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Arcangelo Michele,
è una città che s'inginocchia davanti a te attraverso le mie ginocchia;
è una città che solleva verso di te lo sguardo attraverso i miei occhi;
è una città che ti prega oggi attraverso la mia voce.

Così come nel 1656, anche oggi abbiamo varcato il cancello di ferro, attraversato il cortile di pietra, e disceso gli 86 gradini, venendo a cercati nel cuore della Montagna Sacra.
Accetta questa nostra preghiera, difendi con la tua spada la nostra città, il nostro Paese da questa pandemia.

Proteggi questo popolo oggi come allora.
Dagli la forza di rimanere unito davanti a questa terribile emergenza.
Proteggi quelle donne e quegli uomini che hanno preso in braccio l’Italia cercando di traghettarla dall’altra parte del tunnel.

Ti supplichiamo Arcangelo Michele di darci la forza di costruire una normalità in cui la sanità conta più delle armi, le garanzie dei lavoratori contano più del profitto, la famiglia, cioè le persone con cui abbiamo deciso di condividere la nostra vita, qualsiasi età esse abbiano, conti più di tutto.

Che questa nostra preghiera possa essere un canto che sale dritto a Dio.