logo

L’emergenza Coronavirus che a livello nazionale provoca ancora qualche morto sembra essere giunta a Monte Sant’Angelo all’epilogo visto che da circa due settimane non si registrano più casi di positività al Covid 19, almeno stando ai dati forniti dalla Protezione civile regionale, che pubblica i suoi dati sulla pandemia, nella Regione Puglia, tramite il governatore della Puglia, Michele Emiliano, primo responsabile della sanità pugliese su scala nazionale, visto che la sanità coi suoi livelli essenziali di assistenza (Lea) è ormai stata regionalizzata da diversi anni. Tuttavia nel centro micaelico, che molti considerano la capitale del Gargano, sono in tanti ad indossare ancora le mascherine (chirurgiche in larga parte) mentre campeggiano, in molti locali, i tavolini all’aperto, segno che con l’avvento del caldo qualcosa è cambiato nella percezione della dannosità di una pandemia che con la fine di giugno sembra avere le ore contate, con molta gente che è tornata a Monte Sant’Angelo dalla Lombardia, a dimostrazione che anche nella capitale economica italiana, Milano, i casi di positività al covid 19 si stanno riducendo tantissimo, benchè non siano ancora del tutto scomparsi. Il territorio di Monte Sant’Angelo è dunque attualmente zona bianca come tutto il Gargano che costituisce, in questi giorni d’estate, un’ambita meta turistica, luogo di villeggiatura agognato per chi, vivendo per tutto l’anno tra i fumi e lo smog delle industrie, non vede l’ora di cambiare aria. Non è oro però tutto quello che luccica dal momento che a tutt’oggi a pochi giorni dall’inizio del periodo caldo delle ferie (per tanti vacanzieri) si registrano per questo inizio d’estate un calo vistosissimo delle presenze causato dalla paura e dall’angoscia per il diffondersi di una pandemia che a livello planetario ha provocato già circa dieci milioni di positivi, con migliaia e migliaia di morti spesso vecchi che hanno contratto l’influenza da covid 19 per un forte abbassamento delle difese immunitarie dovuto anche alla mancanza di misure di prevenzione e dispositivi di protezione adeguati. E’ proprio in questo frangente della curva epidemica che bisogna stare attenti perché, a detta dei più esperti, in questi momenti, senza l’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione individuali, potrebbero essere i più giovani a subire le conseguenze del diffondersi di un virus che non mostra di avere pietà per nessuno, neanche per gli adolescenti che in ragione delle abitudini talvolta sbagliate tipiche dell’età (abuso di alcool e assembramenti frequenti) potrebbero essere i più esposti ad una recrudescenza dell’epidemia. A Monte Sant’Angelo ed in tutto il Gargano sembra però che questo rischio sia minimo un po’ per la prudenza di coloro che vivono sul promontorio, un po’ perché le giornate lunghe ed assolate sposteranno il pericolo un po’ più in là, diciamo dalla fine di ottobre in poi, quando qualcuno però pensa di potere mettere in commercio un vaccino che possa scongiurare ancora il propagarsi dell’influenza pandemica, a patto che non venga scambiata per influenza stagionale, contro la quale già esistono vaccini abbastanza efficaci. In Inghilterra c’è già un vaccino in sperimentazione, anche se un tale rimedio dovrà passare la prova della sostenibilità in tutto il mondo. In Italia il Ministro della Salute, Roberto Speranza, afferma che si sta lavorando per trovare al più presto un vaccino adeguato che possa proteggere tutte le fasce della popolazione, specialmente quelle più a rischio senza però rimarcare che andrebbe somministrato, come sta avvenendo adesso in Brasile e in altre parti del mondo, in modo del tutto gratuito o ad un costo accessibile a tutti. Dal punto di vista amministrativo la Politica nella città micaelica sembra entrata in letargo, con il primo Consiglio comunale post pandemico che si terrà nel mese di luglio, almeno stando alle intenzioni del presidente del Consiglio comunale Giovanni Vergura. Il ritorno alla normalità non significherà sottovalutare i rischi che ancora persistono sottotraccia. Occorrerà comunque usare cautela e attenersi alle norme di una comune prudenza per uscire definitivamente fuori dall’emergenza.

Matteo Rinaldi