Vangelo di DOMENICA 17 Giugno. Commento di Massimiliano Arena - Monte S. Angelo Notizie - ilgiornaledimonte.it

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 Dal Vangelo di Marco (Mc 4,26-34)

Diceva ancora: «Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno, e dorma e si alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come. La terra da se stessa porta frutto:  prima l'erba, poi la spiga, poi nella spiga il grano ben formato. Quando il frutto è maturo, subito il  mietitore vi mette la falce perché l'ora della mietitura è venuta». Diceva ancora: «A che paragoneremo il regno di Dio, o con quale parabola lo rappresenteremo? Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma quando è seminato, cresce e diventa più grande di tutti gli ortaggi; e fa dei rami tanto grandi, che all'ombra loro possono ripararsi gli uccelli del cielo». Con molte parabole di questo genere esponeva loro la parola, secondo quello che potevano intendere. Non parlava loro senza parabola; ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Commento:
LO STUPORE DELLE PICCOLE COSE
Il Vangelo è una meravigliosa opera di umanità, un testo di fede, ma che lascia comprendere l’intimo dell’uomo in maniera autentica e profonda, più di qualsiasi libro di psicologia. Oggi ci vengono spiegate due dinamiche “maledette” di noi uomini: la fretta e la megalomania. La fretta con cui viviamo l’esistenza, pretendendo di avere tutto subito, nell’immediato, e che questo immediato presenti segni grandi, ci renda potenti e capaci di dominare tutto. Immagino tanta folla, come noi, attorno a Gesù, uomini come noi oppressi dalle corse della vita (forse oggi divenute più eccessive), dalle pressioni di affetti confusi, di economie che non vanno, e li Gesù che gli fa un discorso semplice, chiaro conciso. Forse anche in questo dovremmo imitare Gesù, usiamo troppe parole inutili per nasconderci, Gesù è chiaro, semplice, vero sino in fondo anche da lasciare senza parole e spiazzare. Due parabole, due esempi pratici a partire da due storielle di vita quotidiana. La prima parla di seme che viene gettato e dell’attesa della sua crescita. Siamo capaci noi di piantare semi buoni intorno a noi, nei cuori delle persone che ci circondano, senza pretendere che crescano come diciamo noi? Spesso facciamo e seminiamo del bene e pretendiamo che le persone a cui lo facciamo poi siano come noi vogliamo, e così anche per le situazioni. Questo è un falso amore, rasenta più l’egoismo. Gesù afferma che “il grano cresce da solo, con i suoi tempi”. Non sei tu padrone del bene che semini, tu fai da strumento, che tu dormi o vegli, e Dio che guida la storia, a te sta fare la tua parte nel tuo piccolo. E qui entra in gioco la seconda parabola. I gesti di amore, anche se piccoli, ma fatti con cuore libero, capace di donare senza possedere e senza tornaconti. Il Suo Regno, le azioni di Dio, si muovono nel piccolo. Il paragone della parabola: un chicco di seme di senapa, una pianta particolare, di cui noi conosciamo solo l’estratto, ma molto diffusa in oriente. È il seme conosciuto più piccolo, eppure Gesù lo sceglie come paragone per spiegare l’agire di Dio. Un seme piccolo che genera un albero stupendo, pieno di rami dove diversi animali e uomini possono trovare riparo. I gesti di amore piccoli, lanciati e non dominati dalla troppa ragione creano sicurezza, riparo, nel cuore di chi ci sta accanto. Penso a quanti genitori impongono violenze psicologiche ai figli, o fidanzati, coniugi, datori di lavoro, con frasi che fanno sentire in colpa, che non permettono all’altro di volare. Frasi tipo “Se scegli questa cosa lo sai che mi fai male”. Sono delle prigioni, dei domini, non granelli di amore seminato nel cuore altrui. Impariamo a seminare piccoli semi di amore, a saper guardare nel cuore altrui i piccoli semi, a cercare soprattutto i semi che Dio ha posto negli altri, nelle cose, negli eventi. Nel cuore di chi sa amare e cercare amore, tutto, ogni avvenimento, può portare qualcosa di positivo, come un fiore che deve sbocciare. Occorre pazienta e cuore grande. Come è possibile ingrandire il cuore? Solo con due modi: nel silenzio della preghiera e amando gli altri. Più ami Dio più si dilati, più ami gli altri più si dilata.