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Sembra paradossale, ma accade. A Monte Sant’Angelo, un paesino arroccato sul Monte Gargano, famoso per la Grotta dell’Arcangelo Michele, meta di milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, con poco meno di 13mila anime in attesa di una stabilità politica sottratta da un Governo politicamente scorretto nei confronti di amministratori intenti al bene comune ma con accuse infondate e, purtroppo, alla pari di quelle di Mafia Capitale, secondo la presidente Bindi e il suo “entourage foggiano” in prestito a Montecitorio, il servizio portalettere di Poste Italiane funziona a intermittenza.

Tutti sappiamo che i tagli economici tagliano servizi specie laddove gli abitanti sono al di sotto dei 15mila abitanti. La Capitanata malauguratamente è una fucina sempre attiva per questi tagli, in particolar modo i Piccoli Comuni dei Monti Dauni. Questa volta è toccato ai paesi del Gargano e Monte non ne è stata esente. Eppure il comune garganico pullula di turisti, ospita eventi internazionali e set cinematografici, offre ospitalità a milioni di pellegrini che si recano ai piedi di chi secondo la religione cattolica ha liberato il mondo dal male. Ma questo a Poste Italiane non interessa. Certo, le aziende si gestiscono anche con tagli che dovrebbero corroborare le finanze interne per migliorare servizi e aspetti contrattuali, ma dovrebbero tener conto delle peculiarità locali.

Secondo voi in un paese dove i servizi postali devono (non dovrebbero) soddisfare le richieste non solo dei cittadini ma anche quelli di locali ricettivi per turisti, è giusto parcellizzare il servizio dei portalettere?

Per onestà e veridicità giornalistica Poste Italiane nei giorni scorsi ha inviato ai residenti di Monte Sant’Angelo una formale missiva dove avvisava del dimezzamento del servizio a domicilio della posta, fornendo giorni e orari del funzionamento dei portalettere. Solo nei giorni cosiddetti dispari, lunedì - mercoledì – venerdì, i montanari potranno ricevere la posta. Difatti, secondo quanto detto da moltissimi montanari i portalettere addetti alla distribuzione della posta, nei giorni preposti, la mattina scendono a Manfredonia, espletano il servizio nel centro sipontino e solo al ritorno, verso le ore 13, risalgono nel paese per la locale distribuzione.

Tuttavia, e bisogna dirlo, non è che prima la distribuzione era quotidianamente efficiente, tant’è che si registravano ritardi, così da accumulare lettere su lettere. Come è anche giusto far presente che da quando il servizio è stato dimezzato molti montanari ricevono la posta ogni giorno; peccato che sia posta attesa da giorni. Un paradosso? Solo momentaneo giacché la giustificazione sta nello smaltire lavoro arretrato prima che questo diventi impossibile da farlo.

Ora, comunque, la posta a Monte Sant’Angelo sarà distribuita un giorno si e un giorno no, proprio quando la domanda ai servizi si centuplica per il continuo via vai dei turisti che nel paese garganico è manna dal cielo. Una manna che oggi chi amministra Monte non riesce a coglierla, o forse non vuole per politicizzazioni commissariali in corso giacché le ultime scelte di ordinanze varate tendono a preferire servizi preferiti da chi si fregia di un mandato regionale, che tra un anno inviterà i montanari a votare favore. Scelte, quelle dei Commissari Prefettizi Straordinari (quelli che la Bindi non ha inviato a Roma per Mafia Capitale e questo la dice tutta sulle decisioni future che Monte subirà) che non hanno tenuto conto della volontà popolare riunitasi spontaneamente e democraticamente in gruppi cittadini, preferendo quelle politiche di una maggioranza monocroma e malata di  "neocorporativismo pluricefalo". Ma questa è un’altra storia che a breve vi renderò partecipi.

Una cosa è certa che da Piazza Roma non son giunte notizie sulla decisione di Poste Italiane e molti montanari non hanno gradito.