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 Libro di Enzo Pizzolo che ricostruisce i successi del San Severo calcio, targati Dino Marino, attraverso i resoconti dei protagonisti del quinquennio 2009-2014

Si terrà giovedì 17 marzo alle 19, al "Caffè tra le Righe" (Via De Cesare, 13, San Severo), la presentazione del libro "La Testa nel pallone", di Enzo Pizzolo. 

(immagine dalla rete) Ischitella, come Devia, Vico e Peschici, molto probabilmente venne fondata nel X secolo da Slavi che – prima imperversanti per saccheggi e razzie lungo le coste del nord Gargano –  nell'anno 970 furono chiamati da papa Giovanni XIV a respingere i Saraceni, mentre Longobardi e Bizantini si contendevano altre aree garganiche.

Lo studioso Giuseppe Di Perna, nel testo «Il Gargano nell'alto Medioevo… », imputa alla bolla Iustis Petitionibus di papa Stefano IX, datata 1053, la prima testimonianza dell'insediamento di Ischitella.

Non sarebbe possibile esprimere la cultura napoletana della prima metà del Settecento senza essere continuamente rimandati all'illustre personalità di Celestino Galiani che, nato nel 1681 a San Giovanni Rotondo – appena un casale alle dipendenze del monastero di San Giovanni in Lama, in una provincia definita «barbara» essendo stata completamente asservita alle esigenze fiscali del Regno e, di conseguenza, al pascolo invernale delle mandrie abruzzesi – non certo possedeva le potenzialità per rendere fama ed onori ai suoi nativi più dotati.

Il volume scritto dall’architetto Raffaele Renzulli (edito da Pacilli editore di Manfredonia), intitolato “La Valle dei dolmen sul Gargano”, approda anche sulla più prestigiosa rivista italiana di archeologia. Nel numero di febbraio, in edicola in questi giorni, di Archeo, infatti, ovvero su quella che può essere considerata a buon diritto la rivista specializzata più venduta e forse più letta, in materia di archeologia, d’Italia, compare una recensione a firma di Stefano Mammini concernente il libro sopra citato di Raffaele Renzulli “La Valle dei dolmen sul Gargano”, il volume che raccoglie le riflessioni e i disegni di Raffaele Renzulli e tutti gli articoli pubblicati dal quotidiano L’Attacco nell’arco di quasi dieci anni.

         Auguri - secolo superato -

 “ Oh Apulo Paese selvaggio e scosceso, Tu roccaforte del tenace pugliese. La gente pastore errante un dì si trasformò per Te combattente, unita su al castello Ti difese con forche e coltelli dal Saraceno violento e forte che voleva espugnare le Tue corti. Quella moderna boriosa e scostante è gente ribelle o farfalla emigrante.

Nella costituzione del nuovo Stato Italiano furono i proprietari terrieri della nuova borghesia agraria, eredi della tradizione feudo-nobiliare, a ricevere enormi vantaggi nella conservazione dei terreni demaniali usurpati. Un abuso perpetrato a discapito delle previste e legittime «quotizzazioni» dei demani, che dovevano necessariamente favorire e sviluppare la piccola proprietà contadina.


Dieci anni fa la città processò e condannò Napoleone Bonaparte, i ricordi del processo

«Mancano pochi giorni al 10 e al 25 febbraio, giorni in cui “la città di San Severo subì strage, rapine, incendi e violenze di ogni sorta” e, in una manifestazione organizzata all’epoca, l’allora presidente del Tribunale di Foggia, dott. Teodoro Rizzi, auspicava che “l’Amministrazione comunale ricordi sempre il tributo di sangue che i cittadini di San Severo hanno pagato nelle tragiche giornate del febbraio 1799”, io oggi mi auguro che la ricorrenza serva a rivedere con attenzione i fatti, a riproporli, semmai, per meglio conoscerli nei più profondi risvolti e soprattutto per spiegarsi i comportamenti umani.