Vangelo. Sulle rive del Giordano, Giovanni Battista predica la conversione dai peccati per accogliere il regno di Dio che è vicino. Gesù scende con la folla nell’acqua per farsi battezzare. Il battesimo per i Giudei era un rito penitenziale che abilitava a qualcosa quanti vi si accostavano; nel battesimo di Gesù la manifestazione del Padre e la discesa dello Spirito Santo gli danno un significato preciso: non è un segno per gli altri e per la loro approvazione ma è un segno che soddisfa se stesso. È come quando indossiamo un vestito: possiamo farlo per soddisfare gli altri (provando anche un certo piacere) e possiamo farlo per soddisfare noi stessi. Nel primo caso siamo sottomessi alle imitazioni o alle mode, nell'altro esprimiamo noi stessi e il nostro carattere. Gesù mettendosi in fila con gli altri uomini e ricevendo il Battesimo annuncia che quel segno divino (la veste bianca) raggiunge la natura e le imprime un sigillo, un marchio ontologico: Figlia di Dio. Gesù ci immette in questo: non siamo stati adottati da Dio. Siamo Figli di Dio. Come Lui. Niente e nessuno, nemmeno il peccato, può separarci. Questa consapevolezza forma la nostra natura e plasma anche la nostra testimonianza: parlare da Figli non vuol dire citare le cose da fare e da non fare ma vuol dire innanzitutto essere gli eredi diretti di un messaggio. La storia del Padre è la Storia del Figlio . La mia e, se sei battezzato, anche la tua. Per sempre. Siamo ricchi! Buona festa.