Cultura - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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 Sono l’architetto Raffaele Renzulli, originario di Monte Sant'Angelo; vivo e lavoro da molti anni, a Benevento. Sono appassionato di archeologia e dei miei luoghi di origine in cui, durante periodi di vacanze, compio lunghe escursioni in ambienti splendidi e ancora tutti da scoprire, con alcuni amici che condividono con me   interessi,   buone     competenze e    spiccato      spirito      di           riflessione,in un appuntamento periodico che ognuno cerca di rispettare.

Rinnovato il consiglio direttivo dell’organizzazione giovanile che cerca nuovi collaboratori

 CAGNANO VARANO, 13.01.2016 – Con l’inizio del nuovo anno l’Associazione Sococulturale Schiamazzi, realtà operativa da anni sul Gargano, ha rinnovato il suo Consiglio Direttivo. Iolanda Carbonelli (26 anni e studentessa di giurisprudenza) è stata eletta nuova presidente. Già vicepresidente dell’associazione per due mandati, verrà affiancata dall’altrettanto giovane Giuseppe Miucci (23 anni, studente di medicina) come vicepresidente e segretario ed Emanuele Sanzone (presidente in uscita).

 Il Gargano e la Capitanata non furono isole felici nel bel mezzo dei cicloni tempestosi dell’epoca, anzi il governatore Bardesono  parlerà di condizioni di sfruttamento dei contadini e dei braccianti peggiori di quelle a cui erano sottoposti in America gli schiavi negri.

 A Vieste la rivolta iniziò il 3 gennaio in una giornata di pioggia, quando verso le ore 22 un tale Giulio Notarangelo cominciò a inneggiare ad alta voce il nome di Francesco II. In meno che non si dica, nella piazza del «Fosso», si riunirono circa un migliaio di persone che urlavano a squarciagola: «Viva Francesco». Il sindaco Alfonso Perrone, presente a quell'ora nella sede del «Giudicato regio» insieme al nuovo giudice regio Antonio Mascia, lo invitò a intimorire un gruppo di giovani che intorno alle 23 percorrevano le strade cittadine in segno di protesta. Il giudice, sceso in strada, minacciò di chiamare la forza pubblica. Le voci si rincorsero immediatamente determinando uno spavento generale che calmò gli animi più esacerbati.

Ogni crisi arreca il germe della rinascita il cui seme riesce a rompere il guscio più duro; così è stato in passato, così avverrà nel futuro. La giostra non si arresta continua a ruotare intorno a se stessa.

Prima di rivolgere la mia orazione al Signore applichiamoci con le buone intenzioni di iniziare il 2016 in bene: “ognuno svolga al meglio il proprio dovere”.

(foto dalla rete)La notte di Natale avvisterai una stella, la stessa, sì, sempre quella che accompagnò l’antico pastore nella grotta dove nacque il Signore. Il suo alone di luce t’addita e par che dica: “vai cristiano anche tu a visitare il bambino Gesù. Lui è là in qualunque ospedale tra chi soffre e sente male, tra i senza casa e i disoccupati, nel terzo mondo tra i menomati, tra i vecchi soli negli ospizi, poveri umili e senza vizi. A costoro porgi gli Auguri di Buon Natale, il grazie muto lo dirà il Signore, è tra loro, nato all’insegna della Povertà, del Patimento, del Perdono”.

La cultura contadina garganica paragona la politica alla vecchia caldaia cosparsa di fuliggine ancora sul fuoco, chiunque si avvicini si riempie il pancino togliendo il contenuto a poco a poco e si sporca sicuramente, ecco perché preferisce la musica soprattutto quella degli anni sessanta.

La politica è come la matematica, calcolata e senza opinioni: invertendo l’ordine dei candidati le fregature non cambiano le situazioni.

Molte personalità arricchiscono le bellezze del nostro Gargano. Sportivi che con allenamenti continui raggiungono traguardi inaspettati pur senza le infrastrutture adeguate. Artigiani che con la loro manualità sono in grado di modellare oggetti antichi e moderni. Volontari che ripristinano antiche tradizioni e allestiscono spettacoli folcloristici per attirare il turismo anche d’inverno. La musica che con i cantori locali sprigionano note piacevoli e sono richiesti ovunque. I componenti del GAL (gruppo azione locale) in grado di divulgare i sapori dei nostri prodotti nel mondo. Rappresentanti della cultura che portano in tante località d’Italia, attraverso i libri racconti e poesie, un’immagine del territorio garganico.

Sono appena tornato da Casale Monferrato, dove ho assistito presso la sala di Cinelandia alla prima del film “Un Posto Sicuro”. L’invito mi è stato offerto dai protagonisti e dal regista Francesco Ghiaccio che per l’occasione mi ha presentato Marco D’Amore e Giorgio Colangeli, due attori già affermati nel mondo del cinema e del teatro. La loro recitazione insieme a quella dell’attrice Matilde Gioli (amica di famiglia) ha portato in scena un misto di documenti, di testimonianze e di autenticità reale nel trattare la rabbia soffocata delle famiglie  quando si presenta la morte annunciata e quando, nonostante  vittime, non possono che restare  impotenti e sbalordite di fronte a tristi sentenze. La presenza nel film del mio nipotino, che impersonava il protagonista da piccolo,  mi ha colmato ancor più di emozioni. Sono stato spettatore di un teatro dal vivo più che di un cinema. Ed ho recepito un messaggio preciso. Questo:

Domenica 22 novembre presso la sala conferenze delle Clarisse a Monte Sant’Angelo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto OPM (Orchestra Popolare di Monte Sant’Angelo) che “apre le porte” al resto della provincia di Foggia. In una sala stracolma di musicisti, cantanti, appassionati di musica popolare provenienti da ogni angolo della Capitanata, Antonio Silvestri, Gianpio Notarangelo, Luca D’Apolito e Bernardo Bisceglia, ovvero i responsabili dell’OPM, hanno presentato il progetto al pubblico invitando tutti alla discussione.

All'interno del progetto di recupero, adeguamento funzionale e valorizzazione della “Cittadella Micaelica”, progettato dal gruppo di lavoro coordinato dall'arch. Nunzio Tomaiuoli e diretto dall'arch. Lucia Patrizia Caliandro (Segretariato Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia), un intervento fondamentale è stato quello del restauro conservativo delle emergenze architettoniche ed artistiche, in cui l’indispensabile collaborazione tra le differenti professionalità interne all’amministrazione (la storica dell’arte Antonella Simonetti ed i restauratori Maria Letizia De Bellis Vitti, Vito Iacobellis, Francesca Vescera) ha contribuito ad una valorizzazione integrata del complesso di edifici interessati dall'intervento. In particolare, l'area monumentale, di cui fanno parte i tre edifici di San Giovanni in Tumba, San Pietro e Santa Maria Maggiore, godrà infatti di nuova luce.