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        La firma del Protocollo di intesa fra i Siti UNESCO della Puglia e della Basilicata, riguardante i Comuni di Monte Sant’Angelo, Alberobello, Andria e Matera, avvenuta il giorno 10 Maggio 2018, alla presenza dei loro Sindaci, Pierpaolo d’Arienzo, Michele Longo, Nicola Giorgino e dell’Assessore al Patrimonio UNESCO Città di Matera Paola D’Antona, sancisce un percorso iniziato nel 2013 e che oggi si conclude attraverso la presenza fattiva del Governatore del Distretto 2120 del Rotary International Giovanni Lanzillotti. Un significato altamente simbolico e nello stesso tempo culturale, in quanto mette in rilievo, nella sua globalità e nello stesso tempo nella sua complessità, le culture e le civiltà di due Regioni, quali sono la Puglia e la Basilicata. Culture che vanno dal Tardoantico, fino all’età moderna, dalla

Monte Sant’Angelo: Santuario di San Michele

presenza  dei Longobardi in Italia Meridionale, attraverso il culto di San Michele , e la civiltà medievale, legata a Federico II attraverso Castel del Monte, per poi mettere in rilievo l’intero percorso della civiltà contadina pugliese  e lucana, rappresentata dalla Città di Alberobello con i suoi trulli,  e dall’altra parte il patrimonio  storico-architettonico di Matera, diventata, da “vergogna d’Italia” degli anni Cinquanta, a Capitale Europea di Cultura nel 2019. Un percorso di civiltà e di culture che oggi ha bisogno  di essere conosciuto, ma soprattutto valorizzato e conservato nella sua valenza culturale, ma soprattutto come inizio di un nuovo percorso legato allo sviluppo locale dei quattro siti UNESCO. In questo senso la firma dei rispettivi Sindaci suggella tale riconoscimento, ma soprattutto sprona le loro comunità e i rispettivi Sindaci a intraprendere delle azioni che valorizzare il


Andria: Castel del Monte

loro patrimonio storico-culturale, in una rete di scambi culturali e di nuove progettualità legata ai  loro territori. Ma vediamo da vicino che cosa oggi rappresentano tali Siti, denominate le “sorelle d’Unesco”, di cui i Sindaci, con la loro firma, hanno sancito il Protocollo di intesa. Da un punto di vista politico-culturale il Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, ha voluto sottolineare che l’Amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo “continua  a creare reti,  a progettare con partner importanti come i Siti UNESCO di Puglia e Basilicata, le nostre sorelle, al fine di sviluppare strategie congiunte di promozione e valorizzazione dei nostri patrimoni artistici, culturali, naturali e monumentali e il riconoscimento UNESCO ci mette tutti di fronte ad una grande responsabilità di tutela, gestione e valorizzazione, una responsabilità, appunto, che deve essere condivisa anche con la Regione al fine di mettere a punto tutti gli interventi necessari per rendere i nostri patrimoni un importante motore di crescita culturale e turistica dell’intero territorio. Siamo particolarmente orgogliosi e felici che il festival Michael sarà l’occasione per estendere questo protocollo d’intesa al meraviglioso sito Unesco della Basilicata, Matera, che, nel 2019, sarà Capitale Europea della Cultura. Di fronte a sfide globali è necessario avviare percorsi comuni per promuovere al meglio i nostri siti”.

Monte Sant’Angelo, oggi, rappresenta la Città dei due Siti UNESCO, per la presenza della civiltà longobarda, all’interno del Santuario di San Michele, diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2011, nell’ambito del sito seriale  Italia Langobardorum, insieme ad altre realtà similari rie, come Brescia, Spoleto, Campello sul Clitunno, Castelseprio, Civitale del Friuli, Benevento e Monte Sant’Angelo, e delle vetuste faggete della Foresta Umbra, il cui territorio cade in massima parte in quello di Monte Sant’Angelo. Un patrimonio dalle due dimensioni culturali: quello storico e quello ambientale.  Luoghi emblematici della civiltà europea e nello

 

 Alberobello: I trulli

stesso tempo mediterranea, legati alla città di Monte Sant’Angelo di cui il Santuario di San Michele rappresenta l’elemento di unione di due mondi: quello orientale, legato alla civiltà bizantina e quello occidentale, legato alla civiltà longobarda. E il Santuario di San Michele, quale espressione del pellegrinaggio cristiano,  ne conserva ampie testimonianze, non solo sul piano delle iscrizioni latino-barbariche, quanto da un punto di vista strutturale ed architettonica.

