CARITAS DIOCESANA: AUMENTA LA POVERTA’ MA ANCHE LE RISORSE UMANE

Dai dati della Caritas della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo emerge il quadro di un territorio malato ed  in certi casi anche in modo molto grave. Difficile è sostenere la speranza che, però, non manca di essere raccontata in forme diverse da un crescente volontariato, sempre più formato e appassionato, ma con meno risorse materiali.

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LA STRADA PER TRASFORMARE LE TENTAZIONI IN OCCASIONI

1^ DOMENICA DI QUARESIMA: Nella frenesia quotidiana spesso ci sentiamo esplodere e vorremmo evadere su isole deserte. Ma perchè attendere di esplodere e non cercare attimi di DESERTO nella quotidianità? Momenti in cui fermarci e riflettere, leggerci, guardare a noi e alle cose e ordinarle. Bastano pochi minuti al giorno. Cosi possiamo vincere le TENTAZIONI, trasformarle in occasioni, per dire a noi chi siamo, vivere il bene verso gli altri. CONVERTIRSI a Dio, cercare la Sua Parola nel silenzio, confrontarsi per superare ciò che è male ci fa più uomini, ci riporta al profondo di noi stessi che spesso smarriamo.

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QUANTO MALE NEL MONDO. COSA FARE - Riflessione di Don Domenico Facciorusso

Negli incontri tra persone sembra essere diventato un ritornello, quasi un cercare conforto dall’altro nel momento in cui con tanta amarezza si afferma: “Quanto male c’è nel mondo”. E se poi nel confronto “virtuale” ci si mette anche il Papa, allora,  bisogna proprio fare qualcosa: “Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti -ha scritto Francesco nell’annuale messaggio per la quaresima- che narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire”.

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6aT.O/B - "DA SUPER UOMINI A BISOGNOSI DI AMORE"

Un lebbroso chiede a Gesù ti essere "ripulito". La lebbra, una malattia che ti corrode il corpo, e che ti emargina da tutto, ti faceva sentire in colpa perchè se l'avevi era un castigo. Quanti nostri limiti, peccati, fragilità, ossessioni, nostre e di altri, ci corrodono dal di dentro e fanno sentire in colpa, ci condannano ad ucciderci dentro? Dobbiamo fermarci davanti a Dio, non sentirci come super uomini, ma creature, bisognose di un "oltre", non capaci di tutto da soli. I super uomini davanti alle fragilità entrano in crisi perchè crolla la propria grande idea di se. I figli, le creature fragili, sanno gettarsi nelle braccia del Padre e chiedere di essere "ripuliti", chiedere amore.

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Mani tese e cuori capaci di andare oltre

Noi uomini, tutti, siamo spesso affetti da malattie interiori che spesso sono peggiori di quelle fisiche. Spesso sono situazioni o persone che ci opprimono, spesso fragilità di noi stessi che non accettiamo, altre delusioni. Cristo è di fronte a noi e ci tende la mano, per guarirci dentro, dirci che la Sua Presenza può ricordarci che valiamo di più di queste cose, ne è della nostra dignità. Non giudica, ma tende la mano. E va oltre, alla ricerca sempre di altri a cui dare il bene. E noi? Puntiamo il dito per giudicare o tendiamo la mano? Davanti al bene rifiutato ci stanchiamo o continuiamo a diffonderlo e lottare per esso? Il bene può rovinare il male, ma solo se impara umiltà e tenacia.

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IL BENE PUO' ANCORA ROVINARE IL MALE

Una grande consolazione: il male ha un limite, è questo è il Bene. "Sei venuto a rovinarci?", cosi dice l'indemoniato a Gesù. Il male ha paura del Bene, sa che può rovinarlo. Ma quale bene? Il Bene vero, quello che come Gesù "parla con autorità", cioè un bene irreprensibile, che è concreto, non solo di parole ma di azioni. Questa vittoria forse non si vede sempre nell'immediato, ma ciò' non deve spingere il Bene a svendere se stesso, fare compromessi, perdere la sua essenza. In Cristo possiamo costruire la nostra autorità del Bene, cioè crearci quella spina dorsale capace di farci stare ritti davanti al male, certi che non avrà l'ultima parola.

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Chiamati a cambiare tutto, li dove siamo e come siamo

BUONA DOMENICA. Cristo ha scelto da solo di non fare nulla, di chiamare sempre uomini, come me e te, ad far esplodere questo messaggio del Vangelo. Cosa avrà di tanto eccezionale? Nulla se lo si intente con una semplicità estrema, e proprio questa semplicità in più campi, se attuata, diventa fascino e rivoluzione. Tutti possiamo, chi è sicuro di se e chi ha fallito. Non dobbiamo cambiare noi stessi, solo migliorarci, mettere ciò che siamo in un progetto di Amore più grande di noi. E'una sfida, una scommessa, una rivoluzione, è una vita nuova senza che te ne accorgi.

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I POVERI A MONTE NON CI SONO

Quando non sono a scuola o nella sede della caritas mi piace andare incontro alla gente, raggiungerla nei luoghi feriali, visitare gli ammalati. Tra la gente si ascoltano storie di 'periferia esistenziale' in attesa di resurrezione.
Oggi, ad esempio, ho visitato un'anziana, che con orgoglio mi ha detto che compirà 87 anni nel prossimo mese. Mi ha anche messo a parte che per vincere la solitudine e gli acciacchi dell’età ha dovuto affidarsi ad una badante.

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