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Carissimi amici che abitate la scuola: alunni e alunne, docenti e dirigenti, operatori e genitori,
vi auguro di vivere la scuola e l’anno che si apre come casa, laboratorio e spazio “libero” di costruzione del futuro! Sì, proprio “spazio libero”, perché nell’etimo della parola greca “scuola” è contenuto il gusto e l’esperienza della libertà!
In primo luogo ai docenti e ai dirigenti e a tutto il personale scolastico auguro di poter, ciascuno con il proprio ruolo e professionalità, rendere la scuola meno burocratica e un luogo di incontro tra persone che cercano di formare e di formarsi, per aiutare i ragazzi e giovani a crescere e migliorarsi in qualità umane, culturali, civili, sociali e spirituali. Vi auguro di riuscire a creare nei vostri Istituti un clima positivo che permetta ai ragazzi e giovani non solo di acquisire competenze e perfezionare le conoscenze, ma entrare in possesso di strumenti adeguati a leggere e capire la realtà e così attrezzarsi a conoscere meglio se stessi, gli altri, la storia e il mondo. Col vostro impegno la scuola diventerà un ambiente ricco e fecondo dove si educa a dare sapore alla vita e spessore alle relazioni, dove si educa a imparare il rispetto delle regole e cominciare a decifrare le proprie emozioni, a sperimentare il positivo del dubbio e delle incertezze come via alla ricerca ed alla scienza. Sappiate trasformare la scuola in laboratorio di cittadinanza e di socialità, dove alla competizione si sostituisce la cooperazione, all’esclusione l’inclusione, alla paura di non farcela la voglia di provarci sempre anche a costo cadute e ripartenze. Invece che ai voti date priorità alle persone, ai volti, alle storie e ai vissuti di ciascuno.
E voi cari alunni e alunne lasciatevi guidare dalla meraviglia e dallo stupore per non cadere nella trappola sterile dell’abitudine o della noia. Non date mai nulla per scontato, ma siate protagonisti del vostro futuro, che come ben ci ha ricordato Papa Francesco nella lettera a voi inviata, è già adesso! Vi auguro, cari ragazzi e ragazze, di esercitare l’arte del dubbio non per essere scettici, ma per assaporare il gusto della verità quando la troverete e, come insegna il discepolo e maestro Agostino, continuare a cercarla senza stancarsi dopo averla trovata! Siate sempre desti e non fatevi intrappolare nelle dipendenze che propongono una felicità a basso costo. Siate capaci di pensare in modo critico e costruttivo, siate creativi e originali, coltivate il gusto per la bellezza di cui ognuno ne porta un’immagine unica ed irripetibile. Sono certo, che di tutto questo, cari ragazzi e giovani, siete capaci: avete solo bisogno di mettere coraggio e creatività, e vedrete che anche gli errori diventeranno occasione per imparare, ripartire e raggiungere il meglio. Ancora un consiglio, se posso: non “allenatevi” a vincere sgomitando o usando vie illegali, ma accettate la sconfitta, quando capita, come una nuova sfida per riprovare e vincere onestamente. Come ricorda Papa Francesco: meglio una sconfitta di una vittoria sporca.
Con i sentimenti che ho espresso sopra so che potrete tutti insieme far si che la scuola sia luogo di dialogo e di confronto, aperto al rispetto delle varie forme di diversità, dove ognuno matura la propria identità senza scimmiottare nessuno, ma portando a maturazione e frutto i propri talenti e attitudini.
Come ho scritto nella mia prima lettera pastorale educare è seminare, anche se a volte i frutti sembrano ritardare; educare è investire nei tempi lunghi dell’apprendimento e della maturazione.
A tutti auguro un anno scolastico di generosa semina e di gioioso raccolto.
+ p. Franco Moscone crs, arcivescovo