Vangelo. L'immagine della fuga in Egitto e il ritorno in Palestina descritti dal Vangelo fondano la domenica detta della Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe.
Lo diciamo subito: è fuori luogo offendere e sentirsi offesi da una celebrazione dedicata alla Famiglia e strumentalizzare il messaggio autentico che ne deriva (ahinoi, capita anche questo!) Non è questo il luogo e il giorno per dibattere. Vi prego!
Il messaggio che ci viene consegnato è questo: gli estremi del vivere sono GENERARE e CUSTODIRE, questo è famiglia, questo fa famiglia.
È evidente, anche se non scontata, la valenza sociale.
Generare cosa? quello che Dio ha creato! Custodire cosa? quello che sempre Lui mette fra le mani. Questo è Santo. Questo fa Santo.
Quella Famiglia è tutto questo. Fa tutto questo.
Attenzione. Non lo fa per rivendicare un merito ma lo fa come meglio può, con la trepidazione (e il timore) di chi non sa come va a finire e con un cuore profondamente immerso in Dio (il 'si' di Maria, il sogno di Giuseppe), lo fa da ragazzo e da ragazza che si amano e amano per come sono. Per quello che sono.
Non viene sottolineata nessuna perfezione ma solo la capacità di Generare e Custodire Quello che un Altro ha messo nelle loro mani.
Come quando cercano (e trovano) un’altra strada per fare ritorno al loro Paese: credono in un’altra strada per superare Erode (e suo figlio Archelao) e le difficoltà; cercano (e trovano) un’altra via dinanzi ai turbamenti personali e di coppia: la via dell’accettazione, la via della provvidenza, la via della gratitudine, la via dell’amore, la via di Dio.
Per questo è Famiglia - Santa: si fida, si affida e
si dà da fare in quella direzione.
L'augurio di una Santa domenica ai genitori trepidanti, ai coniugi insicuri dell'amore coniugale, a chi si è 'perso' e si sente sterile: generare e custodire sono il ciglio della strada per sperare - amare - costruire: vivere!
È famiglia e fa famiglia.