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 7 giorni. 14 artisti. 6 luoghi dell’anima: Crocifisso di Varano nel comune di Ischitella, Museo Valle del Celone nel Comune di Castelluccio Valmaggiore, Villaggio della Speranza della Fondazione TerraMia immerso nel Mosaico di San Severo, Centro Arte e Tradizioni Popolari nel centro storico di Mattinata, Parco Daunia Avventura a pochi passi dal Lago Pescara nel comune di Biccari, Chiostro delle Clarisse nel Rione Junno di Monte Sant’Angelo.

Il Festival delle piccole cose, giunto alla V Edizione e con la direzione artistica del poeta Raffaele Niro, ha tra i suoi obiettivi più importanti quello di valorizzare i beni immateriali custoditi nei luoghi che lo ospitano.

Rhymers’ Club, l’associazione culturale che organizza il festival, è alla continua ricerca di luoghi, sempre più rari, ancora custodi del silenzio, della luce, del vento, dell’aria incontaminata.

La programmazione artistica, che quest’anno coinvolge poeti e musicisti, prova a far coltivare, verso questi spazi, gesti d’amore privandosi, come nel suo spirito, di amplificazione acustica e di ulteriori luci che non siano quelle naturali.

Il Festival delle piccole cose nasce nel 2016 nel Rione Junno di Monte Sant’Angelo. Avendo la possibilità di vivere quel luogo ci siamo resi conto di quale scrigno fosse. Uno scrigno che custodisce beni immateriali ai quali nessuno dà più importanza, beni come il silenzio, ad esempio. I nostri stili di vita hanno ormai relegato il silenzio in poche e piccole oasi. Un altro bene immateriale che sottovalutiamo sempre è la luce. Vivendo i nostri luoghi non ci rendiamo conto di quale fortuna abbiamo avuto a nascere, o scegliere di vivere, in questa parte del mondo. Se ne accorgono gli altri però, subito. Probabilmente è la prima cosa che notano, la luce particolare che illumina i nostri paesaggi. Ungaretti, quando negli anni ’30 del secolo scorso scrisse dei racconti di viaggio per la Gazzetta del Popolo, si accorse della luce dei nostri luoghi e scrisse, letteralmente, che viviamo “sotto il più largo cielo del mondo”. Se ne accorgono oggi i cineasti che sempre più spesso scelgono la Puglia come location per i loro film.


Quello che proviamo a fare, attraverso la nostra programmazione artistica, è creare delle pause nel vortice delle nostre vite, e innescare nelle persone quel processo che dovrebbe essere naturalmente ispirato dalla curiosità. I nostri eventi sono come quel dito che ti indica un sole calante.


Quest’anno, dopo un esperimento fatto a settembre 2019 a Castel Fiorentino in occasione della Festa dei lettori dei Presidi del Libro, per la prima volta portiamo il Festival delle piccole cose anche fuori da Monte Sant’Angelo, in luoghi che vanno dai Monti Dauni, al Tavoliere e a parti del Gargano che sono sotto gli occhi di tutti, ma ancora non valorizzati nel modo giusto.


Un’altra caratteristica di quest’anno è la scelta degli artisti. Sono tutti poeti e musicisti pugliesi residenti in Puglia. Sono quasi tutti soci del Rhymers’ Club o amici dell’associazione. Ed è una scelta non solo artistica, ma soprattutto politica nel senso più nobile del termine. L’emergenza Covid non sta facendo lavorare migliaia e migliaia di “operai” della cultura, così, nel nostro piccolo, stiamo provando a organizzare quante più cose possibili, per sostenerli economicamente.


I nostri ospiti più importanti sono i poeti Lino Angiuli, il decano della poesia pugliese contemporanea, un punto di riferimento non solo per i poeti pugliesi, ma per chiunque faccia poesia in Italia. Angiuli ci presenterà in anteprima la sua ultima raccolta di poesie, “Addizioni”, pubblicata con la prestigiosa casa editrice Aragno, e finalista al Premio Viareggio. A chiudere la nostra programmazione sarà, invece, Mauro Marino, un operatore culturale tra i più vivaci d’Italia. Formatosi alla scuola del Teatro Valdoca di Mariangela Gualtieri è colui che ha fondato ed anima il Fondo Verri di Lecce. Marino verrà a presentarci la sua ultima raccolta di poesie, “di politica e d’amore”, che è il frutto di vent’anni di scrittura.