Andria, con Castel del Monte,  rappresenta la civiltà medievale, legata alla presenza di Federico II (1194-1250), in terra pugliese. Una figura di grande rilievo storico-culturale, oltre che politico, in quanti ha saputo incarnare lo spirito di autonomia fra politica e religione, in una nuova idealità che ponesse sullo stesso piano, in maniera inclusiva, il modo occidentale e il mondo orientale, la civiltà latina, legata alla Chiesa e la civiltà bizantina, legata all’Islam e quindi al mondo arabo. Due mondi, spesso, antitetici e contrapposti, ma che hanno saputo, poi, in definitiva,  creare le basi per la civiltà europea e quindi occidentale. Castel del Monte rappresenta l’unione e la summa di tali mondi, come emblema del genio dell’uomo e della sua sfida nel campo dell’architettura e dell’ingegneristica, ma anche come emblema di una nuova spazialità fatta di scienza e di tecnica. Federico II, uomo politico, e nello stesso tempo uomo di scienza, rappresenta un esempio di totale integrazione fra le diverse culture dei popoli e delle loro civiltà.

Alberobello rappresenta la civiltà contadina e quindi la civiltà  mediterranea, in una duplice veste: come espressione del genio creativo dell’uomo, per quanto riguarda l’architettura, ma soprattutto per il legame fra l’uomo e il suo territorio, fra l’uomo e la sua terra, fra l’uomo e le proprie origini. Un legame stretto di identità e cultura, all’insegna della condivisione sociale ed economica.

Matera, invece, rappresenta il riscatto di una città, ma soprattutto il riscatto del Mezzogiorno. Una città che, in questi ultimi anni, attraverso il riconoscimento dei suoi Sassi da parte dell’UNESCO nel 1993, ha saputo riscattarsi e a creare le basi per il suo sviluppo e la sua crescita. Una città, come ha osservato  l’Assessore al Patrimonio UNESCO Città di Matera, Paola D’Antona, polivalente e pluridimensionale, per le sue ricchezze intrinseche e per le sue potenzialità storico-culturali legate al suo territorio

 

Matera: I Sassi

I quattro Siti UNESCO, quindi, con la firma del Protocollo di intesa, devono offrire degli indicatori importanti per il turismo pugliese e di quello della Basilicata, tale da proporre in maniera qualificante gli aspetti più belli di essi nell’ambito di un turismo di qualità. Certamente tutto ciò è l’inizio di un percorso che vede in primo piano le Amministrazioni comunali, ma anche la Regione Puglia e la Regione Basilicata, e con esse le Agenzie turistiche e gli operatori, le categorie legate al turismo e al mondo del commercio, oltre che a quello prettamente culturale. È una sfida che richiede però tanta capacità di far rete e di impegnarsi al massimo, coinvolgendo anche e soprattutto la popolazione locale, affinché prenda coscienza del proprio patrimonio culturale, legato ai propri beni non solo materiali, ma anche a quelli immateriali, come la gastronomia e le tradizioni. Il riconoscimento dell’Unesco è un grande traguardo, ma tutto ciò non basta, se esso non viene accompagnato da una cura costante e vigile del proprio patrimonio, che deve essere inteso come qualcosa che ci appartiene e in cui ognuno di noi si riconosce, espressione del nostro passato e quindi della nostra identità, che è ciò di cui siamo fatti e di cui ognuno di noi deve essere orgoglioso.

GIUSEPPE PIEMONTESE

Società di Storia Patria per la Puglia