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 l Vangelo di Marco di questa prima domenica di Quaresima non riporta, a differenza di Luca e Matteo, il contenuto delle tentazioni di Gesù, ma ricorda solo l'essenziale: e subito lo Spirito lo sospinse nel deserto, e nel deserto rimase quaranta giorni tentato da Satana. La vita di Cristo é stata una continua lotta contro ogni forma di male. Satana, il diavolo, é colui che mette alla prova, la cui missione è dividere e separare, soprattutto da Dio. Sono giorni di lotta in cui Gesù lega il principe dei demoni, lo domina. D'altra parte nel libro di Giobbe sta scritto: "La vita dell 'uomo sulla terra è una continua tentazione". Ognuno, quindi, dovrebbe stare in guardia contro le tentazioni e vigilare pregando, perché non lo sorprenda il demonio, che non sonnecchia mai, ma "giri intorno, cercando chi divorare". Nessuno è così perfetto e così santo, che non abbia talvolta delle tentazioni; non possiamo esserne del tutto esenti. Molti cercano di fuggire le tentazioni, ed invece vi cadono anche più dolorosamente di prima. Con la sola fuga non possiamo vincerle, ma con la pazienza e con la vera umiltà diventiamo più forti di tutti i nostri nemici. Chi le schiva soltanto in modo superficiale e non ne estirpa la radice, otterrà scarso risultato; anzi, le tentazioni gli torneranno più presto, e si sentirà peggio di prima. "A poco a poco, con la pazienza, con la costanza e con l'aiuto di Dio, si potrà superarle meglio che con l'essere duro con se stesso". Nella tentazione bisogna avere l'umidità di chiedere consiglio. "Come una nave senza timone è sballottata qua e là dalle onde, così l'uomo, che si lascia andare e che abbandona i suoi propositi, va soggetto a tentazioni di vario genere. Come il fuoco mette a prova il ferro, così la tentazione mette a prova l'uomo". In qualche modo la tentazione rivela ciò che si é. Bisogna, però, essere molto vigilanti. "La tentazione del demonio -ricorda Papa Francesco- ha tre caratteristiche e noi dobbiamo conoscerle per non cadere nelle trappole. Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica». In definitiva è il diavolo che induce in tentazione, no Dio. Egli non abbandona alla tentazione se l'uomo sa ricorrere a Lui con umiltà, con la forza della preghiera e la grazia dei sacramenti.