Vangelo. Se l’inganno della tentazione è il boccone attraverso il quale il maligno opera la distruzione e l'annientamento di Quelli che Dio ama, la Trasfigurazione è la gloria, il peso specifico che Dio dà ai Suoi amati. E questo è il cammino della Gloria: si sale, si vede, si discende. L'ascesa al Tabor è condizione necessaria per vedere altro, per vedere diversamente quel reale che percepiamo con confusione, a causa dell'inganno e dell'idolatria. La vista della Gloria non è tras-formazione di qualcosa in qualcos'altro ma è tras-figurazione, ossia la stessa cosa vista nel suo senso autentico e profondo: oltre la figura, oltre la forma. A cambiare sono gli occhi di un essere umano come Pietro, al quale quella rivelazione risulta accessibile e bella fino a fargli esclamare: "... restiamo qui!" E c'è anche la discesa, perché Dio non è mai autoreferenziale, anche se a volte fa comodo fissarlo in un quadro dottrinale. Il rientro al reale, non di rado esposto alle insidie di questo mondo, è il luogo dove Egli trasfigura e mette ordine: ai nostri desideri, ai nostri progetti e ai nostri bisogni. La discesa, oggi, è in mezzo all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Il cristiano non ne fa una questione dottrinale e nemmeno sociale. Il cristiano la vive fino in fondo e si accorge che il 'disegno' della vita, relazioni, giudizi e pre-giudizi, valutazioni di ogni genere, è un po' diverso alla luce di questa situazione: io, un po' più da solo e fragile; gli altri, un po' meno 'cose' e un po' più 'persone'; io, circondato da tante cose inutili; io alle prese con progetti utili e quelli futili. Misuro con più oggettività il livello di responsabilità, mio è della comunità alla quale appartengo; ri-considero le rivendicazioni e la presunzione con cui le esigo; apprezzo i diritti miei e quelli degli altri... La Vita 'dentro', è diversa. Per questo Lui ci invita a Trasfigurarla. Lui è lì. Questo è l'Annuncio cristiano. Buona domenica!