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BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA n.9 DEL 21/01/2020

Nel lontano 1997 informai l’opinione pubblica di alcuni miei ritrovamenti nel sito dolmenico di Valle Spadella, che ho denominato, “la valle dei Dolmen”, perché avevo intuito subito che il sito fosse un villaggio neolitico cultuale molto interessante e unico nel suo genere e che sarebbe stato sicuramente distrutto per dare spazio alle costruzioni ormai vicinissime. Scrissi alla Soprintendenza e alla Gazzetta del Mezzogiorno e ricevetti immediato riscontro con un articolo e un sopralluogo della Soprintendenza nonché l’inserimento in due pubblicazioni, della dott.ssa Anna Maria Tunzi una nel 1999 e l’altra nel 2008, assieme alla dott.ssa Marina Mazzei.

Dopo il ritrovamento del  primo dolmen, ufficialmente riconosciuto dalla Soprintendenza,  e dopo anni di studi e di indagini ,durante i quali individuavo nuove strutture megalitiche, ho presentato alla comunità accademica e scientifica una mia  pubblicazione per descrivere la mia scoperta riguardante  un sito dolmenico molto ampio ed evidente, un villaggio neolitico cultuale, come intuito inizialmente, con strutture stupefacenti, dai dolmen costruiti con possenti megaliti ai menhir, dall’ara sacrificale agli speroni di avvistamento, da una infinità di grotte  ricche di graffiti , dai camminamenti particolari ai percorsi, segnati da coppelle, che si diramano per tutto il villaggio.

Alcuni camminamenti conducono ad un’ampia area di raduno, di forma semicircolare e segnalata all’inizio da un menhir, da me denominata “area sacra”, dominante il mare e con visibilità a 360 gradi.

Tutto il villaggio sembra raccordarsi ad un megalite particolare, chiamato “Il Galluccio” dai contadini del luogo, lungo circa 12 metri, sormontato da un disco litico, che certamente rappresenta il Sole, di oltre tre metri e mezzo di diametro, insieme ad un altro monolite a forma di carena di nave e con solchi antropomorfi in superficie, forse un’ara sacrificale.

Il sito dolmenico è senza dubbio dedicato ai riti propiziatori in onore del Sole; la stessa montagna garganica è appunto denominata “montagna del Sole”, la divinità più potente perché apportatrice di vita. Tutti gli studi da me compiuti dimostrano questa ipotesi condivisa da molti esperti e studiosi.

Fin dai primi studi effettuati sulle strutture megalitiche, ritenni che esse presentassero, nel neolitico, un allineamento con il Sole durante il solstizio d‘estate; ed infatti, la verifica ha dato risultati positivi perché il 21 giugno del 2017, al tramonto, ho potuto osservare un allineamento preciso e perfetto fra il Sole, il disco del Galluccio e quello del suo Gemello situato in alto sul

crinale della montagna. Ancora una prova, dunque, della presenza antropica nel sito, di intelligenze che si ricollegano attraverso i millenni. Nessuna casualità, quindi, ma una precisa intenzione dei nostri antenati di evidenziare le fasi degli astri, i cicli delle stagioni, l’origine stessa dei riti dedicati al Sole.

In seguito, ho verificato più volte e positivamente gli allineamenti del Sole con altri megaliti e dischi litici, progressivamente individuati, sia nei giorni degli equinozi che in quelli dei solstizi e, sempre, il fulcro di tutti gli allineamenti risulta essere il disco del “Galluccio”.

La vasta documentazione fotografica che ho realizzato spiega con precisione tutte le fasi dei miei studi. Tali studi condivisi con archeoastrofisici ed esperti del ramo, sono stati presentati in vari convegni in questi anni e, recentemente, al convegno di Bari, l’11 ottobre 2019, Università Aldo Moro, organizzato dalla Società Italiana di Archeoastronomia.

Ho sempre continuato a studiare il sito, individuando nuove strutture megalitiche e antropiche, che si pongono in relazione con quelle circostanti, rinvenendo frammenti litici e fittili, sempre consegnati alla Soprintendenza.

In tutti questi anni, circa 23, ho avuto sempre scarsa attenzione da parte delle Amministrazioni che si sono succedute a Monte Sant’Angelo, tranne qualche eccezione. Finalmente, l’Amministrazione attualmente in carica ha creduto nei miei studi ed ha inoltrato alla Regione la richiesta di un modesto contributo necessario al Ricercatore, prof. Vittorio Mironti e alla Soprintendenza, nella persona della dott.ssa Donatella Pian, Funzionaria per il Gargano, per iniziare lo studio del sito. Finalmente il contributo richiesto è stato stanziato ed io vivamente ringrazio l’Amministrazione regionale nelle persone del Presidente dott. Michele Emiliano e dell’assessore dott. Raffaele Piemontese, nonché l’Amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo, il Sindaco dott. Pierpaolo d’Arienzo e l’Assessore alla cultura dott.ssa Rosa Palomba. Ringrazio ancora tutti gli amici che mi hanno aiutato e sostenuto nelle mie ricerche, in special modo, Carmine Tranasi, Michele Lauriola, Michele d’Arienzo, Peppino De Padova, Gaetano Rinaldi, Pasquale Scarano, Celestino Furii, Enrico Liberatore, Consalvo Piemontese, Santa Picazio, Silvia Di Iasio, Matteo Rinaldi, Franco Vaira, Elio Antonello, Armando Gravina, Pierfrancesco Rescio, Peppino Piemontese, Antonio De Siena, Alberto Cazzella, Andrea Polcaro. Ricordo in particolare la collaborazione del Prof. Vito Francesco Polcaro, recentemente venuto a mancare. Sta per diventare realtà, dunque, il progetto di studio del sito “La Valle dei Dolmen”, promosso dalla Soprintendenza archeologica e condotto dall’Università “la Sapienza” di Roma, per indagare ulteriormente le caratteristiche del sito, riconoscerne ufficialmente la valenza e proteggere questa straordinaria testimonianza del nostro passato, “le radici della Storia” Da queste indagini dipenderà il futuro del sito dolmenico della “Montagna del Sole”, della cui autenticità mi hanno reso certo tutti i miei lunghi anni di indagini e di studio.

Foto satellitare: Qui sono posizionati tutti gli allineamenti nei solstizi e negli equinozi.

E’ da notare, come il disco del “Galluccio” sia il punto focale di tutti gli allineamenti

Arch. Raffaele Renzulli