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Ed eccoci alla “prima candelina”, al primo anno di “parrocato” a Monte Sant’Angelo. Un anno speso nel conoscere il “potenziale” umano della comunità a me affidata, ma anche nel celebrare la “liturgia della strada”. Così oggi, ad un anno, la città di San Michele ha per me tanti “volti”, quelli della gente che il buon Dio mi ha fatto incontrare. Diversi vissuti umani: periferie esistenziali oscurati dalla delusione e angoscia del momento presente; e persone abitate dal desiderio di ravvivare la speranza col proprio mettersi in gioco.

"Gli ultimi saranno i primi" non è un augurio agli sfigati, ma uno stile di vita. Dio sembra un sindacalista senza esperienza, paga a tutti uguale, anche se lavoriamo diversamente.È rivoluzione di amore. Io che sono primo, ho capito come impegnarmi meglio, non devo essere geloso e invidioso dei nuovi arrivati. Il dono di essere primo deve aprirmi ad aiutare gli altri a raggiungere uguali obiettivi.

“Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio” (Proverbio africano)

     In questa settimana in molti paesi della nostra diocesi riprende la scuola. Voglio cogliere questa occasione per rivolgere a quanti operano in essa – alunni, docenti, dirigenti, e personale amministrativo, - un pensiero di augurio, indicando quattro priorità fondamentali. 

Domenica 14 Settembre: Festa dell'Esaltazione della Croce. Perché la esaltiamo? Siamo la religione dei frustrati e doloranti? No, la esaltiamo non per il dolore che provoca ma per la prova di Amore che è, nuovo e rivoluzionario. L'amore sofferto è prova di amore. la croce è per uomini maturi, capaci di non tirarsi indietro, capaci di coraggio. Guardiamoci intorno, dove possiamo scegliere di amare sino in fondo? Ecco la mia riflessione video:

Noi siamo gli ingredienti per la meraviglia del mondo. Credi sempre in ciò che sei, anche nel poco che hai, nelle fragilità che hai. Il tutto di noi può divenire seme per meraviglie. Mettiamo a disposizione con cuore il poco che siamo, a disposizione di Dio, degli altri. Diverrà amore. Trattenere per se ci rende ancora più fragili.

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