logo

Dai dati della Caritas della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo emerge il quadro di un territorio malato ed  in certi casi anche in modo molto grave. Difficile è sostenere la speranza che, però, non manca di essere raccontata in forme diverse da un crescente volontariato, sempre più formato e appassionato, ma con meno risorse materiali.

In forte aumento le famiglie in condizioni di deprivazione, cioè segnate dal: non poter sostenere spese impreviste (anche sanitarie), non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione, non aver i soldi per pagare bollette o mutui. Tanti i disagi causati dalla perdita del lavoro. In aumento esponenziale i giovani disoccupati (anche con una laurea), molti dei quali hanno smesso di cercare un lavoro. Aumenta la sofferenza mentale, la rabbia e la sfiducia verso le istituzioni. I mali prodotti dal gioco d’azzardo incidono pesantemente sulla famiglia.

Nel dettaglio. Sono circa quattromila le famiglie assistite gratuitamente dai quarantaquattro servizi Caritas presenti in dodici paesi della diocesi sipontina. Il ventisette percento in più rispetto all’anno 2014. Aumentano le richieste di sostegno psicologico di persone gravate da sofferenza economica a causa della perdita del lavoro. In significativo aumento anche la ludo dipendenza, spesso legata all’usura.

Nella città dell’Arcangelo sono 155 le famiglie seguite con la distribuzione dei beni di prima necessità da 6 strutture ecclesiali (il 21% in più rispetto al 2014), tantissimi gli individui che chiedono il sostegno economico e la dignità di un lavoro. Ansia e angoscia in aumento a causa di scadenze a cui non si riesce a fronteggiare per la perdita improvvisa del reddito in età avanzata. Significativa l’alleanza educativa promossa da diversi anni tra la scuola primaria e la Caritas: 21 i bambini seguiti gratuitamente nel sostegno scolastico da 9 insegnanti volontari. A ciò si aggiunge l’operato di tutte le parrocchie verso gli anziani e i giovani della città, quest’ultimi seguiti attraverso l’oratorio e le attività promosse presso la “casa dei giovani”. Il prossimo Sabato 28 Marzo sarà sostenuta dalla comunità ecclesiale di Monte Sant’Angelo la colletta  alimentare cittadina per sostenere il servizio di assistenza a famiglie bisognose. In cantiere, poi, la casa “Nazareth”, una struttura di accoglienza che la Caritas metterà gratuitamente a disposizioni di quelle famiglie in cerca di abitazione.

Questi sono alcuni dei dati relativi alla povertà e delle risorse umane presenti nel territorio garganico (e non solo) raccontate dalle opere segno raccolte nella Carta Servizi Caritas 2015, presentata a Monte Sant’Angelo il 2 marzo. Alla presenza, infatti, del vescovo Michele Castoro e del sindaco Antonio Di Iasio, il direttore della Caritas diocesana, don Domenico Facciorusso, ha coordinato il convegno attraverso il vivo racconto dei protagonisti della solidarietà locale. È il volto della speranza: sono 41 le parrocchie e 3 le associazioni di volontariato cattolico presenti in 12 paesi della diocesi. Si tratta del volto della “fede operativa nella carità” di circa 280 volontari impegnati a vivere i valori della cittadinanza attiva. Le opere segno da essi sostenuti sono 21, tra cui emergono per il considerevole operato: le 3 mense cittadine Caritas, in cui confluiscono ogni giorno 93 bisognosi (il 32% in più rispetto all’anno 2014, i pasti elargiti in totale gratuità sono 280 al mese); i 40 dispensari alimenti  diffusi in diocesi  (a cui si aggiungono i servizi offerti dagli sportelli dei Centri di Ascolto) che sostengono settimanalmente più di 3.200 famiglie (il 27% in più rispetto all’anno 2014). Nell’ambito della cura della persona attraverso la distribuzione di generi di prima necessità, si sottolinea il particolate operato a Manfredonia dell’emporio Caritas, che raggiunge gratuitamente circa 600 famiglie bisognose, sul totale delle 1.700 famiglie seguite ordinariamente dagli altri 10 centri di distribuzione Caritas. Un’altra consistente opera segno è quella inerente il recupero scolastico di minori: in 8 paesi della diocesi ci sono 15 strutture che affiancano con gratuità circa 200 ragazzi in difficoltà scolastica (il 24% in più rispetto al 2014). A Manfredonia, poi, è operativa la “casa della carità”, voluta dalla diocesi per promuovere il riscatto sociale legato in alcuni ambiti di esclusione (rifugiati politici, minori e ragazze madri).

Tra le nuove fragilità rilevate dallo sportello antiusura, presente nella Caritas diocesana e collegato alla fondazione “Buon Samaritano” di Foggia, c’è quella del gioco d’azzardo patologico, che si configura sempre più oggi come una delle forme di dipendenza senza droga. La ludodipendenza, infatti, è in forte aumento nel territorio e sempre più legata alla piaga dell’usura. Un’altra nuova fragilità portata dall’odierna crisi economica è quella legata all’esistenza: ai 9 centri di ascolto presenti in 4 città della diocesi confluiscono le richieste di sostegno psicologico (42% in più rispetto al 2014), spesso dovuto al panico o all’angoscia per l’incapacità nel gestire il cambiamento sociale (perdita del lavoro, sofferenza economica). Sono tanti, infatti, i parroci impegnati nel sostenere un fondo straordinario per famiglie in reale sofferenza economica. Si tratta di anticipare denaro preso dal fondo parrocchiale per arginare la deriva economica di quelle persone che hanno perso il posto di lavoro.

Per “curare le ferite e riorganizzare la speranza” nel territorio garganico occorre continuare a sostenere la formazione del volontariato ed elaborare iniziative solidali realizzate in rete con altri attori sociali. In tal senso, le Caritas di Vieste e di San Giovanni Rotondo si stanno organizzando nella gestione di alcuni comuni servizi di prossimità sociale, tra cui il “dispensario cittadino” o la colletta alimentare cittadina nei pressi dei market.

don Domenico Facciorusso, direttore