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Approvato il progetto presentato dalla Sovrintendenza di Foggia per una campagna di scavi archeologici in territorio di Monte Sant’Angelo, finalizzata alla tutela e promozione del sito dolmenico di Valle Spadella sulla strada per Pulsano, in contrada Galluccio, nei pressi dell’omonimo quartiere angiolino. L’architetto, Vittorio Mironti, dell’Università Sapienza di Roma, insieme alla responsabile per il Gargano della Sovrintendenza archeologica, Donatella Pian, hanno ottenuto il beneplacito degli organi regionali per ciò che concerne una campagna di scavi archeologici nel sito dolmenico di Valle Spadella, dove sorgono dolmen e menhir oggetto di accurate ricerche e studi, curati  e promossi dall’architetto, appassionato di  archeologia, Raffaele Renzulli, montanaro d’origine ma beneventano di adozione. Gli appostamenti e i sopralluoghi tradottisi in fotografie, video e mappature cartacee, sono durati più di venti anni, a partire da quella lontana estate del 1997, quando fu avvistato il primo dolmen lungo la strada che da Monte porta a Pulsano, una foto finita sulle pagine delle riviste scientifiche locali e nazionali, che ha portato, alla ribalta scientifica, il sito dolmenico di Monte Sant’Angelo fino ad allora rimasto totalmente sconosciuto agli ambienti accademici e alla gente comune. Questa volta sembra che sia la volta buona per un iter che prenderà avvio fra qualche mese, forse già da quest’estate, con studenti e ricercatori provenienti da una delle Università più prestigiose d’Italia e d’Europa, che lavoreranno in loco potendo anche soggiornare nella città dei due siti Unesco, dove rimarranno per il tempo necessario agli scavi. La somma necessaria, stanziata dalla Regione Puglia, per questa attesa campagna di scavi archeologici non è esagerata perché nell’ordine di qualche migliaio di euro (7 mila euro sembra con precisione) a riprova di come l’impegno delle pubbliche amministrazioni in un tale ambito è più che altro legato alla volontà di portare avanti certi progetti, perché i soldi si trovano quasi sempre. Per la campagna di scavi che prenderà avvio quest’estate o questa primavera va ringraziato soprattutto l’assessore regionale, Raffaele Piemontese, legato a doppio filo alla città di Monte Sant’Angelo, da un rapporto che lo ha visto sempre vicino ai suoi concittadini che hanno avuto bisogno del suo intervento, più che mai convinto della bontà del progetto messo a punto dalla Sovrintendenza di Foggia e dall’Università di Roma la Sapienza, insieme al presidente della Regione, Michele Emiliano, anche lui vicino alle istanze ed esigenze dell’elettorato montanaro. Inoltre vanno ringraziati il sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, e l’assessora alla cultura, Rosa Palomba, per l’apporto che hanno fornito agli organi tecnici provinciali e regionali in merito ad un progetto che frullava nella testa dello scopritore ufficiale, Raffaele Renzulli, già da tanti anni. Una volta effettuata la campagna di scavi e acclarata l’importanza scientifica di un tale sito, conosciuto in tutto il mondo grazie ai social network, e, a livello locale, grazie agli articoli comparsi sul quotidiano l’Attacco e sui siti di informazione locale come il nostro Giornale di Monte, si potrà magari realizzare un vero e proprio parco archeologico, capace di dirottare sulla strada verso Pulsano, in contrada Galluccio, migliaia di turisti, i quali potranno constatare, soprattutto durante i solstizi e gli equinozi, i fenomeni di allineamento solare che in altri luoghi del mondo (sempre con dolmen e menhir) attirano centinaia di migliaia di turisti l’anno. Sarebbe un vero peccato se un tale patrimonio storico archeologico non fosse promosso e tutelato adeguatamente ecco perché c’è chi auspica che il sito dolmenico di Monte Sant’Angelo possa entrare a far parte anch’esso del patrimonio dell’Umanità dell’Unesco (visto il grande rilievo cultuale e religioso che la Montagna del Sole aveva già in epoca neolitica) come già accaduto per il santuario longobardo di San Michele e per le faggete vetuste della Foresta Umbra.

Matteo Rinaldi