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Don Milani diceva “I problemi degli altri sono uguali ai miei. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”. Paolo VI, riprendendo una intuizione di Don Sturzo, considerava la politica come “la più alta forma di carità”. Se per “carità”, nel senso autentico che l’etimologia della parola ci richiama, si intende la “gratuità” con cui ci si vuole mettere al servizio degli altri, e quindi del bene di tutti, cioè della comunità, ne viene che la politica va intesa come l’arte di tessere risposte capaci di perseguire il bene comune. Un decalogo per la politica vuol essere una sorta di elenco di alcuni principi alla luce dei quali chi decide di fare politica dovrebbe ispirare la propria attività. Con questo non si ha la pretesa di insegnare niente a nessuno, ma solo proporre dei principi su cui tentare di basare la propria azione politica.

1. Prima di entrare in politica, per “governare” la cosa pubblica, fai tuo il grande monito del filosofo Socrate: impara a “conoscere te stesso”, cioè impara a “governare te stesso” con onestà e sincerità, con libertà e distacco, con sobrietà e pudore. Sii tessitore di un progetto politico chiaro, trasparente, coerente e rappresentativo dei bisogni della gente, anche di quella che non la pensa come te. Solo uomini liberi dentro, cioè capaci di saper essere distaccati dalle passioni e da vizi (soprattutto avarizia e cupidigia), saranno dei politici onesti e leali. Oltre alla “competenza”, oggi è necessario che chi decide di fare politica mostri un alto grado di saggezza. Da questa sicuramente scaturiranno atteggiamenti e comportamenti ispirati alla responsabilità.

2. Stai attento che “il potere è la coca del narcisismo” (g. Minervini). Perciò intendi e vivi il tuo impegno politico come “servizio” alla città e non come semplice espressione di un’appartenenza politica ad un partito. Non usare la politica come strumento per fare carriera o accrescere il tuo potere personale-familiare, o per trarre vantaggi personali di qualsiasi tipo, o per dare lustro alla tua immagine sociale. Perciò non anteporre i tuoi interessi e il tuo bene privato, o di un piccolo gruppo a te vicino, al bene comune che riguarda tutta la città. Non anteporre le logiche di partito agli interessi della tua città. Educa te stesso e la gente al bene comune. Non abusare del potere che momentaneamente ti è posto nelle mani affinchè tu non ne rimanga schiavo. Ricorda che “il potere concentrato brucia futuro…e intossica i legami di comunità” (G. Minervini).

3. Non cercare il consenso dei voti usando una logica clientelare e non vendere, nelle assemblee rappresentative, il tuo voto per paura di perdere la poltrona. Non cercare il consenso facile per ottenere il quale saresti disposto a fare scelte populiste. A volte dovrai anche restare solo a lottare per ciò che in coscienza riterrai essere giusto. Non ti attaccare al potere che è ora nelle tue mani. Non illudere i tuoi elettori facendo promesse che non puoi mantenere. Non favorire la delega, la quale se “associata all’indifferenza ossida la democrazia” (G. Minervini), ma la partecipazione. Meglio un dissenso che ti stimola a far meglio piuttosto che un consenso che ti obbliga a fare anche il peggio.

4. Fai politica partendo sempre dagli ultimi. Impara a conoscere i loro bisogni, informati sulle loro condizioni, sii attento alle vecchie e nuove forme di povertà. La comunità è come un ponte la cui forza si misura a partire dalla tenuta dei piloni deboli. Per tale ragione promuovi la solidarietà e tutte quelle associazioni di volontariato che si impegnano per combattere l’emarginazione, il degrado, e che operano per la promozione della giustizia nel rispetto dei diritti fondamentali anche degli ultimi. Ispira la tua politica all’inclusione e all’accoglienza, alla condivisione e alla convivenza pacifica delle diversità che a vario livello (etnico, religioso, culturale, linguistico) costituiscono una ricchezza e non un ostacolo alla sviluppo della democrazia. Particolare attenzione abbi per gli stranieri e gli immigrati, promuovendo una logica di integrazione e di inserimento. Mantieni sempre chiara e lineare la gerarchia delle priorità. Promuovi non un modello sociale ispirato alla competizione, ma ancor più alla cooperazione. Al valore dell’io affianca il valore del noi. Tieni unita la tua comunità per impedire alla criminalità di occupare gli spazi lasciati vuoti dalla partecipazione civile e dalla cittadinanza attiva.

5. Anche se fai politica ricorda che la politica non è tutto, ma che tutto è politica, e che pertanto: 
a) la società civile precede la politica; 

b) la famiglia precede la società; 

c) la persona però precede tutto. 

