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GENTILE REDAZIONE  DEL GIORNALE DI MONTE.

L’intervento  di Iasio sulla situazione economico – sociale della nostra città mi induce fare alcune precisazioni.  Monte Sant’Angelo agli inizi degli anni 50  del secolo scorso contava oltre 20 mila abitanti, compresa la frazione di Mattinata. Nei decenni precedenti era sempre demograficamente cresciuta. Aveva un’economia agro –silvo  – pastorale -inserita in quella prevalente in tutta l’Italia. Un’economia  che consentiva alla  popolazione di vivere e sopravvivere. C’erano  centinaia di “ pezzenti “, centinaia di cittadini  lavoravano nelle campagne  : braccianti,  boscaioli, carbonai, mulattieri,   piccoli allevatori.( Per avere un quadro della situazione sociale di quel tempo consiglio di leggere il romanzo storico di Matteo Rivino “ Ai confini del reame” e il libro di  Orlando Giuffreda  “Il  Catasto Onciario “).

Monte Sant’Angelo aveva una sua struttura economica  per quel tipo di società. Su quella economia vivevano , calzolai, barbieri, sellai, maniscalchi,  funai,  orafi,   commercianti  e  naturalmente  i ricchi proprietari terrieri.  L’economia si fondava sullo sfruttamento di tutto il territorio di cui il Comune disponeva, compreso il demanio che era tutto occupato e per la maggior parte legittimato ( cioè privatizzato sotto il peso di un canone  annuo ad eccezione dei boschi). Con la trasformazione dell’economia fondata prevalentemente sull‘agricoltura  in quella  industriale la nostra struttura economica crollava. Vanno  via  i braccianti,   poi i piccoli proprietari, poi gli artigiani.  Noi beneficiamo del progresso complessivo, ma non riusciamo più a costruire una nostra struttura economica.

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Che fare ?

Dobbiamo inserirci nell’economia moderna attraverso l’utilizzo di tutto il nostro territorio in maniera nuova e moderna. Puntando sulle risorse di cui disponiamo, che sono la storia millenaria e il territorio.

Il Comune può intervenire incoraggiando i privati.  Per esempio le uniche aziende di agro turismo, Taronna, Santucci e Nonno  Peppe.. vengono aiutate a risolvere  i loro problemi per migliorare  l’offerta ai loro visitatori ?  Per il rione Iunno  nelle relazioni dei   tecnici  PRG, PUG, PPT  è detto che per riattivare il centro storico  devono intervenire i privati,  ma anche il Comune con piani pubblici.

Così pure per la Piana di Macchia. Ci sono aziende private che vanno incoraggiate nella loro ricerca di offrire un prodotto di qualità, tanto per citarne solo alcune ; l’azienda del dott. Ciliberti, quella degli  Armillotta.

Nel passato  si sono fatti errori  sia prevedendo una crescita economica con l’entrata in vigore del PRG, sia  cedendo  alla spinta dei cittadini a voler godere subito dei benefici della modernità, una casa di 100 metri quadrati con tutti i servizi.  Gli amministratori si sono piegati a soddisfare quelle  aspettative, trascurando  quanto era scritto  nella relazione al PRG :  recuperare 2.900  vani nella  città consolidata.

Le classi dirigenti di questa città devono capire quali sono gli obiettivi  strategici da perseguire e seguire un percorso per concretizzarli,  utilizzando risorse pubbliche per interventi strutturali allo scopo di incoraggiare la iniziativa  privata   : acqua, elettricità, viabilità.  E rendere la città accogliente.

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 L’Amministrazione d’Arienzo si sta muovendo nella direzione di rendere la città accogliente con gli interventi già realizzati e con i prossimi programmati.

 Distinti saluti e grazie per l’ospitalità.

Giacomo Stuppiello
Monte Sant’Angelo   6/1/2020