PER UNA NUOVA SVOLTA AMBIENTALE AL FINE DI RIDURRE L’INQUANAMENTO

di GIUSEPPE PIEMONTESE

 In questi ultimi anni ho frequentato assiduamente la Biblioteca Comunale, con incontri quotidiani sia con i responsabili bibliotecari, sia con tanti giovani universitari, che frequentano ogni giorno la sede, avendo spesso con loro degli scambi culturali su questioni inerenti la situazione generale dell’Italia e del mondo, ma soprattutto sulla situazione locale, con discussioni e confronti su determinati argomenti, fra cui la valorizzazione dei Beni culturali, la Rigenerazione Urbana Sostenibile, la situazione attuale del Centro storico, la salvaguardia dei Palazzi signorili, la mancanza di lavoro e, quindi, il fenomeno dell’emigrazione dei nostri giovani, che secondo lo Svimez dal 2000 hanno lasciato il Sud più di 2 milioni di giovani, l’inadeguatezza della politica, come elemento di salvaguardia dei diritti dei cittadini a soddisfare le proprie esigenze, ma soprattutto la necessità di collegarsi al proprio territorio, da un punto di vista storico-economico, con riferimento alle sue potenzialità per fini economico-culturali. Il tutto nell’ambito di una reale partecipazione della gente alla vita socio-politica del paese. Partecipazione che, secondo noi, presuppone il senso di appartenenza, ma soprattutto l’acquisizione di competenze nei vari campi che cui oggi la società ha bisogno.

Di tutto questo, uno dei problemi che discutiamo più di frequente è quello dell’utilizzo dell’energia pulita in campo sociale ed economico. Tema che, purtroppo, ancora non viene affrontato nei giusti termini, ma soprattutto non viene recepito dalla volontà politica e soprattutto dalla imprenditorialità in generale. Il discorso riguarda soprattutto l’utilizzo della tecnologia legata all’energia alternativa, che può essere ricavata attraverso il metodo dell’elettrolisi dell’acqua e, quindi, attraverso il “metodo dell’ossidrogeno”, di cui si incomincia a parlare in determinati settori scientifici, anche se in maniera non ancora legato all’utilizzo concreto di tale tecnologia. Tutto questo può essere collegato all’uso che si può fare nel settore del riscaldamento per le abitazioni, ma anche nel settore dell’industria elettrica e delle macchine. A tale riguardo vi sono determinati siti che hanno come oggetto l’utilizzo di queste nuove tecnologie, legate al risparmio energetico. Siti che presentano nuove aziende che danno nuove risposte al problema dell’inquinamento atmosferico prodotto da CO2. E a tale proposito si parla di caldaie a idrogeno per la produzione di energia elettrica, di acqua calda sanitaria e da riscaldamento con un ottimo rapporto prezzo/prestazioni, circa 0,01 €/kWh. La novità è l’utilizzo di idrogeno, in un processo che si chiama “ossidrogeno”. Cioè le tecnologie dell'idrogeno sono tecnologie collegate all'economia dell'idrogeno e ai diversi metodi di creazione, immagazzinamento e trattamento dell'idrogeno. Le tecnologie dell'idrogeno possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione del mutamento climatico e nella creazione di energia pulita per vari utenti. La produzione di idrogeno è comunemente attuata dagli idrocarburi e dai combustibili fossili attraverso un processo chimico. L'idrogeno può anche essere estratto dall'acqua attraverso produzione biologica nelle alghe bioreattori, o utilizzando l'elettricità (via elettrolisi) o calore (per termolisi).

La scoperta e lo sviluppo di metodi meno costosi per la produzione su vasta scala di idrogeno accelererebbe lo sviluppo di un'economia a idrogeno. Con l'elettrolisi non sono necessari prodotti fossili, potendo così produrre l'idrogeno con energia elettrica da qualsiasi fonte. In quella che viene chiamata "Economia dell'Idrogeno", la produzione di questo gas avviene grazie a fonti rinnovabili così da ottenere nuova energia pulita e rinnovabile. L'elettrolisi dell'acqua è un metodo semplice per produrre idrogeno, e da esso produrre energia. Alla base di tale processo tecnologico vi è il concetto di Etica e di salvaguardia dell’ambiente, valori che rafforzano l’aspetto umanitario e sociale. Certamente tale metodo non esclude altri come l’utilizzo dei pannelli solari, né impedisce di utilizzare anche le pale eoliche, specie là dove la zona è attraversata da forte correnti d’aria, come in montagna.

Tutto questo dovrebbe indurre i Comuni ad adottare nel loro piccolo tali tecnologie alternative per produrre energia pulita e, quindi, riscaldamento ed energia elettrica. Il Comune di Monte Sant’Angelo potrebbe essere uno dei primi comuni virtuosi ad utilizzare tale tecnologia e, quindi, risparmiare un sacco di soldi. Del resto l’utilizzo di tale metodo dovrebbe servire specialmente a riscaldare gli edifici pubblici, il Comune, le Scuole, le Biblioteche, i Musei, le Palestre, senza inquinare l’ambiente e riducendo così il costo di produzione. Inoltre il motore a idrogeno potrebbe servire anche per essere utilizzato dai bus e dalle macchine pubbliche del Comune. Se ciò avvenisse il Comune di Monte Sant’Angelo potrebbe essere il primo Comune virtuoso per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e quindi incomincia a lottare contro il surriscaldamento della Terra. Purtroppo tutto questo viene ostacolato da pregiudizi di parte e da ignoranza da parte di determinate categorie. Inoltre viene ostacolato dai poteri forti legati ancora all’utilizzo dell’energia sporca, come il carbone fossile, il petrolio, il metano e i vari gas in generale.

Ormai dobbiamo prendere coscienza che non possiamo ancora continuare su questa strada, utilizzando in maniera intensiva le fonti energetiche che inquinano. Dobbiamo invertire la rotta, se non vogliamo che fra qualche decennio la situazione del surriscaldamento ambientale divenga irreversibile, in un processo di distruzione dell’ecosistema, ma soprattutto di distruzione di gran parte delle terre emerse, in quanto esse verrebbero sommerse dalle acque e rese aride da un processo di continua desertificazione.

Bisogna partire da piccole realtà, fra cui i paesi minori, per giungere a grandi realtà, fra cui le grandi città e le metropoli, per iniziare un processo di grandi trasformazioni dell’ecosistema, salvaguardando la biodiversità, ma soprattutto la sostenibilità ambientale. Bisogna contrastare o fermare il processo involutivo dell’antropocentrismo, e creare le premesse per uno sviluppo sostenibile, ma soprattutto per un ecocentrismo che abbia a cuore la salvaguardia della Natura, ma soprattutto la sopravvivenza della specie umana.

GIUSEPPE PIEMONTESE
Società di Storia Patria per la Puglia

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