Vangelo. La continua ricerca di risarcimenti o la rivendicazione di quello che per noi è il ‘giusto’, comportamenti anche ‘civili’, ci portano lontano da questa pagina di Vangelo ancora più di quanto già non appaia di suo. Cosa ci rende distanti? Due cose: la presa di coscienza che è praticamente impossibile mettere in pratica l’amore per il nemico e la preghiera per chi ci perseguita e la speranza che, almeno una volta nella vita, sebbene sia difficile o impossibile, qualcuno ci voglia bene anche quando non ce lo meritiamo. Questa è una vulnerabilità primordiale, un dissidio che accompagna l’uomo di sempre: sperare dagli altri quello che consideriamo praticamente impossibile fare agli altri! È forte allora la tentazione edulcorare la pratica: ‘si è vero ma non sempre …, qualche volta si qualche volta anche no’ … etc. Eppure il vangelo non fa sconti. E ci dice pure perché: ‘siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli’. La radice di tutto non risiede in noi ma nel Padre: non ameremo mai compiutamente fino a quando non sapremo che siamo stati amati fino in fondo. Il nostro è un amore di risposta mai un amore di partenza: ‘siate santi come io sono santo’. Si vabbè, ma Lui è Dio. Embè? Quello che possiamo fare, e non è vietato né impossibile, è contemplarlo: dall’immagine di Dio che portiamo dentro, sgorgherà anche il nostro essere e il nostro comportamento: giustiziere? misericordioso? tenero? Gesù è venuto a farci conoscere questo, innanzitutto. Credere non vuol dire ammettere la Sua esistenza (ci credono anche i diavoli e lo temono proprio perché esiste) ma sentirsi amati da Dio! Cambia tutto. Buona domenica a tutti!