La persona, infatti, precede la famiglia, la società e lo Stato. La politica è al servizio della persona e promuove la sua dignità nella sua globalità. Lotta contro uno Stato accentratore e pervasivo. Pertanto non nasconderti dietro le istituzioni come luoghi anonimi e non fare della burocrazia una sorta di paravento per essere irraggiungibile, per diventare intoccabile, e per sfuggire al controllo della democrazia e al giudizio del popolo. Sappi governare il cambiamento senza seguire le mode, ma anche rifiutando l’arroganza di palazzo. Valorizza le differenze per renderle una risorsa per affrontare e governare insieme la complessità.

6. Nelle decisioni che riguardano l’economia ricorda che, anche se importante è il capitale, e che quindi bisogna sforzarsi per promuovere l’imprenditorialità e le imprese, più importante ancora è il lavoro, perché è il lavoro che crea ricchezza, che promuove e realizza la creatività dell’uomo. Intendi il lavoro come diritto, e che il diritto al lavoro è il principio primo della nostra Costituzione. Non usare l’aspirazione al lavoro come strumento per ricattare coloro che pur di averlo sono disposti a venderti il proprio consenso. Promuovi un capitalismo partecipativo, e contrasta pertanto il lavoro nero, il lavoro minorile, e tutte quelle forme di sfruttamento del lavoro che in nome del profitto calpestano la dignità della persona. Infatti non dimenticare che “se il lavoro precede il capitale, da ultimo la persona precede il lavoro stesso” (Giovanni Paolo II).

7. In definitiva non subordinare mai la politica ai meccanismi dell’economia, a al contrario cerca sempre di sottoporre le scelte economiche alla politica, a sua volta orientata da principi di natura di etica sociale. Perciò intendi la politica come governo che tende al bene comune. Intendi la proprietà privata come il frutto del lavoro, e contrasta la logica dell’accumulazione e del profitto a tutti i costi. Ricorda che la proprietà privata ha anche una sua dimensione sociale. Fatti carico di un welfare comunitario e rifiuta logiche assistenzialistiche per non favorire il clientelismo e il parassitismo, ma la responsabilità sociale di tutti.

8. Non comportarti in maniera tale da creare nella gente una disaffezione alla “res pubblica”, ma al contrario promuovi la cittadinanza attiva di tutti, dei giovani in particolare, favorisci la partecipazione responsabile dei vari soggetti sociali, per una interazione e cooperazione costruttiva al bene comune di tutta la città. Al tuo impegno politico dai un fondamento etico costituito da principi ispirati alla ragione e alla legge naturale, e dettati da una retta coscienza. Non vivere il tuo impegno politico come un fatto puramente tecnico, più attento agli aspetti di tipo procedurale, ma sii più attento ai contenuti affinché questi siano di alto profilo culturale e civile, di utilità sociale e per la promozione del benessere di tutta la comunità. Pertanto persegui la giustizia e la pace, cerca di promuovere l’uguaglianza non solo di tipo formale, ma anche quella di natura sostanziale. Sii tessitore di una democrazia economica fondata sulla equa distribuzione della ricchezza.

9. Non usare la politica per depauperare l’ambiente, per devastare gli equilibri naturali del territorio. Sappi coniugare le esigenze dello sviluppo economico della città con il diritto ad un ambiente sano, con l diritto alla salute intesa a livello globale: salute fisica, psichica, socio-relazionale, esistenziale. Quindi sforzati di promuovere una cultura della sobrietà, del consumo responsabile, e tu per primo vivi con sobrietà. Non svendere sul mercato globale le esigenze vitali del tuo territorio locale. Sappi coniugare località e globalità, per cui agisci localmente, ma pensa globalmente. Assumi un prospettiva di “ecologia integrale” in quanto come dice papa Francesco “Tutto è connesso”: ambiente, città, famiglie, territorio e imprese.

10. Rispetta i tuoi avversari politici. Fai un’opposizione costruttiva e non ostruzionistica. Non accettare offerte ispirate alla corruzione. Sii onesto con te stesso per poterlo essere anche con gli altri. Rifiuta tutto ciò che ti viene offerto in più di quanto ti è giustamente dovuto. Non sperperare il denaro pubblico, ma con esso crea servizi utili alla comunità. Sappi valorizzare le risorse nascoste, come ad es. quelle dei diversamente abili, per renderli partecipi a modo loro della vita sociale e civile della città, o degli anziani per creare spazi di partecipazione e di impegno adatti alla loro età. In definitiva fai del tuo impegno politico la via per costruire un umanesimo sociale, “integrale e solidale”.Fai della crisi un’opportunità per liberare risorse e non un’occasione per speculare. Dai a ciascuno il potere di essere parte attiva di questa comunità. Se vuoi convincere sii credibile, non perfetto, perché se darai a credere che lo sei nessuno poi ti crederà.