Vangelo. Ci siamo inerpicati a spiegare il Natale, il suo senso, i suoi significati ... Bene. È giunto il momento di effettuare un'operazione, quanto mai necessaria: passare dalla grotta del presepe a quella del mio cuore e rivivere l'altro Natale. Non più quello del Figlio ma quello dei Figli. Questo ci ripete (per la terza volta in pochi giorni) il Vangelo di Giovanni: 'il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi (...); a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli'. Nella grotta, Gesù Figlio di Dio è una bella informazione, un concetto o poco più; ma il senso ultimo della Sua venuta non è questo bensì la trasformazione di quanti lo accolgono. E questa trasformazione può avvenire solo nella consapevolezza che il Suo essere Figlio di Dio rende Figli tutti Coloro che accolgono la sua venuta. Inizia qui il senso del dirsi ed essere cristiani: non l'adesione, più o meno coerente, ad una regola ma l'appartenenza ad un Padre. Che c'è e di cui se ne avverte la presenza. Tutto quel che segue, ad esempio la parabola del Figliol prodigo, che piace così tanto, non si potrà mai capire se non si è mai iniziato a vivere da figli. Questa domenica è il giorno della consapevolezza di un così grande dono. Dio ci dice: 'l'ho fatto di carne perché tu lo possa vedere e non solo immaginare. L'ho fatto uomo per farmi come te e non 'super' te. L'ho fatto come te perché tu puoi essere come Lui e non suo rivale. Mio Figlio! Tu, benedetto uomo!' Cambia tutto. ... E tutto cambia. Buona domenica a tutti!