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Le criticità della famiglia, spunti di riflessione e punti di vista a confronto  tra la chiesa, la politica ed oserei dire la realtà della vita vissuta, questo è ciò che è emerso durante il primo dei quattro incontri sulla famiglia organizzati dall'Azione Cattolica Diocesana.

Quotidianamente il tempio meraviglioso che siamo è minacciato dalla nostra fragilità, che ci svende e svilisce. Fragilità nostra, per cui compiano ciò che neache penseremmo, fragilità verso altri o da altri, per cui si mette in circolo negatività. Gesù dice che può distruggere e ricostruire. Un messaggio di speranza: nulla in noi è mai perso, nulla è mai svenduto. E' la Pasqua verso cui andiamo. Esistono tempi di pietra in cui rendere lode e il tempi più belli che siamo noi, con cui rendere lode nella società con bellezza, speranza e amore.

Ieri 2 marzo, presso l’aula consigliare dell’ex comunità montana del Gargano, si è svolta la presentazione della carta dei servizi della caritas 2015.

Alla presentazione, oltre che il direttore della caritas don Domenico Facciorusso sono intervenuti il sindaco Antonio di Iasio e S. E. il Vescovo della nostra diocesi mons. Michele Castoro.

Un nuovo fenomeno aggregativo è presente a Monte S. Angelo, il volto pubblico della carità, un uomo che ha fatto dell’accoglienza il suo ingresso a Monte S. Angelo, sta aggregando associazioni parrocchie e movimenti per diffondere il bene, Don Domenico Facciorusso il direttore della Caritas diocesana nonché parroco della chiesa del Carmine sta spostando l’attenzione della carità su un livello più alto e meno strumentalizzato. Intorno al mondo caritas di Monte S. Angelo gravitano a seconda delle esigenze non solo le parrocchie, che istituzionalmente sono attive in questo senso ma anche altre associazioni e movimenti, difatti oltre a CL(comunione liberazione), anche l’AGESCI di Monte S. Angelo cerca di fare la propria parte.

Dai dati della Caritas della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo emerge il quadro di un territorio malato ed  in certi casi anche in modo molto grave. Difficile è sostenere la speranza che, però, non manca di essere raccontata in forme diverse da un crescente volontariato, sempre più formato e appassionato, ma con meno risorse materiali.

1^ DOMENICA DI QUARESIMA: Nella frenesia quotidiana spesso ci sentiamo esplodere e vorremmo evadere su isole deserte. Ma perchè attendere di esplodere e non cercare attimi di DESERTO nella quotidianità? Momenti in cui fermarci e riflettere, leggerci, guardare a noi e alle cose e ordinarle. Bastano pochi minuti al giorno. Cosi possiamo vincere le TENTAZIONI, trasformarle in occasioni, per dire a noi chi siamo, vivere il bene verso gli altri. CONVERTIRSI a Dio, cercare la Sua Parola nel silenzio, confrontarsi per superare ciò che è male ci fa più uomini, ci riporta al profondo di noi stessi che spesso smarriamo.

Negli incontri tra persone sembra essere diventato un ritornello, quasi un cercare conforto dall’altro nel momento in cui con tanta amarezza si afferma: “Quanto male c’è nel mondo”. E se poi nel confronto “virtuale” ci si mette anche il Papa, allora,  bisogna proprio fare qualcosa: “Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti -ha scritto Francesco nell’annuale messaggio per la quaresima- che narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire”.

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