La cultura di morte, quella che semina sconforto tra la brava gente, può essere scardinata anche attraverso il volontariato. Quella vissuto da 70 alunni volontari di monte sant’angelo, dai 17 anni in su, è stato un percorso conoscitivo di un territorio fatto di povertà e risorse strutturate. La caritas diocesana, dal mese di ottobre, ha offerto ai ragazzi più motivati di adottare la propria città, vivendo da cittadini attivi alcune sfide solidali.

In questo modo gli alunni volontari si sono messi in gioco uscendo allo scoperto, sporcandosi le mani, accostando alcune aree in fragilità. Il sostegno scolastico a minori con problemi famigliari e l’animazione presso la RSA e una casa di riposo per anziani sono alcuni ambiti arricchiti dal servizio settimanale dei giovani. La partecipazione poi a pranzi solidali e a collette alimentari cittadine sono state le altre occasioni per rivelare la bontà e la speranza dal volto giovanile. Come a dire che la legalità può essere promossa anche attraverso la partecipazione attiva dei giovani realizzata col servizio al proprio territorio da guardare con amore. Le ferite della non vita in un territorio graffiato da atti vandalici che gettano in tanti pessimismo possono essere lenite con la cura delle relazioni abitate dall’amore concreto. In definitiva la caritas ha offerto ad un nutrito gruppo di alunni di vivere il territorio, di conoscerlo mediante il servizio in alcune aree in fragilità che hanno indirettamente permesso di affinare quei valori costitutivi della cittadinanza attiva; un percorso vissuto in libertà e tanto amore verso una città da sanare e riempire di speranza. Venerdì 2 maggio ore 11 presso l’auditorium del santuario di San Michele i ragazzi si raccontano in ciò che hanno appreso davanti ad associazioni ed istituzioni locali.

Don Domenico presidente Caritas Diocesana e parroco della chiesa di Santa Maria del Carmine