IN CASA DI UN LADRO, breve racconto di don Domenico Facciorusso - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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 Oggi ho vissuto un altro incontro: quello con un ladro, ma a casa sua. Mi ha fatto pensare.

Registriamo un breve racconto di don Domenico Facciorusso, è forte, potrebbe essere un momento dove i pregiudizi si moltiplicano, però riteniamo giusto proporre questo piccolo racconto, chissà che non serva a qualcun altro, noi ci speriamo.

In genere avviene il contrario: é il ladro a 'visitare' le case-ci dice il don-. Questa volta, però, sono stato invitato da un 'ladro' ad andare nella sua casa. É una delle 'esperienze' che, certe volte, un prete si trova ad assolvere. Forse sarà pure tra i compiti più fastidiosi per i pregiudizi e i luoghi comuni che lo accompagnano, ma va' fatto. Entrare poi in una casa di un ladro conclamato è una lotta tra rabbia e compassione. Ma é successo anche in quel luogo di 'peccato' di scorgere tanta sofferenza per un'anima graffiata nella propria dignità-continua don Domenico Facciorusso-. È vero: ha rubato e deve pagare il suo debito alla collettività, ma nessuno, però, può precludere il diritto al riscatto sociale. Per dirla tutta, in fondo in quella casa c'erano due ladri: lui accusato dalla legge terrena, ed io in attesa di quella divina. 'Siamo ladri anche noi -scriveva anni fa don Tonino Bello- perché prima ancora che della vita, ti abbiamo derubato della dignità di uomo'. Mi ha invitato a casa e ci sono andato. Nelle lunghe pause di silenzio, interrotte dalle lacrime, pensavo: se solo avesse un po' di lavoro, un'anima buona che gli desse fiducia, forse il suo destino sarebbe diverso; e forse anche noi saremmo più sereni davanti al Cristo benevole verso il 'buon ladrone'-continua ancora don Domenico-. Nell'attesa gli ho proposto di abbandonare certe malsane abitudini e, davanti all'anziana mamma, gli ho chiesto di entrare in una comunità di recupero. Il resto lo farà il buon Dio-conclude don Domenico Facciorusso-.