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Quando non sono a scuola o nella sede della caritas mi piace andare incontro alla gente, raggiungerla nei luoghi feriali, visitare gli ammalati. Tra la gente si ascoltano storie di 'periferia esistenziale' in attesa di resurrezione.
Oggi, ad esempio, ho visitato un'anziana, che con orgoglio mi ha detto che compirà 87 anni nel prossimo mese. Mi ha anche messo a parte che per vincere la solitudine e gli acciacchi dell’età ha dovuto affidarsi ad una badante.

Nasce Gesù alla periferia del mondo, tra gli ultimi e diseredati. Per trenta anni fa silenzio, vive la vita quotidiana, di ogni uomo, di tutti i giorni nella borgata di Nazareth. Alla sua prima uscita pubblica da adulto si mette in fila con i peccatori. Il messaggio è chiaro: la mia, la tua storia, gli sta a cuore, anche nelle parti peggiori; con la mia, la tua storia Gesù vuole fare rivoluzione di amore oggi, a partire dalla nostra quotidianità. Da un Battesimo di semplice acqua ad un Battesimo di fuoco, che ti entra dentro, dove decidi di cambiare, capace di rivoluzionarci e rivoluzionare.

 “Qualunque possa esserne la motivazione -ha affermato papa Francesco- la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile, la vita e la dignità di tutti vanno garantite e tutelate con decisione, ogni istigazione all’odio va rifiutata, il rispetto dell’altro va coltivato”.

Il lutto nazionale in Francia ed il gelo sceso in tutto il mondo per il feroce assalto al settimanale satirico, mette a tema la dura e giusta condanna dei terroristi assassini, ma anche la “stupidita editoriale” celata dietro alla “libertà di espressione” sancito dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani. In questi giorni il confronto si incentra su fanatici che sporcano il nome dell’Islam, a scapito della grandissima maggioranza di uomini  e donne mussulmane che professano in modo pacifico la propria religione, e la satira che avvolte sembra smarrire il buon senso, arrivando, nel nome della “libertà di opinione”, ad insultare decine di milioni di religiosi. E non solo mussulmani.

Quando nella nostra vita, pur sapendo tante cose, pur avendo tante esperienze, pur avendo decine di convinzioni indistruttibili, diventiamo disponibili a cercare ancora, farci domande, lasciarci interrogare, allora siamo diventati davvero grandi. Questa è la bellezza dei Magi: tre uomini sapienti, a cui altri uomini si rivolgevano per leggere gli eventi, da pazzi si incamminano per cercare imparare qualcosa da un Bambino che è Dio. Non solo Dio, ma manifestato nel più umiliante dei modi per loro. Quando cerchiamo, ci interroghiamo su felicità, amore, realizzazione, giustizia..in realtà stiamo cercando solo ciò che è impastato nel nostro DNA: DIO!!!

Venerdì 9 gennaio le Comunità ecclesiali di Monte Sant'Angelo parleranno di Famiglia. 

Alle ore 19.00, infatti, presso l'Auditorium "Beato Bronislao Markiewicz", si svolgerà un interessante incontro con Lucia Miglionico e Giuseppe Petracca Ciavarella: i due coniugi porteranno la propria testimonianza di partecipazione al Sinodo Straordinario sulla Famiglia e ne delucideranno i punti focali.

 La nascita di Cristo ha dato inizio al Cristianesimo, con esso una nuova visione del mondo e dell'uomo è entrata nella storia. La Sapienza che aveva creato il mondo ha deciso di mettere la tenda tra gli uomini, non dimora fissa ma tenda, capace di spostarsi dove si sposta l'uomo e aiutarli a leggere i suoi eventi. Con quale Sapienza noi leggiamo le cose che ci accadono e accadono intorno a noi cosi da trarne sempre costruttive conseguenze? Gesù ha ed è una Sapienza per leggerci e leggere il mondo.

La Santa Famiglia di Nazaret si dice sia un "modello", ma in cosa se a guardarla bene con occhi umani ha una situazione abbastanza irregolare: un figlio che non è del marito e non si sa da dove è venuto? Ma ci insegna una cosa: che tutto si deve guardare con occhi di amore, meraviglia e stupore. Aver accolto Dio, la sua volontà, la presenza di un bambino che aveva il sapore di infinito, li ha resi aperti ad ogni meraviglia, aperti con amore. Se non ci meravigliamo delle persone, delle loro singolarità, se non le amiamo in ciò che sono, comprese le fragilità, avremo sempre e solo occhi per giudicare. Ogni persona, ogni famiglia, ogni legame di affetto va guardato con occhi di stupore, come un dono. Solo questo sugardo è capace di compredere anche ferite e fallimenti e ci rende tutti meravigliosi.

È l’augurio che consegno alla comunità e che estendo ad ogni uomo o donna di buona volontà. Una malattia che vorrei -simpaticamente- “augurare” a tutti. Un virus ottimista che ravvivi il volto oscurato dai problemi che non mancano a nessuno.

Malati di speranza, appunto.

 Il primo pensiero è alla dignità graffiata dalla mancanza di lavoro, verso quanti, per portare il “pane a casa”, sono costretti a sostare, notte e giorno, davanti ai cancelli delle fabbriche per difendere il diritto al lavoro. Il rimando è ai pastori che vegliano nella Notte Santa. L’augurio è che non solo il lavoro non manchi a nessuno, ma che, soprattutto, non si affievolisca la voglia di cercarlo, la speranza di un annuncio inaspettato, come quello degli Angeli che invitano i pastori alla grotta di Betlemme.

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