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Ha fatto la sua comparsa nei giorni scorsi a Monte Sant’Angelo, attesa, anche se in ritardo dal punto di vista del calendario, l’ultima neve della stagione, favorita da un vento di grecale, che notoriamente quando spira durante la stagione non ancora calda (marzo-inizio aprile) porta la neve, contrariamente a quando le perturbazioni giungono da Ovest, apportatrici in genere di poca pioggia. In realtà, come molti esperti del meteo hanno fatto rilevare, è accaduto che nelle scorse ore, alle alte latitudini dell’emisfero boreale, masse di aria fredda agglomerate nei pressi del circolo polare artico hanno subito una fenditura, che ha fatto scendere fin sotto ai 40° di latitudine le perturbazioni solitamente presenti nei cieli italiani esclusivamente d’inverno. Il freddo ha fatto la sua irruzione anche sul Gargano all’inizio di questa settimana con temperature sottozero e precipitazioni nevose che hanno interessato i rilievi della Puglia settentrionale fino alla Murgia, pur non arrecando problemi di grossa importanza alla viabilità stradale già abbastanza scarsa per via dei provvedimenti restrittivi della libertà di circolazione firmati dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, volti a contrastare la diffusione del coronavirus. Nei prossimi giorni sono previste ancora piogge visto che le temperature si alzeranno di qualche grado e solo all’approssimarsi della Santa Pasqua tornerà un po’ di sole. In realtà alla perturbazione proveniente dal circolo polare artico si aggiungerà una fase (prevista per fine marzo - inizio aprile) di instabilità dovuta alle correnti atlantiche che scenderanno fin verso il Mediterraneo centrale. Soltanto nella seconda metà di aprile secondo i più esperti meteorologi arriverà l’anticiclone africano che potrebbe far schizzare le temperature fino a circa 25°, un po’ come è avvenuto un paio d’anni fa quando la fine di aprile segnò in pratica l’arrivo di un’estate anticipata di ben 2 mesi. Al momento però occorre registrare una temperatura sottozero anche in pianura, dove questo freddo fuori-stagione sta mettendo in pericolo i raccolti dei campi agricoli (previsti) per la primavera. Intanto nel momento in cui stiamo scrivendo non nevica più, in concomitanza con l’arrivo astronomicamente di una stagione primaverile che non sembra volersi sostituire all’inverno, uno strano inverno quello di quest’anno con temperature ampiamente al di sopra del normale, a riprova di come gli effetti del climate warming siano una vera realtà.

Matteo Rinaldi