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Non sarebbe possibile esprimere la cultura napoletana della prima metà del Settecento senza essere continuamente rimandati all'illustre personalità di Celestino Galiani che, nato nel 1681 a San Giovanni Rotondo – appena un casale alle dipendenze del monastero di San Giovanni in Lama, in una provincia definita «barbara» essendo stata completamente asservita alle esigenze fiscali del Regno e, di conseguenza, al pascolo invernale delle mandrie abruzzesi – non certo possedeva le potenzialità per rendere fama ed onori ai suoi nativi più dotati.

Il volume scritto dall’architetto Raffaele Renzulli (edito da Pacilli editore di Manfredonia), intitolato “La Valle dei dolmen sul Gargano”, approda anche sulla più prestigiosa rivista italiana di archeologia. Nel numero di febbraio, in edicola in questi giorni, di Archeo, infatti, ovvero su quella che può essere considerata a buon diritto la rivista specializzata più venduta e forse più letta, in materia di archeologia, d’Italia, compare una recensione a firma di Stefano Mammini concernente il libro sopra citato di Raffaele Renzulli “La Valle dei dolmen sul Gargano”, il volume che raccoglie le riflessioni e i disegni di Raffaele Renzulli e tutti gli articoli pubblicati dal quotidiano L’Attacco nell’arco di quasi dieci anni.

         Auguri - secolo superato -

 “ Oh Apulo Paese selvaggio e scosceso, Tu roccaforte del tenace pugliese. La gente pastore errante un dì si trasformò per Te combattente, unita su al castello Ti difese con forche e coltelli dal Saraceno violento e forte che voleva espugnare le Tue corti. Quella moderna boriosa e scostante è gente ribelle o farfalla emigrante.

Ancora una volta il prof. Illiceto, presentando un libro dai forti contenuti filosofici, incanta la platea e, potremmo dire, non la mette a disagio. Il filosofo che riesce a far comprendere tutto a tutti, non annoia e tiene incollati alle sedie grandi e meno grandi. 

Nella costituzione del nuovo Stato Italiano furono i proprietari terrieri della nuova borghesia agraria, eredi della tradizione feudo-nobiliare, a ricevere enormi vantaggi nella conservazione dei terreni demaniali usurpati. Un abuso perpetrato a discapito delle previste e legittime «quotizzazioni» dei demani, che dovevano necessariamente favorire e sviluppare la piccola proprietà contadina.


Dieci anni fa la città processò e condannò Napoleone Bonaparte, i ricordi del processo

«Mancano pochi giorni al 10 e al 25 febbraio, giorni in cui “la città di San Severo subì strage, rapine, incendi e violenze di ogni sorta” e, in una manifestazione organizzata all’epoca, l’allora presidente del Tribunale di Foggia, dott. Teodoro Rizzi, auspicava che “l’Amministrazione comunale ricordi sempre il tributo di sangue che i cittadini di San Severo hanno pagato nelle tragiche giornate del febbraio 1799”, io oggi mi auguro che la ricorrenza serva a rivedere con attenzione i fatti, a riproporli, semmai, per meglio conoscerli nei più profondi risvolti e soprattutto per spiegarsi i comportamenti umani.

Il sito dolmenico di Valle Spadella riserva continue sorprese. Gli ultimi ritrovamenti individuati nella “Valle dei Dolmen” ,infatti, rappresentano una ulteriore conferma che il Gargano, appunto la Montagna del Sole, fosse un ambiente interamente dedicato ai riti propiziatori per venerare il Sole, divinità simboleggiante la potenza della Natura e la Vita.

 Dopo il plebiscito dell'ottobre 1860, tenutosi per annettere frettolosamente il Regno delle Due Sicilie al resto dell'Italia, i vecchi soldati borbonici furono mandati a casa senza paga in congedo illimitato perché ritenuti del tutto inaffidabili. Senz'altro a conoscenza della minaccia di Cavour di richiamarli alle armi qualora avessero provocato disordini, erano sempre pronti a fuggire di notte nelle campagne e nei boschi.