Vangelo. Una domenica che coincide con una festa liturgica. 40 giorni dopo il Natale, quel mistero vive e cresce nelle 2 immagini significate quest'oggi: il dono e la luce. Maria e Giuseppe offrono a Dio il loro primogenito. Dare a Dio non è sottrarre all'uomo ma liberare, nel senso di sciogliere da vincoli, i doni di Dio nell'uomo. Il Vangelo non menziona la luce ma la tradizione cristiana significa l'offerta continua a Dio, incessante, perpetuando una luce. Essa è segno di un impegno dinanzi a Dio e, come ogni cosa donata a Dio, diventa un vantaggio per l'uomo: permette di illuminare il cammino e guidare i suoi passi. E non è poca cosa. Simeone prende in braccio il bambino ma in realtà si consegna e viene preso dalle braccia di Dio: 'ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace...' Così accade in ogni offerta, anche quella suprema dell'Eucaristia: offriamo a Dio pane e vino, tolti a noi e dati a Lui, e Lui in cambio ci dona se stesso... Ed è proprio tutto quello che ci serve. Buonissima festa a tutti. E grazie per l'offerta a Dio della vostra preghiera.