Il tema di questa edizione 2020 è Radici e Ali, mutuando le parole di Alessandro Leogrande che riguardo all’identità pugliese ebbe modo di scrivere “L’identità non è fatta solo di radici, ma anche di ali. Non solo di passato, ma anche di futuro. Ripensare la propria identità non vuol dire solo voltarsi indietro, verso il già dato, ma soprattutto fissare lo sguardo avanti”.

L’Iniziativa è promossa dalla Regione Puglia, Assessorato all’industria turistica e culturale, in collaborazione con l’Associazione Presìdi del libro e dalla città di Monte Sant’Angelo.

Fondamentali sono state le collaborazioni con il Museo della Valle del Celone e del comune di Castelluccio Valmaggiore, della Pia Unione del SS. Crocifisso di Varano, del Centro Arte e tradizioni popolari di Mattinata, del Parco Daunia Avventura di Biccari, della Fondazione TerraMia di San Severo e del fotografo Raffaele Battista di Lucera.

S’inizierà mercoledì 29 luglio, un’ora prima del tramonto, alle ore 19 e 19, al Crocifisso di Varano, nel comune di Ischitella, dove sullo sfondo del Lago di Varano ascolteremo le parole del poeta Lucio Toma e le note dell’handpan di Lorenzo Vaira.

Giovedì 30 luglio, un’ora prima del tramonto, alle ore 19 e 18, l’appuntamento è al Museo della Valle del Celone, nel comune di Castelluccio Valmaggiore, dove sullo sfondo della valle del Celone ascolteremo le parole del poeta Raffaele Niro e le note del violoncello di Michela Celozzi.

Venerdì 31 luglio, sempre un’ora prima del tramonto, alle ore 19 e 17, gli eventi si svolgeranno al Villaggio della Speranza della Fondazione TerraMia, nel comune di San Severo, dove immersi nelle campagne del Mosaico di San Severo ascolteremo le parole del poeta Alfonso Graziano e le note delle chitarre battenti dei Rione Junno.

Sabato 1 agosto, ci spostiamo verso est, verso il Gargano dove tramonta prima il sole. L’appuntamento dunque è alle 19 e 13 presso il Piccolo Museo Etnografico del Centro Arte e Tradizioni Popolari, nel comune di Mattinata, dove in uno dei tanti borghi bianchi della Puglia ascolteremo le parole del poeta Canio Mancuso e le note delle chitarre classica e battente di Luca D’Apolito.

Domenica 2 agosto, eccezionalmente alle ore 12, la nostra programmazione si svolgerà nell’area culturale del Parco Daunia Avventura, nel comune di Biccari, dove a pochi passi dal Lago Pescara e immersi nel bosco ascolteremo le parole della poetessa Giusi Fontana e le note del violoncello di Michela Celozzi.

Le ultime due date del Festival delle piccole cose si svolgeranno dove il festival è nato, nel Rione Junno di Monte Sant’Angelo, uno dei luoghi più mistici del mondo, dove non poche anime perse si sono ritrovate, dove ogni pietra racconta la vita.

Lunedì 3 agosto, sempre un’ora prima del tramonto, alle ore 19 e 11, nel chiostro delle Clarisse, nel cuore del comune di Monte Sant’Angelo, ascolteremo in anteprima la presentazione del libro “addizioni”, finalista al Premio Viareggio, di uno dei poeti pugliesi viventi più importanti, Lino Angiuli, mentre concluderemo con le note dell’arpa di Letizia Arace.

Chiuderemo la nostra programmazione martedì 4 agosto, sempre un’ora prima del tramonto, alle ore 19 e 10, sempre nel chiostro delle Clarisse, nel cuore del Rione Junno di Monte Sant’Angelo, con le parole tratte da “di politica e d’amore” di Mauro Marino, un lavoro antologico che sintetizza vent’anni di scrittura del poeta leccese, mentre affideremo alle note del violino di Annalisa Sampietro il nostro arrivederci al 2021.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e obbligatoriamente su prenotazione. Per maggiori informazioni e per le prenotazioni si può telefonare al Contact Center del Rhymers’ Club al numero 392.3591481.

Durante gli eventi saranno applicate tutte le norme di sicurezza anti-Covid previste dal Decreto della Presidenza dei Ministri (D.L. n.33 del 16 maggio 2020), allegato 9 “Spettacoli dal vivo e cinema”.

Maggiori dettagli, informazioni su come raggiungere i luoghi, informazioni sugli artisti, saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito piccolecosefest.it.