Vangelo L’intervento divino per alcuni, forse, non ha corrisposto del tutto alle aspettative. Arrabbiati, smarriti e delusi non ci vuole poi molto per attribuire a Chi ci doveva salvare addirittura l'origine dei nostri guai. Come fu tentato di credere anche Giovanni l'immergitore, quando dalla galera mandò a chiedere a Gesù: 'sei tu Colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?' Delusione o no, l’Annuncio di Gesù rimane sempre valido, perché racconta di un Dio all'opera con segni salvifici, anche quando non li capiamo, e proietta in un tempo in cui tutto sarà pienamente compiuto. E Dio le promesse le mantiene. Intanto, in un mondo ricco di possibilità e allo stesso tempo in balìa di contraddizioni, tocca al cristiano comunicare la gioia di cui vive: una gioia realista che esprime la certezza, fondata sulla vittoria di Gesù, che nonostante le difficoltà e le apparenti contraddizioni, l’avvenire di ciascuno e quello dell’intera umanità si sta edificando nella Salvezza. Dio vuole la felicità degli uomini e la loro riuscita. Esistono gioie immediate (auguri!) ma esiste anche una gioia più profonda: quella di chi si fa povero dinanzi a Dio ed attende tutto da Lui e dalla fedeltà alla Sua legge. Nulla può diminuire questa gioia, nemmeno la prova. La gioia di Dio è essa stessa forza. Quella che ebbe Giovanni che credette in Gesù e con il martirio non fece venire meno l'Annuncio. La stessa intima gioia abiti il cuore di tutti e di ciascuno e trasformi rabbie, smarrimenti e delusioni. Buona domenica della Gioia!