivestite da stucchi e sul timpano fu realizzato contestualmente un affresco raffigurante la Vergine Odighitria che trovano interessanti confronti con la produzione scultorea “alta” di area longobarda tra l'VIII e il IX secolo. Di grande pregio risulta anche l’affresco che rappresenta la Madonna Odighitria. L’apparato decorativo della cappella olevanese vale ad inserire il manufatto nella scia delle realizzazioni delle corti longobarde del Regnum e degli interventi di prestigio nella Langobardia minor. Le altre cappelle, seppur meno appariscenti nelle decorazioni, mostrano una dinamica costruttiva analoga: ad un originario recinto basso, si giustappongono in una seconda fase strutture che conferiscono alle cappelle l'aspetto attuale. Una spazialità più complessa caratterizza l'ultima cappella del santuario olevanese. La struttura conserva una fenestella confessionis, decorata con marmi policromi, cui si accedeva attraverso un deambulatorio ricavato dal primitivo recinto. Questa cappella, terminale di un percorso processionale ascendente ben preciso, doveva forse conservare reliquie oggetto di particolare venerazione come sembra attestare la gran profusione di iscrizioni graffite sugli intonaci delle pareti interne. Il rinvenimento al di sotto della fenestella di un deposito di pietre forate interpretabili come segni penitenziali dei pellegrini, rappresenta un’ulteriore riprova del carattere centrale dell’ultima cappella nell’ambito del santuario olevanese. Una volta giunti all’ultimo sacello, i pellegrini dovevano continuare il loro cammino fino alla piccola vasca realizzata nel braccio orientale della grotta. Si tratta di un manufatto che raccoglie l’acqua stillante dalla volta della grotta, affiancato da una stalagmite sapientemente lavorata in modo da realizzare un fusto di colonna.

Alla fine del X secolo con la donazione all’arcivescovo di Salerno, segnata dalla costruzione della cappella dell’Angelo, iniziò il declino del santuario.

Ebbene ad Olevano sul Tusciano, legato intimamente al CULTO MICHAELICO, a cura del Centro Culturale Studi Storici della sede di Olevano e principalmente del dott. Michele Cicatelli, si forma l’idea del progetto "I Sacri Luoghi dell'Arcangelo Michele" che ha riunito per la sua realizzazione, Comuni, Enti Pubblici e Religiosi, e Associazioni onlus di Campania e di Puglia, tutti legati alla presenza ed al culto dell’Arcangelo Michele. L’idea sul progetto michaelico nasce già dal settembre 2016 quando si concretizzò il primo passo verso l’attuazione dell’idea per poi proseguire con l’ampliamento delle partecipazioni ed arrivare all’incontro a Monte Sant’Angelo il 29 aprile 2018 che ha posto le basi del progetto con la “Firma di Collaborazione” tra Comuni, Enti ed Associazioni che hanno aderito, per poi crescere ancora ed arrivare a domenica scorsa, 20 gennaio 2019 nell’Aula Consiliare del Comune di Olevano sul Tusciano ove si è celebrato il “1° MEETING DE “I SACRI LUGHI DELL’ARCANGELO” a cui, coordinato dal Promotore dott. Michele Cicatelli, hanno partecipato: Il Comune di Olevano sul Tusciano nella persona del Sindaco dott. Michele Volzone, il Centro Culturale Studi Storici nella persona del presidente Cav. Giuseppe Barra  il Comune di Monte Sant'Angelo (FG) nella persona del Sindaco Dott. Pierpaolo d'Arienzo, l’Archeoclub d’Italia sede di Monte Sant’Angelo nella persona del Presidente Michele Lauriola, il Rettore della Basilica di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo (FG) e Superiore della Comunità della Congregazione di San Michele Arcangelo Padre Ladislao Suchy, il Comune di Olevano sul Tusciano (SA) nella persona del Sindaco Dott. Michele Volzone, il Comune di Cagnano Varano (FG) nella persona del Sindaco Prof. Claudio Costanzucci Paolino, il Parco Nazionale del Gargano nella persona del Presidente Prof. Claudio Costanzucci Paolino, il Comune di Sant’Angelo a Fasanella (SA) nella persona dei Consiglieri Comunali Bernardo Marmo e Giuseppe Ruberto, il Comune di Orsara di Puglia (FG) nella persona del Sindaco Dott. Tommaso Lecce e dell’Assessore Dott. Michele Zullo, il Comune di Putignano (BA) nella persona del Presidente del Consiglio comunale Dott. Vito Valentini, l’Associazione Turistica Pro Loco di Orsara di Puglia (FG) nella persona del Presidente Onorario Dott. Antonio Casoria, l’Associazione “La Montagna del Sole” di Cagnano Varano (FG) nella persona del Presidente Sig.ra Carmen D’Augello, il Rettore della Grotta di San Michele Arcangelo di Cagnano Varano (FG) e Parroco della Parrocchia di San Francesco d’Assisi di Cagnano Varano (FG) Don Salvatore Ranieri, l’Associazione “Centro di Storia e Cultura della Daunia” Manfredonia (FG) nella persona dell’Arch. Luigi Scuro, l’Associazione Turistica Pro Loco di Putignano (BA) nella persona del Presidente Dott. Giuseppe Cosacco, l’Associazione “Monte Sant’Angelo Francigena” (FG) nella persona del Presidente Sig. Matteo Rinaldi, il Centro di Promozione Culturale -Terra dell’Arcangelo- “Insieme per…” nella persona dell’Avv. Michele Picaro, il “Centro Famiglia MSA” della Parrocchia Santa Maria del Carmine di Monte Sant’Angelo (FG) nella persona del Parroco Don Domenico Facciorusso, la Parrocchia Maria Santissima Assunta in Cielo di Caselle in Pittari rappresentata dal Parroco Don Marco Nardozza, il Comune di Valva (SA) nella persona del Sindaco Prof. Dott. Vito Falcone, il Comune di Minervino Murge (BT) nella persona del Sindaco Prof.ssa Maria Laura Mancini e l’Assessore Dott. Massimiliano Bevilacqua, l’Associazione “Go-Murgia Grupporizzonti” nella persona del Presidente Sig. Franco D’Avenia, la Parrocchia di San Michele Arcangelo nella persona del parroco e rettore della Grotta di San Michele Arcangelo di Minervino Murge (BT) Don Riccardo Taccardi, il Comune di Valle dell’Angelo (SA) nella persona del Sindaco Dott. Salvatore Angelo Iannuzzi, il Comune di Senerchia (AV) nella persona del Sindaco Beniamino Grillo e del Consigliere Comunale delegato dei Beni Culturali del Comune di Senerchia (AV) Donato Gasparro, la Parrocchia di San Michele Arcangelo di Senerchia (AV) rappresentata da S.E. Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, la Dott.ssa Immacolata Aulisa, Docente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», nonché Direttrice del Centro di Studi Micaelici e Garganici presso Monte Sant’Angelo (FG), la Parrocchia della Santissima Annunziata di Sala Consilina (SA) rappresentata dal Parroco Don Michele Totaro e alla Procura di San Michele Arcangelo di Sala Consilina (SA) rappresentata dal Presidente Sig. Michele Cardinale.

Tutti hanno portato il proprio positivo contributo all’affermazione del “Patto di Collaborazione” per la realizzazione del progetto "I Sacri Luoghi dell'Arcangelo Michele" e auspicato che il progetto medesimo possa implementarsi con ulteriori adesioni anche a livello Nazionale ed Internazionale così com’è onnipresente il culto per l’Arcangelo Michele.

Miky Lauriola