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 Sono le prime parole di Papa Francesco davanti alle tragiche notizie del massacro dell'Is a Parigi. È disumano. Oggi la Chiesa prega per le vittime, i familiari ed i volontari dell'eccidio francese. Il Mondo riflette nella paura. Un grande dolore unisce l'Europa incredula per un comune nemico invisibile. Una barbarie disumana che tutto il Mondo sente come propria. Ma non è una guerra di religione. L'odio con può trovare casa in nessun tempio che rispetti Dio.

(Commento al Vangelo della XXXIII domenica del tempo ordinario)

 Forse è una delle paure nascoste che si porta l’uomo di sempre. “In quei giorni -ricorda infatti il vangelo domenicale- dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”. La fine del mondo, dunque, rappresentata dal “Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”.

Ogni tanto qualcuno ha anche la pretesa di indicare la data ed il numero degli eletti che si salveranno. Ma “quanto a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre”.

Le associazioni che hanno aderito sono: L'ASS. IL CAMPANILE, LA CARITAS, IL NOVICLAN DEL GRUPPO SCOUT MONTE S. ANGELO 1 E L'ASS. TILAK.

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 «La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, mi permetto di più, con questo peccato […]. Non possiamo compiere un miracolo come l’ha fatto Gesù;

 Un centro per aiutare la famiglia. È la riflessione che da diversi mesi anima il confronto tra gli operatori pastorali e alcune associazioni cattoliche di Monte Sant'Angelo. 'C'è una sottile e preoccupante tristezza in tante famiglie -sostiene il parroco don Domenico- dovuta a ferite spesso nascoste per paura e dignità'. La sofferenza economica dovuta alla perdita del lavoro o alla grande difficoltà nel trovarlo, insieme ai problemi nella convivenza famigliare, induce, sempre più persone, in una preoccupante solitudine. Quelle che non emergono sono proprio le fragilità più preoccupanti, perché nascoste nelle mura di casa. 'Noi parroci -afferma don Facciorusso- incontriamo tutti i giorni persone che ci consegnano le loro angosce esistenziali, dovute a situazioni che non riescono più a gestire. Ritengo, però, che il vero bisogno da soccorrere non sia tanto quello espresso, quasi sempre legato a mutui o a bollette da pagare, ma piuttosto nella tristezza scorta in un volto spento e sfiduciato'.

(Commento al Vangelo della XXXII domenica del tempo ordinario)

La scena del Vangelo di questa domenica è tutta nella semplicità di una donna, vedova e povera. Gesù, durante tutta la sua predicazione, ha sempre mostrato una predilezione particolare per le donne sole. Ora affida al gesto nascosto di una donna, che vorrebbe solo scomparire dietro una delle colonne del tempio, il compito di trasmettere il suo messaggio. La prima scena è affollata di personaggi che hanno lo spettacolo nel sangue: passeggiano in lunghe vesti, amano i primi posti, essere riveriti per strada. Questa riduzione della vita a spet­tacolo la conosciamo anche noi, è una realtà patita da tanti con disagio, da molti inseguita con accanimento.
Il Vangelo vi contrappone la seconda scena. Seduto davanti al tesoro del tempio Gesù osservava come la folla vi gettava monete. Notiamo il particolare: osservava «come», non «quanto» la gente offriva. I ricchi gettavano molte monete, Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine. Gesù se n'è accorto, unico; chiama a sé i discepoli e offre la sua lettura spiazzante e liberante: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.

(Commento al Vangelo di domenica della Solennità di tutti i santi)Avviene in cielo ma coinvolge tutti. La celebrazione liturgica di tutti i Santi (1 novembre) sembra essere come una serena e gioiosa sfilata di moda. A concorrere, per ideale di somiglianza a Cristo, persone comuni che oggi la Chiesa di Dio presenta come modelli da imitare. In fondo i Santi sono proprio coloro che pregano ed intercedono, posti come punti di riferimento di vita cristiana abitata dagli ideali evangelici. 'Beati i puri di cuore perché vedranno Dio' è una delle otto beatitudini del Vangelo della messa odierna. Persone, i Santi, che hanno avuto dunque la Grazia di perseverare nelle promesse del Signore. Nelle angosce e nelle varie difficoltà della vita, infatti, sostenuti dallo Spirito Santo, hanno dato credito a Dio, si sono fidati di Lui, hanno posto Gesù come Maestro e Modello di vita pienamente realizzata.

(Commento al Vangelo della XXX domenica del tempo ordinario)Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma, egli gridava ancora più forte: ‘Figlio di Davide, abbi pietà di me!’.

È il grido di un uomo che riassume la condizione sociale e  morale di molti: malato, povero e solo. Il Vangelo di oggi riporta proprio un miracolo particolare che nel testo di Marco è l'ultimo operato da Gesù prima della sua passione e morte. Tre drammatiche pennellate: cieco, mendicante, solo. L'ultimo della fila, un naufrago della vita, un relitto inchiodato nel buio sul ciglio di una strada di Gerico.

Ieri 22 ottobre sono ripresi gli incontri con il gruppo giovani della parrocchia del Carmine a Monte S. Angelo, potrebbe sembrare una notizia come un’altra se non fosse per le modalità con cui si svolgono questi incontri, un nuovo modo di attrarre i giovani è certamente quello di adeguarsi alle loro esigenze,  'Una chiesa dalle porte aperte deve anche farsi vicina ai giovani con proposte credibili- ci dice don Domenico Facciorusso-, spazi e tempi come, ad esempio, il tenere aperto il salone parrocchiale fino a tarda sera - continua il don -. In questo modo si creano spazi di confronto su temi ed iniziative serenamente condotte dai diretti interessati.

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