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Ecco quel che ho da dir sulla musica: ascoltatela, suonatela, amatela, riveritela e tenete la bocca chiusa. (Albert Einstein)

Madame la Musica ha parlato, ha stenografato le emozioni, ha liberato il suo fascino incomparabile e ha regalato una serata suggestiva ai suoi Amici, riuniti ieri sera (domenica 23 c.m.) nella Sala Convegni della Basilica di San Michele Arcangelo.

Con le celeberrime colonne sonore di Morricone e Piovani a far da spartiacque tra la prima parte classica e la seconda contemporanea, il quartetto d’archi “Time2Quartet” ha saputo tirar fuori da ciascuno di noi l’archetto per carpire dal cuore la nota mancante!

La standing ovation istintiva ha celebrato la straordinaria bravura di quattro giovani maestri che hanno scelto gli archi per esprimere la musica che hanno dentro  o, forse, è stato lo strumento che ha scelto ciascuno di loro. Perfetta, infatti, la simbiosi tra i maestri Giuseppe Antonio Palmiotti e Michele Saracino con i rispettivi violini, e altrettanto precisa quella tra il maestro Dario Cappiello e la sua viola e il maestro Gabriele Marzella e il suo violoncello.

La fattiva collaborazione dei membri del direttivo dell’associazione, sempre attenti nella scelta degli  artisti, ha portato nella nostra città questo gruppo di giovani musicisti pugliesi, costituitosi appena nel 2018, ma  con un ricco bagaglio di attività concertistica ed una serie di esperienze importanti che li hanno resi protagonisti in contesti di alto livello come l’Arena di Verona, il Senato della Repubblica, il Ravenna Festival, il Teatro Argentina, il Teatro Petruzzelli… Di recente hanno collaborato con alcune realtà culturali, tra cui il FAI. L’obiettivo del gruppo, che è risultato vincitore del secondo premio al video-concorso “Interreg Greece-Italy- European Coorporation Day Video Competition”, è quello di creare sonorità innovative per combinare la musica leggera odierna con l’eleganza della propria formazione classica.

Poche parole introduttive, poi la scena è tutta per Lei. Si presenta con l’eleganza sinuosa di Habanera, dalla Carmen di Bizet e, attraverso alcune delle arie più famose delle opere di Verdi, Mascagni e Bellini, giunge fino a Puccini con Nessun dorma da Turandot, che conclude l’esecuzione classica tecnicamente perfetta e, al contempo, ricca di pathos.

El tango de Roxanne di McGregor chiude la travolgente carrellata di tanghi, iniziata con Oblivion  di Piazzolla  e incastonata, palpitante, nell’immaginazione dei presenti da Por una cabeza di Gardel, che apre una duplice scena.

L’appassionante esecuzione, infatti, richiama alla mente due capolavori della cinematografia: Profumo di donna e Schindler’s List. Due facce della stessa medaglia, un unico, intenso tango, quello di Gardel, inserito in due scene di film profondamente diversi. Gli occhi si chiudono e nella sala compaiono Al Pacino che guida la sua Gabrielle Anwar con passo elegante, sensuale, sereno. Ma, quando le corde dei violini vibrano più acute, più intense, ecco comparire Liam Neeson che contempla la sala da ballo di una Germania nazista dove, in un clima di sfrenata e illusoria allegria,  le note di Por una cabeza diventano struggenti e sembrano fare da contrappeso all’orrore che, intanto,  si consuma  già nel ghetto ebraico.

La musica, l’ottima musica di giovani artisti preparati e innamorati della propria arte, regala anche questo: abbandonarsi alle emozioni, collegare ricordi, vissuti, esperienze e pensare di voler essere un musicista, magari in un’altra vita!

Anna Accarino

Prossimi concerti in programma: 8/03 La canzone italiana negli anni ’30, ’40 e ’50; 22/03 Duo chitarristico.