Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Per continuare la navigazione,  clicca sul pulsante per chiudere.

Ancora novità sul fronte delle ricerche e degli studi intorno ai dolmen e ai menhir di Monte Sant’Angelo individuati e scoperti dall’architetto Raffaele Renzulli circa vent’anni fa, vale a dire già nel 1997, quando Renzulli ebbe l’intuizione che quelle rocce così suggestive potessero essere davvero dei dolmen e menhir ovvero dei megaliti (monumenti religiosi e orologi solari), nei pressi dei quali, in epoca neolitica, venivano praticati riti religiosi in onore del Dio Sole, la divinità preistorica verso la quale si offrivano sacrifici umani e animali. “Dopo le ipotesi sui “Riti del Sole”, iniziamo quelle sugli allineamenti tra i diversi dischi del sole – scrive Renzulli nel suo ultimo studio scientifico di cui dà notizia a noi del Giornale di Monte – dischi che riproducono nella forma il sole, fonte di vita sin dall’era preistorica e oggetto di venerazione da parte delle popolazioni stanziate nei pressi del Gargano già in età neolitica. In primo piano dolmen, menhir, speroni e camminamenti particolari, tutti in qualche modo correlati fra loro con un unico punto definito e fermo: il sole, verso il quale questi monumenti megalitici sono in qualche modo collegati perché dedicati proprio a questa entità divina in onore della quale si compivano riti religiosi già in epoca assai risalente. Nei giorni dell’ equinozio di Primavera – rende noto Renzulli – mi sono recato nel sito dolmenico, in compagnia del professor Furii, per studiare i dischi solari da me portati alla luce, rinvenendo un disco che ho ribattezzato “Lo scudo” perché ha la forma di uno scudo con un diametro di circa 4 metri, sulla cui superficie s’intravvedono forse delle coppelle e altri segni, tutti da interpretare. Oltre al sito dolmenico individuato negli anni scorsi sono stati individuati altri luoghi vicini al sito dolmenico in cui si può notare la presenza di dischi solari in tutto simili a quello del Galluccio, ed inoltre, dolmen, grotte e strutture murarie particolari, oggetto di studio ed immortalati dalle fotografie di Renzulli. Si tratta di dischi di pietra lavorata di cui alcuni di recente scoperta intercettanti i raggi solari, ed orientati quasi tutti in direzione sud-sudovest. Uno di questi dischi è a forma di fiore, avente la forma di un “Girasole” com’è stato denominato, perfettamente circolare, composto da sei conci litici triangolari e uno centrale, orientato verso sudovest, costituente un bellissimo megalite molto lavorato ed unico nel suo genere. “Giorno per giorno, guardando il sito de “La Valle dei dolmen”, - scrive Renzulli nel suo intervento - vengono individuati sempre più megaliti posizionati e lavorati dall’uomo preistorico come i dischi del sole, i menhir, i dolmen, grotte e strutture murarie particolari, fotografati sin dal lontano agosto 2008. Questo ulteriore sito sembra anch’esso un luogo sacro dove ipoteticamente si svolgevano riti, un sito tutto da studiare che sembra ancora tutto intatto e di una enorme complessità, separato soltanto da una dorsale e a poche decine di metri dal sito dolmenico precedentemente individuato, analizzato e portato all’attenzione della comunità scientifica. Questa sarebbe davvero una nuova scoperta che potrebbe significare l’estendersi di un’area cultuale ancora più vasta, punto di aggregazione di varie comunità in rapporto alle caratteristiche geografiche della montagna garganica”. Sono stati rinvenuti inoltre altri dolmen e menhir quasi tutti di forma circolare a dischi solari, orientati, come detto, verso sud-sudovest ed in particolar modo è stato individuato un megalite sferico sulla sommità della dorsale che divide le due zone, un megalite che potrebbe essere un ulteriore simbolo solare o un segnacolo. “Questo ulteriore complesso megalitico individuato mi rafforza nella convinzione – scrive Renzulli a conclusione del suo studio - di procedere con le indagini e l’osservazione analitica del territorio ma anche nella ricerca dei collegamenti con gli altri ambienti già individuati e descritti, per capire meglio la vastità del sito e la sua valenza per i nostri più antichi progenitori”. Intanto sembra che entro il 19 giugno si potrà usufruire di un bando regionale per sfruttare i finanziamenti concessi a favore della valorizzazione e tutela dei Beni culturali rientranti nella sfera di competenza della Regione Puglia, un finanziamento che per il 60% è a carico dell’ente regionale e per il restante 40% a carico dell’ente comunale o del privato che intende iniziare, come nel nostro caso, una campagna di scavi archeologici già preventivata dai ricercatori della Università “Sapienza” di Roma e che costerebbe non più di 25 mila Euro. Ma l’amministrazione comunale entrante, venuta fuori dalle elezioni comunali, non si insedierà che fra una decina di giorni (termine a quo ovvero termine dilatorio) anche se potrebbero passare altri venti giorni (termine ad quem ovvero termine perentorio) prima che si formi la nuova Giunta (voci di corridoio indicano nel giorno 26 giugno quello dell’insediamento). Per questo motivo, atteso che non c’è più tempo, occorrerebbe attendere il prossimo bando che la Regione Puglia vorrà redigere e pubblicare.

Matteo Rinaldi

Allineamento-Sole.pdf

RelazProfGaspani-1.PDF

Prof.-Elio-Antonello.pdf