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Yan Galton, Pierpaolo D’Arienzo, David Nicholas.

Una giornata storica per Monte Angelo e l’Europa, la sottoscrizione della firma del gemellaggio fra Monte Sant’Angelo e Mont Saint-Michel, avvenuta nella suggestiva sede del Castello, alla presenza di personalità locali, regionali e internazionali, fra cui il Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo, il Sindaco di Mont Saint-Michel, Yan Galton,  l’Assessore al Bilancio della Regione Puglia, Raffaele Piemontese e del Responsabile del Dipartimento turismo e cultura della Regione Puglia, il dott. Aldo Patruno, e tanti altri, che hanno illustrato attraverso i loro interventi, il significato del gemellaggio e quindi del culto micaelico e i numerosi insediamenti che sono sorti lungo i grandi itinerari della fede e che oggi rappresentano i percorsi su cui fin dalla Tardantichità si è svolto il pellegrinaggio cristiano. Itinerari di fede, ma soprattutto di cultura, la stessa che ha determinato la nascita e lo sviluppo della civiltà europea e che ha creato la base per l’unità politica dell’Europa. Itinerari come la Via Francigena, la Via Romea, il Cammino di Santiago di Compostela in Spagna, la Strada per Gerusalemme, e infine la Via Micaelica o Via Sacra Langobardorum, le cui caratteristiche oggi sono state illustrate in maniera approfondita  grazie al gemellaggio fra Monte Sant’Angelo e Mont Saint-Michel. Gemellaggio che viene a seguire l’altro gemellaggio della Via Micaelica, come la Sacra di San Michele in Valle di Susa a Torino. Santuari che costituiscosno quella Linea Sacra di San Michele, che attraversa l’intera Europa, dall’Irlanda fino alla Terrasanta. Una Linea Sacra di  cui il protagonista è l’Arcangelo Michele che, attraverso le sue Apparitiones, ha voluto  sancire, con la spada di fuoco, la sua presenza.

La Linea Sacra di San Michele.

Presenza che per prima si ebbe sul Gargano alla fine del V secolo in una grotta, che diventa la sede primigenia del culto micaelico in Occidente. Un culto sorto sul Gargano attraverso le Apparitiones del toro, della battaglia fra Greci-Napoletani e Longobardi e della dedicazione. Un culto che affonda le sue radici nell’Oriente bizantino, ma che diventa universale attraverso la nascita del culto in Occidente, con sede a Monte San’Angelo sul Gargano. E da qui la luce angelica si espande in tutta Europa, attraverso i suoi numerosi insediamenti micaelici che avranno come sede principalmente i luoghi elevati, montagne, grotte, la presenza dell’acqua, tutti elementi di grande rilevanza simbolica, che rappresentano l’aspirazione dell’uomo verso il divino e l’ansia di purificazione. Ma soprattutto il culto micaelico diventa europeo attraverso la presenza di vari popoli, fra cui i Bizantini, i Longobardi, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, che diffonderanno il culto micaelico in ogni angolo del mondo.

Oggi, con il gemellaggio fra Monte San’Angelo e Mont Saint-Michel, si vuole suggellare un patto di amicizia, che ha un grande valore storico-culturale oltre che spirituale, che nasce da una medesima fede e da una stessa cultura, che è quella europea. Fede che è sinonimo di spiritualità ma anche di cultura, la stessa che ha reso grande l’Europa occidentale, attraverso il pellegrinaggio, come mezzo di salvezza e di avvicinamento a Dio. E il Santuario di San Michele sul Gargano, così come Mont Saint-Michel in Normandia, e la Sacra di San Michele in Valle di Susa a Torino, rappresentano l’essenza stessa del culto micaelico in Europa, l’essenza dell’uomo pellegrino alla ricerca del divino. Quindi una

Francia, Normandia, Mont Saint-Michel.

