Il movimento PacificAzione si fa conoscere anche a Monte Sant'Angelo

Primo incontro, fuori porta, del movimento mattinatese “PacificAzione”, lunedì sera, 25 novembre, nella Green Cave di Legambiente, a Monte Sant’Angelo. Il movimento antimafia che è stato denominato PacificAzione prova a mettere insieme le associazioni, le parrocchie e gli individui delle comunità di Monte Sant’Angelo, Mattinata e Manfredonia in modo da coinvolgere la società civile delle tre città accomunate dallo scioglimento del Consiglio comunale per condizionamenti mafiosi che avrebbero compromesso l’imparzialità e il buon andamento (principi costituzionali) della Pubblica Amministrazione. Lunedì sera nella Green Cave erano presenti, a parlare di antimafia, il parroco di Mattinata, don Luca Santoro, il responsabile del movimento mattinatese Michele Bisceglia, il leader diocesano di Azione Cattolica, Franco Ciuffreda. A rompere il ghiaccio è stato Franco Ciuffreda, che ha subito parlato del fatto che le tre comunità condividono oltre alle cose belle anche le sventure, quelle ascrivibili ai  condizionamenti mafiosi, che ne hanno caratterizzato la vita amministrativa negli ultimi anni. “Ma da qualcosa di brutto può venire fuori qualcosa di positivo – ha detto Ciuffreda -. Hanno sciolto i nostri Consigli comunali (la casa di tutti) a dimostrazione che la mafia è un qualcosa che serpeggia nelle nostre comunità. Uno stato di cose a cui dobbiamo cercare di reagire per riflettere e magari innescare la rivolta della società civile”. Don Luca Santoro ha parlato di come la sua vocazione al sacerdozio sia diventata realtà anche per fronteggiare emergenze come queste. “Sono nato a 100 mt da questo luogo - ha detto don Luca - sono montanaro come quasi tutti voi stasera, e dopo un periodo a Cagnano sono stato ordinato parroco a Mattinata. Pensavo che Mattinata fosse solamente un luogo in cui venire a fare i bagni, in realtà mi sono trovato di fronte ad un qualcosa di brutto: lo scioglimento del Consiglio comunale per mafia. Ha fatto molto scalpore il servizio televisivo su Raidue della trasmissione Nemo, un reportage che non ho condiviso nelle immagini e che a Mattinata hanno quasi tutti giudicato esagerato. Ho pensato tra me e me, cominciamo bene… questo però non mi ha impedito di iniziare a rifarmi agli esempi di Don Puglisi, monsignor Galantino e don Peppino Diana anche grazie all’ausilio del vescovo Franco Moscone. La mia vocazione è diventata realtà in questo modo – ha detto don Luca-.” Ma a parlare in maniera più esplicita della necessità di organizzare la lotta alla mafia è stato il leader di PacificAzione, il mattinatese, Michele Bisceglia, che ha tratto il pretesto per cercare di organizzare la lotta alla mafia anche a Mattinata dopo un incontro con l’imprenditore palermitano, Tano Grasso, “che mi ha dato lo spunto per iniziare”, in una visita a Vieste dove il comitato antiracket si è già organizzato sin dal 2009. “Sono stato coinvolto mio malgrado nell’antimafia per aver subito ingiustamente il furto di un trattore – ha spiegato Bisceglia - un trattore che molto probabilmente serviva alla mafia locale (in accordo con la Ndrangheta e anche con la mafia nigeriana) per smerciare droga sulle spiagge del Gargano dove arrivano i carichi di stupefacenti dall’Albania. E’ un sistema che andrebbe combattuto perché loro si sentono forti, ma noi possiamo essere più forti se ci uniamo.  Dobbiamo prendere come punto di riferimento il discorso di Padre Franco Moscone, il nostro vescovo, quando a Monte Sant’Angelo parlò di lotta alla mafia. Pur da non credente, so infatti che il contributo delle parrocchie può essere importante come è importante quello nelle scuole dove abbiamo provato a leggere delle favole istruttive agli alunni, sulla tematica in questione. Noi di PacificAzione miriamo a creare una sorta di ordine e pace sociale nel territorio partendo dal coinvolgimento di personalità e associazioni antimafia come Libera. Abbiamo invitato in città molte personalità delle istituzioni e delle forze dell’ordine come il questore Silvis, il comandante dei Carabinieri Aquilio, il procuratore Vaccaro, il docente universitario Muscatiello, Daniela Marcone figlia del responsabile dell’Ufficio del registro di Foggia ucciso alla metà degli anni novanta, i quali ci hanno invitato a denunciare i fatti di reato, con particolare riguardo per quelli di stampo mafioso”. E’ seguito il dibattito con gli interventi dal pubblico di Franco Salcuni, Antonio Stuppiello, Pasquale La Torre dell’Arci, Donato La Torre del presidio Gargano dell'Associazione ULTIMI di don Aniello Manganiello, Giovanni Vergura, presidente del Consiglio comunale angiolino,  don Domenico Facciorusso della Parrocchia di Santa Maria del Carmine. Franco Salcuni ha semplicemente detto che a Monte Sant’Angelo le associazioni hanno fatto la loro parte dedicando due Festival di Legambiente alla lotta alla mafia e invitando don Ciotti di Libera in diverse occasioni, mentre Antonio Stuppiello, ex-professore presso la locale scuola media, ha provato a risalire alle cause del fenomeno parlando della dilagante ingiustizia sociale e distributiva che determina il sorgere di fenomeni di criminalità organizzata. Anche a parere di Pasquale La Torre, dell’Arci, certi fenomeni andrebbero contrastati più efficacemente cercando di punire realmente i responsabili istituzionali e non solo i criminali propriamente detti. Vergura ha detto invece che il fatto che l’incontro alla Green Cave sia stato organizzato la giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre) deve servire per combattere ogni genere di violenza, anche quella mafiosa e che la nomina del sindaco Pierpaolo d’Arienzo come presidente di Avviso pubblico, l’associazione che riunisce gli amministratori contro la corruzione e contro la mafia, è esemplificativa di quanto il Comune stia facendo per porre un argine alla mafia. Don Domenico Facciorusso ha infine parlato del fatto che fu organizzato un incontro nei locali della parrocchia  dove tutti poterono riflettere sulle cause dello scioglimento del Consiglio comunale e sulla pervasività del fenomeno mafioso anche in realtà come Monte Sant’Angelo e adesso Mattinata e Manfredonia. Adesso per don Domenico occorre riflettere e venire fuori da questa situazione. Donato La Torre dell’ass. ULTIMI, ha invitato tutti il 12 dicembre a Manfredonia per l’incontro dell’associazione “Ultimi” messo in piedi dalle organizzazione dell’ azione cattolica diocesana.

Matteo Rinaldi

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