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 Antidoto ascetico per una vita gettata nella miseria materiale, morale e spirituale Cenere in testa ed acqua sui piedi. Pentimento e sevizio. Due grandi catechesi legate a due segni concreti di conversione: la cenere ottenuta dai ramoscelli d’ulivo benedetti lo scorso anno, “austero simbolo” si penitenza; l’acqua che Gesù userà durante l’ultima cena per lavare i piedi ai discepoli, segno del servizio concreta. Una quaresima, dunque, che si apre con la penitenza e si chiude col servizio. Un cammino “favorevole” vissuto interiormente, d’innanzi, cioè, al “padre che vede nel segreto e che ricompenserà”.

Ma i frutti di tale itinerario interiore dovranno essere poi esternati in una scelta esteriore, un cambiamento di vita consona al Vangelo. Uno sforzo di purificazione ascetica da realizzare in quaranta giorni: da mercoledì delle ceneri a giovedì santo. Durante il percorso, ad imitazione del Maestro, i cristiani sono chiamati anche a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle per alleviarle concretamente. In quest’ottica è utile la precisazione di papa Francesco che, nell’annuale messaggio per la quaresima, individua tre tipi di miseria umana: materiale, morale e spirituale. “La miseria materiale - ricorda il papa - è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale… Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri – spesso giovane – è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia! Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza… La miseria spirituale colpisce, invece, quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore”. Davanti a queste forme di miseria umana (materiale, morale e spirituale) l’antidodo è il Vangelo. Ed in quaresima la liturgia della Parola richiama tre impegni per il cristiano: preghiera, penitenza e carità. Parafrasando il Papa: diffidiamo dalla quaresima che non costa e non duole qualcosa.

don Domenico Facciorusso, parroco e direttore Caritas diocesana