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Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Parola del Signore

COMMENTO

Nell’arco della nostra vita, dall’infanzia alla senilità, sviluppiamo diverse “fami”. Nasce la fame di amore e tenerezze della mamma, la fama materiale del cibo che si sviluppa man mano con la crescita e lo  svezzamento, esiste una fame di potere che man mano che si cresce aumenta in situazione più o meno serie.  Fame di potere che può diventare fame di egoismo e ingiustizia verso gli altri. E’ come se la vita umana, la  nostra esistenza, si sviluppasse in un continuo senso di fame, di ricerca da sviluppare. Ne esistono di positive  e negative, fami positive e fami negative. La positività della fame che porta al desiderio di volare, di trovare  un senso alto nella vita, la voglia di amore e serietà di relazioni, la voglia di realizzazione e posizione. Tutti bisogni, fami, positive che nello svolgersi del loro soddisfacimento potrebbero divenire negative se ci si mette una variante che molto spesso sono le persone i luoghi e le situazioni a cui ci rivolgiamo per soddisfare le nostre fami. Spesso siamo illusi da rivenditori di sazietà a basso costo, che ci illudono di soddisfare ma che in realtà altro non fanno che darci un senso istantaneo che dura meno dell’effetto di una droga o per usare un immagine più dolce, felicità che durano come la rugiada del mattino che non riesce a dare il senso di fresco per quanto sia già sparita. Occorre cercare, girare in se stessi e nel mondo, cercare e giungere alla fonte di ogni fame, a Colui che ci ha creati e ha creato anche le nostre varie fami perché giungessimo a Lui per soddisfarle e riempirle. Colui che ci ama e si prende cura. Per soddisfare una fame ed essere felici occorre fare una scelta radicale e non svuotarsi in mille fonti, ma fermarsi in una che ci permetta poi di dar senso, scegliere, e darci forza di filtrare le altre fonti che più che soddisfarci pretendono da noi fatica e schiavitù di dipendenza. Dio e la sua parola si fanno pane, da duemila anni ogni giorno e ogni domenica, ogni giorno dalla comunità, ai gruppi, alla tua stanza può divenire fonte e centro di amore e soddisfazione. Dio e la Sua Parola sono il centro della crescita dell’uomo perché hanno creato l’uomo, le sue fami, e gli ha dato anche gli strumenti per vincerla e soddisfarla in una felicità che dura e non termina! BUONA DOMENICA


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