O glorioso Arcangelo Michele dall’alto del tuo santuario scendi, come ci ricorda il libro dell’Apocalisse (Ap 12, 7), in mezzo all’umanità che sta combattendo una guerra non dichiarata contro l’epidemia da coronavirus.

Rivesti e difendi ogni categoria di persone, diversamente colpite ed impegnate in questa lotta, con gli strumenti efficaci della tua armatura celeste.

Rivesti con l’elmo del conforto e della misericordia:

  • le persone colpite dal virus, e quelle che per questo flagello hanno lasciato questo mondo: “feriti e caduti” di una guerra giunta improvvisa e senza essere dichiarata;
  • le famiglie dei defunti e dei malati, segnate negli affetti più cari e in apprensione: “vittime inermi” di un nemico giunto come un ladro a sconvolgere gli affetti e le relazioni;
  • chi è costretto all’esperienza della quarantena: esperienza quasi di “carcere imposto … di arresti domiciliari”, non per una colpa commessa, ma toccato da un avvenimento incomprensibile, magari per dovere professionale o gesto di carità;

Rivesti con la corazza della sicurezza, della professionalità e della difesa:

  • i medici di famiglia ed operatori del primo soccorso: in “trincea”, con poche sicurezze e a volte senza mezzi a combattere un nemico invisibile;
  • i medici, infermieri, operatori sanitari e lavoratori tutti dei presidi ospedalieri: diventati “campi di battaglia” senza orari, turni e con forze che sembrano diminuire, mentre aumenta il suono delle sirene d’allarme;
  • i dimenticati: anziani e persone che vivono sole, mendicanti e homeless; tutte categorie rimaste come “escluse” dai circoli relazionali che già erano in difetto e labili nei loro confronti;
  • gli ultimi che non appaiono più nell’informazione giornalistica e televisiva: gli emigranti, i rifugiati, chi rischia la vita attraversando sui barconi il “nostro mare”: tutti questi esistono ancora, come prima, e continuano il loro Calvario.

Rivesti con la spada della giustizia e della decisionalità:

  • i responsabili della vita civile, governanti ed amministratori: chiamati ad essere leaders in tempi calamitosi, obbligati ad assumere decisioni che appaiono amare e impopolari.

Rivesti con i calzari della fiducia e della creatività:

  • gli imprenditori e i lavoratori di tutte le categorie, in particolare quelle del terziario, che temono per la resistenza delle loro imprese e settori, che portavano avanti con impegno, creatività e responsabilità: l’insicurezza del momento sembra tutto improvvisamente compromettere.

Sorgi ora, grande principe Michele, vigila sui figli del tuo popolo, in questo tempo di prova che nessuno di noi ricorda così angoscioso, e salva il tuo popolo scritto nel libro della vita (cf Dn 12, 1)

O glorioso Arcangelo Michele, combatti con i tuoi angeli contro il drago del coronavirus, dai conforto a tutti noi che ti invochiamo e confidiamo nella forza vittoriosa della tua presenza (cf Ap 12, 7)

+ p. Franco Moscone crs