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Dove decide Dio di nascere? In una stalla puzzolente di letame di animali, un luogo lontano da ogni dignità umana. Simbolo dei luoghi in cui la nostra umanità spesso si riduce. Egli viene per farci recuperare la nostra bellezza di uomini. Allora il vero Natale non ha nulla a che fare con le sdolcinature di cui l'abbiamo riempito, ma ci riporta a ciò che siamo: uomini creati e amati da Dio. Ci impone di ripensare il nostro essere uomini e fratelli tutti insieme con maggiore essenzialità e poche chiacchiere, fatti concreti. Buon Natale senza chiacchiere, ma con essenzialità.

 BUONA DOMENICA. Dio ha detto il suo "SI" di Amore sul mondo e su noi uomini. Lo ha creato, ha penato e sudato nei secoli per custodirci con la bellezza che Lui ci ha dato, nonostante la nostra fragilità e disubbidienza. Ha deciso di umiliarsi, per amore, mettendosi accanto a noi come uomo, per darci un esempio umano. Per far ciò ha scelto degli uomini. Una catena di amore nei secoli. Sceglie anche noi, anche te. Dal suo "SI" tutti i nostri "SI", non uomini perfetti, ma uomini capaci di fidarsi e dire "SI". I nostri progetti ci chiede di inserirli nei Suoi, non di cambiarci totalmente, ma di insirerire il nostro fragile progetto di vita nel suo progetto e farne un dono per Lui, per noi, per tutti.

 Ad un certo punto della storia arriva Giovanni Battista, in una società abituata ed addormentata su se stessa. Arriva, urla, scuote. La novità stava arrivando, la rivoluzione di Gesù, era un occasione per l'uomo, bisognava svegliarsi e farsi trovare pronti. Battezza con acqua per preparare il fuoco di Gesu'. Ed oggi? Come dorme questa società? A cosa ci siamo abituati tanto da non scandalizzarci più del male? Ci siamo noi, non abbiamo meno dignità di Giovanni Battista. Noi, io,tu, possiamo essere l'occasione nuova per cambiare le cose, per lavare il mondo li dove siamo, senza ambizioni inutili ma con concretezza. L'occasione della novità c'è sempre, la rivoluzione di Dio può ancora cambiare questa storia segnata da pessimismo, l'uomo può ancora riprendere se stesso con dignità, amore, giustizia, fraternità, figliolanza amorosa con Dio.

Come avviene da diverso tempo, anche quest’anno la gioia e l’amore arriverà nella nostra Zona Daunia da Betlemme, attraverso una fiammella.

Una marea blu, inonderà la stazione di Foggia nella prossima settimana, uno tsunami di gioia attraverserà tutta l’Italia per raggiungere la nostra terra.

Come tante altre città e zone d’Italia, anche la nostra zona  sarà abbagliata  dalla luce di Betlemme o detta anche Luce della Pace. Che poi verrà distribuita  in ogni chiesa o luogo dove i singoli gruppi lo riterranno opportuno.

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO: La vita non è una sala di attesa verso la morte: Il vangelo ci ricorda oggi un verbo "rivoluzionario" e poco di moda oggi, il verbo "Vegliare". Cosa significa se non "stai sveglio, non ti addormentare". Il Vangelo non è per gli addormentati, ma per coloro che vogliono rivoluzionare se stessi e il mondo. Stare attenti a rivedere le proprie priorità, stare attenti a capire a cosa e chi affidiamo la nostra vita e la felicità, a chi diamo l'autorità di avere voce in noi. Svegliarsi, non andare avanti con il "cosi ho sempre fatto, o cosi fanno tutti". La vita non è una sala di attesa verso la morte, vivendo alla giornata, la vita è un progetto di amore da costruire, stando vigili e attenti.

“Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo” (Is 35,1). Così ci esorta Isaia, uno dei profeti che, ogni anno, ci accompagna durante il periodo di Avvento. Ma come rallegrarci in un tempo così ricco di incertezze, di ansie e di paure per l’oggi e per il futuro?

 Purtroppo anche oggi, come ai tempi dei profeti, ci sono molte valli da colmare e molte colline da spianare. Ci sono innumerevoli bugie da smascherare e tanti vuoti da riempire. Molte ferite da guarire e molti cuori spezzati da lenire. Ci sono mani infiacchite da rinsaldare e animi turbati da orientare, affetti da riordinare e tanti tipi di relazioni da ricucire.  

Ieri sera nella bellissima cornice della chiesa di San Francesco a Monte S. Angelo, don Domenico Facciorusso ha presentato il Vangelo di Marco che ci accompagnerà in questo anno liturgico.

È già il secondo anno che questa chiesa ospita un incontro che sembra sempre più interessare, vista la partecipazione  aumentata rispetto all’anno scorso. Ha dare il benvenuto ai presenti ci ha pensato la signora Maria, Presidentessa di AC della parrocchia ospitante, mentre Giovanni Gatta coordinatore cittadino di AC ha voluto ringraziare tutti per la partecipazione compreso le associazioni che hanno aderito all’invito come l’AGESCI che anche quest’anno non ha fatto mancare la propria presenza all’evento. Interessante è stata la testimonianza   di Michelangelo D'Argenio locale comandante della caserma dei carabinieri, che ha portato il suo vissuto quotidiano come uomo di stato ma anche come fervente cattolico, una testimonianza che ha interessato in tanti poiché è inusuale vedere ad un incontro di presentazione dei vangeli, laici che portano il loro vivere cristiano giornaliero, ma tanto inusuale da diventare molto più credibile, poiché è Dio che vive costantemente nella nostra vita quotidiana e non ci si può limitare alla lettura di un libro.

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