Europa della fede e della cultura, che diventa tale grazie anche alla diffusione del culto micaelico, e del suo significato più profondo che è quello di ricerca del divino attraverso i segni e la fede dell’Homo Viator. E questo patto di amicizia e di fede fra i tre santuari micaelici più importanti della cristianità europea sta a rappresentare il ritorno alle origini stesse del pellegrinaggio micaelico, là dove la montagna, la grotta, la roccia, l’acqua, rappresentano le stesse caratteristiche dei tre santuari. Un ritorno alle radici e quindi alla identità culturale e spirituale dell’Europa, che si riconosce nella fede cristiana. La stessa che oggi si vuole rinnovare e tramandare alle giovani generazioni. In questo senso la sottoscrizione del gemellaggio fra i santuari di Monte Sant’Angelo e di Mont

Italia, Torino, Sacra di San Michele in Valle di Susa.

Saint-Michel, rappresenta non solo un punto di arrivo, ma soprattutto un punto di inizio, in quanto l’evento rappresenta un messaggio di pace e di profonda amicizia fra due comunità, fra due nazioni, l’Italia e la Francia. Un evento atteso da più di 40 anni, da quanto lo studio del culto micaelico è stato posto al centro dell’attenzione dell’Università di Bari, attraverso l’istituzione del Centro Studi Micaelici e Garganici, fondato dal Prof. Giorgio Otranto. Ma anche grazie ai numerosi studi e ricerche degli storici locali, fra cui il Prof. Giuseppe Piemontese, il Prof. Marco Trotta, il Prof. Michele d’Arienzo, Soci Ordinari della Società di Storia

Italia, Monte Sant’Angelo, Santuario di San Michele.

Patria per la Puglia, i quali hanno avuto un importante ruolo nel far conoscere, con le loro opere,  il culto micaelico e  gli itinerari  che collegavano fra loro i numerosi insediamenti micaelici sparsi in tutta Europa. Lavori e ricerche che hanno avuto sempre come scopo non solo la conoscenza e la diffusione del culto micaelico, quanto la scoperta delle nostre radici spirituali e culturali. In questo senso gli studiosi locali, di cui bisogna ricordare soprattutto Francesco Paolo Fischetti,  hanno per primo decifrato e divulgato l’importanza  del culto micaelico al tempo dei Longobardi, la loro storia e la loro presenza attraverso le numerose iscrizioni latine e germaniche. Segni devozionali che hanno permesso, nel 2011, il riconoscimento del Santuario di San Michele in Monte Sant’Angelo quale Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Segni e tracce longobarde che oggi fanno parte della cultura non solo meridionale, ma europea, quasi come un libro di pietra da cui ricavare la storia di una comunità, di un popolo, di una Città, quale è stata e lo è tuttora, Monte Sant’Angelo. Quindi segni tangibili di storia e di cultura, che sono stati fatti conoscere attraverso Giorgio Otranto e altri studiosi, in tutta Europa, la stessa che ha subito il fascino dell’Arcangelo Michele, tanto da dedicarvi  santuari, monasteri, chiese, cappelle, oratori, sparsi in tutto il mondo cristiano.  Quindi Monte Sant’Angelo e Mont Saint-Michel come luoghi aperti verso il mondo, da cui nasce l’Europa dei camminamenti, che, attraverso la Via Francigena del Nord e la Via Francigena del Sud, vuole allargare  il loro percorso verso la Terrasanta e quindi verso Gerusalemme. In questo grande percorso, la Via Micaelica o Via Sacra Langobardorum rappresenta il trait d’union fra l’Occidente latino e l’Oriente bizantino-islamico. Un grande itinerario della fede e della cultura, che possa unire, in un unico patto di amicizia, popoli e civiltà diverse. E il gemellaggio fra Monte San’Angelo e Mont Saint-Michel rappresenta l’emblema di mondi diversi, ma uniti dalla fede e dalla cultura per l’Arcangelo Michele. Un evento, quello del gemellaggio, che non è solo estemporaneo, ma esso affonda le proprie radici in quella che è l’identità stessa dell’Europa, basata sull’unione di popoli, ma soprattutto sulla sua profonda fede cristiana. In questo senno Monte Sant’Angelo oggi rappresenta un ponte verso l’Europa, un luogo di fede, di spiritualità, di cultura, di tradizioni, di cui l’Arcangelo Michele e il suo Santuario rappresentano l’anima e l’identità di un luogo, di una città, e soprattutto di una comunità.

                                                    GIUSEPPE PIEMONTESE
                                             Società di Storia Patria per la Puglia